Mediana
Incolla la tua serie di numeri e ottieni mediana, media, moda, quartili, deviazione standard, asimmetria e curtosi, con la mediana ricavata passo passo sulla serie già ordinata davanti agli occhi.
Il tuo calcolo
Modifica i dati e confronta10,5
14
8
frequenza 210
140
4
42
Come si ottiene questa mediana
I valori sono 10, un numero pari: non esiste un unico valore centrale, quindi la mediana è la media dei due valori nelle posizioni 5 e 6.
Mediana = (9 + 12) / 2 = 10,5
Su questi dati conviene usare la mediana
La media (14) e la mediana (10,5) distano 3,5, cioè il 33,3% della mediana, e la serie contiene 1 valore anomalo. In una situazione così la media è tirata dai valori estremi: l'indice che rappresenta meglio il gruppo è la mediana.
Le quattro medie
| Media | Valore | Quando si usa |
|---|---|---|
| Aritmetica | 14 | Grandezze che si sommano: altezze, spese, punteggi. |
| Geometrica | 11,3998 | Tassi che si compongono: rendimenti, crescite. Richiede valori tutti positivi. |
| Armonica | 9,5886 | Rapporti su base costante: velocità su tratti di pari lunghezza. |
| Quadratica | 17,3897 | Grandezze con segno di cui conta l'ampiezza: errori, segnali. |
Vale sempre armonica ≤ geometrica ≤ aritmetica ≤ quadratica, con l'uguaglianza solo se tutti i valori coincidono. Per dare pesi diversi ai singoli valori serve la media ponderata, che è uno strumento a parte.
Quanto sono dispersi i dati
10,87
118,22
38
77,7%
7,2
4
2,18
5,51
Con σ di popolazione si divide per n, con s campionaria per n−1: qui σ = 10,32 e s = 10,87. Si usa n−1 quando i dati sono un campione estratto da un insieme più grande, che è il caso più frequente. Un'asimmetria positiva indica una coda lunga a destra (pochi valori molto alti); una curtosi in eccesso positiva indica code più pesanti della curva normale.
Errore standard della media = s / √n = 3,44. Con un campione ampio l'intervallo di confidenza al 95% della media è circa 7,26 – 20,74 (approssimazione normale: sotto le 30 osservazioni si usa la t di Student e l'intervallo si allarga).
Mediana: che cos'è e perché spesso conta più della media
La mediana è il valore che si trova esattamente a metà di una serie ordinata: metà delle osservazioni le sta sotto, metà sopra. È una definizione di posizione, non di somma, e questo la rende insensibile a quanto sono estremi i valori alle due estremità. Se in una classe di dieci studenti nove prendono 6 e uno prende 10, la media sale a 6,4 mentre la mediana resta 6: è la mediana a dire come è andata «di solito».
Come si calcola, passo per passo
- Si ordinano i valori dal più piccolo al più grande. È il passaggio che quasi tutti dimenticano, e senza il quale il risultato è privo di senso.
- Se le osservazioni sono dispari, la mediana è il valore in posizione (n + 1) / 2.
- Se sono pari, non esiste un valore centrale unico: la mediana è la media aritmetica dei due valori nelle posizioni n/2 e n/2 + 1, e può risultare un numero che nella serie non compare.
Su 4; 7; 8; 8; 9; 12; 15; 16; 19; 42 le osservazioni sono dieci, quindi la mediana è la media del quinto e del sesto valore: (9 + 12) / 2 = 10,5. La media aritmetica della stessa serie è 14, cioè quasi il 33% più alta, e la differenza è tutta colpa del 42.
Media, mediana o moda: quale scegliere
- Media aritmetica — usa tutti i dati ed è la base di quasi tutta la statistica inferenziale, ma basta un valore estremo per spostarla. Adatta a distribuzioni simmetriche e senza anomalie.
- Mediana — robusta: cambiare il valore più alto da 42 a 4.200 non la sposta di un millimetro. È l'indice giusto per redditi, prezzi delle case, tempi di attesa, tutte grandezze con code lunghe a destra.
- Moda — il valore più frequente. È l'unico indice utilizzabile su dati qualitativi (il colore più venduto, la taglia più richiesta) e può non esistere o essere multipla.
Il confronto fra media e mediana è già di per sé un'informazione: se la media è molto più alta della mediana la distribuzione ha una coda a destra, se è più bassa la coda è a sinistra, se coincidono la distribuzione è simmetrica. Lo strumento fa questo confronto al posto tuo e dice quale dei due indici rappresenta meglio i tuoi dati.
Quartili: perché il tuo risultato non coincide con quello del libro
Il primo quartile Q1 lascia sotto di sé il 25% dei dati, il terzo quartile Q3 il 75%. Fin qui l'accordo è totale. Il problema nasce nel come si individuano quei punti quando non cadono esattamente su un'osservazione, e le convenzioni in circolazione sono almeno tre:
- Mediane delle metà, mediana esclusa — si divide la serie ordinata a metà e, se le osservazioni sono dispari, si scarta il valore centrale. È il metodo insegnato nella maggior parte dei libri italiani.
- Cardini di Tukey, mediana inclusa — come sopra, ma il valore centrale entra in entrambe le metà. Dà quartili leggermente più vicini fra loro.
- Interpolazione lineare — si calcola la posizione (n − 1) · p e si interpola fra i due valori vicini. È quello che fa QUARTILE.INC nei fogli di calcolo e il default di molti linguaggi.
Su 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 il primo metodo dà Q1 = 3 e il terzo Q1 = 3,25: nessuno dei due è sbagliato, sono convenzioni diverse. Per questo la tabella dello strumento mostra tutti e tre i risultati insieme, così puoi scegliere quello che corrisponde al metodo del tuo corso.
Range interquartile e valori anomali
L'IQR (Q3 − Q1) è l'ampiezza della fascia che contiene il 50% centrale dei dati ed è la misura di dispersione più robusta che esista: come la mediana, non si accorge di quanto sono lontani i valori estremi. Da qui nasce il criterio di Tukey per i valori anomali: è sospetto tutto ciò che sta sotto Q1 − 1,5 × IQR o sopra Q3 + 1,5 × IQR, ed è anomalo in modo estremo tutto ciò che supera i tre IQR. Il box plot disegna esattamente questo: una scatola da Q1 a Q3, una linea sulla mediana, i baffi fino all'ultimo dato dentro il recinto e un punto per ogni valore fuori.
Deviazione standard: n oppure n − 1?
Dipende da che cosa sono i tuoi dati. Se hai misurato tutti gli individui di interesse (i voti di quella specifica classe, l'altezza di tutti i dipendenti dell'azienda) stai descrivendo una popolazione e si divide per n. Se i dati sono un campione con cui vuoi dire qualcosa di un insieme più grande, si divide per n − 1: la correzione di Bessel compensa il fatto che gli scarti sono calcolati rispetto alla media del campione e non a quella, ignota, della popolazione. La differenza è tanto più grande quanto è piccolo il campione, e si assottiglia rapidamente oltre le trenta osservazioni.
Errori tipici
- Calcolare la mediana senza ordinare i dati. È la causa numero uno di risultati sbagliati.
- Prendere il valore centrale anche con n pari. Con un numero pari di osservazioni la mediana è la media dei due centrali.
- Dire che la moda è il valore più alto. La moda è il più frequente, non il più grande.
- Usare la media su dati con code lunghe. Il reddito medio e il reddito mediano raccontano due storie diverse, e la seconda descrive meglio la persona tipica.
- Confrontare deviazioni standard di grandezze diverse. Per farlo serve il coefficiente di variazione, che rapporta la deviazione standard alla media e quindi è un numero puro.
Un riquadro confronta media e mediana e dice quale dei due rappresenta davvero i tuoi dati, mentre la tabella dei quartili mostra affiancati i tre metodi in circolazione: è lì che il risultato del libro e quello di Excel smettono di coincidere. Puoi indicare le frequenze con la forma 8:3 e passare dal divisore n a quello n−1.
Come si calcola la mediana di una serie di numeri?
Si ordinano i valori in modo crescente, poi si guarda quanti sono. Se il numero di osservazioni n è dispari la mediana è il valore che occupa la posizione (n + 1) / 2; se è pari è la media aritmetica dei due valori in posizione n/2 e n/2 + 1. Sulla serie 4, 7, 8, 8, 9, 12, 15, 16, 19, 42 le osservazioni sono dieci, quindi la mediana è (9 + 12) / 2 = 10,5, mentre la media aritmetica è 140 / 10 = 14. La differenza del 33% fra i due indici è tutta responsabilità del 42, che sta ben oltre il recinto di Tukey (Q3 + 1,5 × IQR = 16 + 12 = 28): è la dimostrazione pratica del perché, su dati con code lunghe, la mediana descrive meglio il caso tipico.
Come calcolare la mediana con il calcolatore
Inserisci i tuoi numeri e il calcolatore restituisce immediatamente mediana, media, moda e tutti gli indici di variabilità.
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Inserisci i dati
Nel campo di testo digita o incolla i tuoi numeri separati da virgola, punto e virgola, spazio o a capo. Es.: 5, 12, 8, 3, 15, 7, 10, 8, 6, 9.
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Verifica il conteggio
Sotto il campo compare il numero di valori riconosciuti: controlla che corrisponda al tuo dataset prima di leggere i risultati.
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Leggi mediana, media e moda
I tre indici principali appaiono in evidenza: mediana (valore centrale), media aritmetica (somma/n) e moda (valore più frequente, se esiste).
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Analizza variabilità e quartili
Nella sezione secondaria trovi deviazione standard (σ), Q1, Q3, IQR, minimo, massimo, range e somma per una descrizione completa della distribuzione.