Salta al contenuto principale
Codice Fiscale

Codice Fiscale Inverso

Estrai i dati anagrafici (data nascita, sesso, comune di nascita) da un codice fiscale italiano.

Il tuo calcolo

Modifica i dati e confronta

Spazi, punti e trattini vengono ignorati e le minuscole convertite in maiuscole. La decodifica avviene interamente nel tuo browser: il codice non viene inviato a nessun server.

Nessun codice inserito: qui sotto vedi la decodifica dell’esempio RSSMRA85C01H501D. Incolla il tuo codice nel campo per analizzare quello.

Verdetto formale

Codice formalmente valido

Il controllo è formale: dice se il codice può esistere, non se è stato davvero attribuito a qualcuno. Per quello serve il servizio di verifica dell’Agenzia delle Entrate.

Codice analizzato: R S S M R A 8 5 C 0 1 H 5 0 1 D

Cognome Nome Anno Mese Giorno + sesso Comune Controllo

Dati ricavati dal codice

DatoCaratteriLettura
Sesso01maschile il giorno codificato è 01, non superiore a 40: nessuna somma, quindi soggetto di sesso maschile
Data di nascita85C011 marzo 1985 lettera «C» = marzo; il codice conserva solo due cifre dell’anno, quindi potrebbe anche essere il 2085. Era un venerdì.
Luogo di nascitaH501Codice catastale H501 elenco dei comuni in caricamento…
Carattere di controlloDcorrisponde al ricalcolo sui primi 15 caratteri
Omocodia—no — nessuna cifra sostituita i sette caratteri numerici contengono tutti cifre, quindi il codice non è stato differenziato

Cognome e nome: perché non si possono ricostruire

Le prime sei lettere sono il risultato di una funzione che perde informazione: da «RSS» non si può stabilire se il cognome sia Rossi, Russo, Rossini o Risso. Nessuno strumento può restituire il nome esatto — chi promette il contrario sta indovinando. Quello che il codice dice davvero è un insieme di vincoli, ed è questo:

Cognome — RSS

CarattereTipoRuolo
Rconsonante1ª consonante del cognome
Sconsonante2ª consonante del cognome
Sconsonante3ª consonante del cognome
  • Il cognome ha almeno tre consonanti e le prime tre, nell’ordine, sono R-S-S.
  • Le vocali del cognome non sono vincolate: possono essere quante e quali si vuole, in qualsiasi posizione.
  • I cognomi composti o con particelle (De Luca, D’Angelo, Lo Russo) si considerano scritti tutti di seguito; per le donne coniugate si usa solo il cognome da nubile.

Nome — MRA

CarattereTipoRuolo
Mconsonante1ª consonante del nome
Rconsonante2ª consonante del nome
Avocale1ª vocale del nome: compare perché le consonanti erano finite
  • Il nome contiene esattamente 2 consonanti: M-R, in quest’ordine.
  • La sua prima vocale è A. Se il nome avesse avuto un’altra consonante, al posto di questa vocale ci sarebbe quella.
  • I nomi doppi o multipli (Anna Maria, Gian Luca) si considerano scritti per esteso e di seguito, come un’unica parola.

Hai un nome in mente? La scheda «Prova un nome» non indovina nulla, ma dice con certezza se un cognome e un nome che proponi sono compatibili con queste sei lettere.

La mappa dei 16 caratteri

Che cosa occupa ogni posizione e che cosa se ne ricava leggendo il codice al contrario.

PosizioneContenutoCaratteri ammessi
1-3Cognome: consonanti, poi vocali, poi X di riempimentolettere A-Z
4-6Nome: 1ª, 3ª e 4ª consonante se ne ha almeno quattro, altrimenti come il cognomelettere A-Z
7-8Ultime due cifre dell’anno di nascitacifre, oppure lettere di omocodia
9Mese di nascita (lettera)A B C D E H L M P R S T
10-11Giorno di nascita; per le donne il giorno + 40 (quindi 41-71)cifre, oppure lettere di omocodia
12-15Codice catastale (Belfiore) del comune o dello Stato estero di nascita1 lettera + 3 cifre (o lettere di omocodia)
16Carattere di controllo, calcolato sui primi quindicilettere A-Z

Le lettere dei mesi

Art. 5 del D.M. 23/12/1976. Le lettere F, G, I, N, O, Q e da U a Z non indicano nessun mese.

LetteraMese
Agennaio
Bfebbraio
Cmarzo
Daprile
Emaggio
Hgiugno
Lluglio
Magosto
Psettembre
Rottobre
Snovembre
Tdicembre

La tabella dell’omocodia

Art. 6: la cifra viene sostituita dalla lettera corrispondente, partendo da destra. Per decodificare si legge al contrario.

CifraLettera nel codice
0L
1M
2N
3P
4Q
5R
6S
7T
8U
9V

Le lettere usate sono solo L M N P Q R S T U V: in una posizione numerica qualunque altra lettera è un errore di trascrizione.

Esempio svolto

Decodifica passo per passo di RSSMRA85C01H501D, costruito da dati noti: Rossi Mario, uomo, 1° marzo 1985, Roma.

CaratteriLettura
RSSCognome con almeno tre consonanti: le prime tre sono R, S, S. Compatibile con Rossi, ma anche con Rossini, Russo, Risso.
MRANome con esattamente due consonanti (M, R) e prima vocale A: compatibile con Mario e con Maria, ma non con Marta, che avendo una terza consonante darebbe MRT.
85Anno 1985 (oppure 2085: il codice conserva solo due cifre).
CMarzo.
01Giorno 1. Essendo minore o uguale a 40, il soggetto è di sesso maschile.
H501Codice catastale di Roma (RM).
DCarattere di controllo: ricalcolato sui primi quindici caratteri dà D, quindi il codice è formalmente valido.

Lo stesso codice con omocodia. RSSMRA85C01H5LMG: il 14° e il 15° carattere sono diventati L e M, cioè 0 e 1. Il codice catastale torna quindi H501 e la data resta 1° marzo 1985; cambia solo il carattere di controllo, ricalcolato in G.

Il caso estremo. RSSMRAURCLMHRLMN ha tutte e sette le cifre sostituite: sedici lettere e nemmeno un numero. Molti validatori lo rifiutano, ma è un codice perfettamente regolare e decodifica agli stessi identici dati.

Nati all’estero: i codici che iniziano per Z

Chi non è nato in un comune italiano ha, al posto del codice catastale, il codice Belfiore dello Stato estero di nascita: la lettera Z seguita da tre cifre. L’elenco degli Stati esteri non fa parte dei dati usati da questo sito, che contiene solo i comuni italiani attualmente esistenti: per i codici Z il decodificatore mostra il codice e l’area geografica, non il nome del Paese. Il Paese esatto si cerca nell’Archivio Comuni e Stati esteri dell’Agenzia delle Entrate.

CodiceArea geografica
Z1__Europa
Z2__Asia
Z3__Africa
Z4__America settentrionale
Z5__America centrale
Z6__America meridionale
Z7__Oceania

Tutti i comuni italiani oggi esistenti hanno invece un codice catastale che inizia con una lettera compresa fra A e M. Un codice che inizia con una lettera diversa e non è uno Z è quasi sempre un errore di trascrizione.

Codice fiscale inverso: che cosa si ricava davvero dai 16 caratteri

La decodifica del codice fiscale — o codice fiscale inverso — è l’operazione che legge all’indietro i sedici caratteri per ricavarne i dati che vi sono stati codificati. Il codice è formato secondo il D.M. 23 dicembre 1976 e la sua struttura è pubblica, quindi la lettura inversa è deterministica: chiunque conosca le tabelle del decreto ottiene lo stesso risultato. Serve per controllare un modulo, una fattura elettronica, un contratto o l’anagrafica di un gestionale prima di trasmetterla.

Attenzione però a una distinzione che molti strumenti online non fanno: una parte dei dati si ricava con certezza, un’altra no. Questa pagina separa nettamente le due cose.

I dati che si ricavano con certezza

  • Data di nascita: anno (due cifre), mese (una lettera fra A B C D E H L M P R S T) e giorno. L’unica riserva riguarda il secolo, di cui si parla più avanti.
  • Sesso: se il numero del giorno supera 40 il soggetto è di sesso femminile e il giorno reale si ottiene sottraendo 40. Il codice fiscale registra il sesso risultante dagli atti di stato civile.
  • Comune o Stato estero di nascita: il codice catastale, detto codice Belfiore, identifica in modo univoco un comune italiano (H501 = Roma, F205 = Milano) oppure uno Stato estero (lettera Z e tre cifre).
  • Validità formale: il sedicesimo carattere è ricalcolabile a partire dai primi quindici, quindi un codice trascritto male si smaschera da solo.
  • Presenza di omocodia: se una delle sette posizioni numeriche contiene una lettera, il codice è stato differenziato ed è possibile risalire al codice base.

Perché nome e cognome non si possono ricostruire

Le prime sei lettere si ottengono con una funzione che butta via informazione: dal cognome si prendono le prime tre consonanti (completate dalle vocali se le consonanti sono meno di tre, e dalla X se le lettere sono meno di tre); dal nome si prendono la prima, la terza e la quarta consonante quando ce ne sono almeno quattro, altrimenti si applica la stessa regola del cognome. Il numero di cognomi italiani che producono «RSS» è nell’ordine delle centinaia, e a ciascuno corrispondono migliaia di persone.

Non esiste quindi un algoritmo che restituisca il cognome esatto, e uno strumento che sostenga di farlo sta in realtà cercando in un elenco di nomi frequenti. La risposta corretta è diversa e più utile: il codice definisce un insieme di vincoli verificabili. Per esempio «GLI» dice che il nome ha esattamente due consonanti, G e L in quest’ordine, e che la sua prima vocale è la I. Per i codici formati da tre consonanti il nome ammette invece due letture — quella dei nomi con almeno quattro consonanti, dove la seconda consonante non compare affatto nel codice, e quella dei nomi con esattamente tre consonanti — e nessuna delle due si può escludere. Il decodificatore di questa pagina espone tutti questi vincoli carattere per carattere, e con la scheda «Prova un nome» permette di verificare se un nominativo che già si conosce è compatibile con il codice.

Omocodia: il vero ostacolo della decodifica

Quando i primi quindici caratteri risultano identici per due o più persone si ha un’omocodia. L’art. 6 del D.M. 23 dicembre 1976 prevede che per ciascun soggetto successivo al primo si effettuino, nell’ambito dei sette caratteri numerici contenuti nel codice, «sistematiche sostituzioni di una o più cifre a partire da quella di destra» secondo la tabella 0=L, 1=M, 2=N, 3=P, 4=Q, 5=R, 6=S, 7=T, 8=U, 9=V. Il carattere di controllo viene poi ricalcolato, per cui anche un codice omocodico supera la verifica formale.

Per la decodifica è il punto critico. Un lettore ingenuo che incontra H5LM non trova nessun comune, oppure applica una regex classica del tipo «quattro cifre dopo la lettera» e dichiara il codice non valido. La lettura corretta è invece l’inversa: L vale 0 e M vale 1, il codice catastale è H501 e la persona è nata a Roma. Le sette posizioni interessate sono le due cifre dell’anno, le due del giorno e le tre del codice catastale; la lettera iniziale del codice catastale e la lettera del mese non vengono mai toccate. Le combinazioni possibili sono 127, e poiché la corrispondenza lettera-cifra è biunivoca la ricostruzione del codice base è sempre univoca: non c’è ambiguità.

Un avvertimento sul codice base: è il codice che l’algoritmo avrebbe prodotto senza differenziazione. Può appartenere a un’altra persona, oppure a nessuno. Sapere che un codice è omocodico non dice nulla sull’identità di chi lo possiede e non è una caratteristica da segnalare o da contestare: si tratta di un codice regolare a tutti gli effetti, che amministrazioni, banche e datori di lavoro devono accettare.

Il fenomeno resta numericamente marginale: nell’audizione del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 febbraio 2016 davanti alla Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria si legge che, su oltre 94 milioni di soggetti registrati, i codici differenziati per omocodia erano 35.800 posizioni, «meno dello 0,08% del totale dei codici fiscali attribuiti».

Il carattere di controllo e la ricerca dell’errore

Il sedicesimo carattere si ottiene convertendo i primi quindici in numeri con due tabelle diverse — una per i caratteri di posizione dispari, una per quelli di posizione pari — sommando i valori, dividendo per 26 e traducendo il resto in lettera (0=A, 1=B, … 25=Z). Se il carattere calcolato non coincide con quello scritto, il codice non può esistere.

Sapere che c’è un errore non basta: serve sapere dove. Questo strumento risponde su due livelli. Il primo è strutturale e dà una risposta esatta: se in una posizione numerica compare una lettera che non appartiene alla tabella dell’omocodia — tipicamente una O al posto dello zero, una I al posto dell’uno, una B al posto dell’otto — quella posizione è sbagliata con certezza, e nella maggior parte dei casi esiste un solo carattere che la rende valida. Il secondo livello riguarda i codici formalmente ben strutturati ma con il controllo che non torna: qui il decodificatore elenca tutte le correzioni di un singolo carattere che ripristinano la validità e tutti gli scambi fra due caratteri contigui, mettendo in cima le coppie che si confondono davvero trascrivendo. Non è una risposta unica — il codice di controllo rileva l’errore ma non lo localizza — ed è onesto dirlo: restringe il campo a poche ipotesi da confrontare con il documento originale.

L’anno a due cifre: 1985 o 2085?

Il codice conserva solo le ultime due cifre dell’anno, quindi «85» è compatibile sia con il 1985 sia con il 2085 e, in astratto, con il 1885. La lettura sensata è quella che cade nel passato o nel presente, ed è quella che il decodificatore propone per prima, indicando comunque anche l’alternativa. Per le cifre basse l’ambiguità è reale e concreta: «10» può essere sia il 1910 sia il 2010, e su un documento non c’è modo di deciderlo dal solo codice fiscale.

Comuni soppressi e nascite all’estero: i limiti dei dati

Il decodificatore usa l’elenco dei comuni italiani attualmente esistenti, lo stesso su cui lavora il calcolatore diretto del codice fiscale. Da qui due limiti dichiarati:

  • Stati esteri: i codici Belfiore che iniziano con Z non sono presenti nei dati del sito. Per questi codici la pagina mostra il codice e l’area geografica indicata dalla prima cifra, ma non il nome del Paese, che va cercato nell’Archivio Comuni e Stati esteri.
  • Comuni soppressi, accorpati o rinominati: chi è nato in un comune poi cancellato conserva nel codice fiscale il codice catastale storico, che nell’elenco dei comuni attuali non compare. In quel caso lo strumento lo dice esplicitamente invece di mostrare un comune sbagliato.

Nessuna delle due situazioni rende il codice non valido: sono limiti dell’elenco, non del codice.

Verificare che un codice sia davvero attribuito

La decodifica è un controllo formale: dice che un codice è costruito bene e che cosa contiene, non che esista una persona a cui è stato assegnato. È perfettamente possibile inventare un codice formalmente valido che non corrisponde a nessuno. L’unico controllo di esistenza è quello dell’Agenzia delle Entrate, che confronta codice e dati anagrafici con l’Anagrafe Tributaria: si usa il servizio di verifica del codice fiscale, gratuito e senza registrazione. Fa fede in ogni caso il codice riportato sulla tessera sanitaria o sul certificato di attribuzione.

I codici fiscali di 11 cifre

Non tutti i codici fiscali sono di 16 caratteri. Società, enti e associazioni hanno un codice fiscale numerico di 11 cifre, identico nella forma alla partita IVA. Lo stesso formato viene usato per i codici fiscali provvisori attribuiti alle persone fisiche, per esempio in attesa della risoluzione di un’omocodia: sono validi a tutti gli effetti e devono essere accettati fino al rilascio del codice alfanumerico definitivo. Un codice di 11 cifre non è costruito sui dati anagrafici e quindi non contiene nulla da decodificare: se lo incolli nel campo, questa pagina te lo dice invece di restituire un errore generico.

Il codice fiscale è un dato personale

Il codice fiscale identifica una persona fisica ed è quindi un dato personale ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679: decodificarlo per profilare qualcuno, dedurne l’età o il luogo di nascita e usare l’informazione senza una base giuridica non è lecito. L’uso corretto di uno strumento come questo è il controllo: verificare la coerenza di un dato che si è già legittimamente ricevuto. La decodifica avviene interamente nel browser e nessun codice viene trasmesso o registrato.

Domande frequenti sulla decodifica

Perché il mio codice risulta non valido pur essendo quello sulla tessera sanitaria? Nella grande maggioranza dei casi è un errore di trascrizione: O e zero, I e uno, S e cinque, B e otto sono le confusioni più frequenti. La sezione «Dove può essere l’errore» elenca le correzioni di un solo carattere che rendono valido il codice.

Perché il comune non compare? Perché il codice catastale è di uno Stato estero (inizia per Z) o di un comune non più esistente. Entrambi i casi sono segnalati esplicitamente.

Il codice contiene lettere dove dovrebbero esserci numeri: è falso? No, è quasi sempre un codice omocodico regolare. Questa pagina lo riconosce, inverte le sostituzioni e mostra il codice base.

Posso sapere di chi è un codice fiscale? No. Nome e cognome non sono ricostruibili e nessun elenco pubblico associa i codici alle persone. Si può solo verificare la compatibilità con un nominativo già noto.

Fonti

Decodifica inversa.

Domande frequenti

Posso ricavare i dati personali dal codice fiscale?
Sì, parzialmente: data di nascita, sesso (giorno +40 per donne) e comune di nascita (dalle 4 cifre dopo il mese). Nome e cognome si possono ricostruire solo come 'iniziali consonanti' senza certezza.
Cos'è il codice catastale del Comune?
Codice alfanumerico di 4 caratteri usato nel codice fiscale per identificare il comune di nascita (es. H501 per Roma). I codici sono consultabili sul sito Agenzia delle Entrate.

Calcolatori correlati

Altri strumenti nella categoriaCodice Fiscale: