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Codice Fiscale

Codice Fiscale

Calcola il codice fiscale italiano da nome, cognome, data di nascita, sesso e comune di nascita.

Il tuo calcolo

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Sesso
Luogo di nascita

L'elenco contiene solo i comuni italiani oggi esistenti. Chi è nato in un comune poi soppresso o accorpato conserva il codice catastale storico, che qui non compare: puoi cercarlo nell'Archivio Comuni e Stati esteri dell'Agenzia delle Entrate e incollarlo nella modalità «Più persone».

Codice fiscale: come si calcola e a cosa serve

Il codice fiscale è un codice alfanumerico di 16 caratteri che identifica univocamente le persone fisiche nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e gli operatori privati italiani. È istituito dal D.P.R. 605/1973 e regolato, per la sua formazione, dal D.M. 23/12/1976. Lo emette l'Agenzia delle Entrate al momento della richiesta o al rilascio della tessera sanitaria.

Quando serve

Il codice fiscale è obbligatorio per:

  • aprire un conto corrente, sottoscrivere un mutuo, stipulare assicurazioni;
  • accedere alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale;
  • presentare la dichiarazione dei redditi (730 o modello Redditi PF);
  • firmare contratti di lavoro, locazione, compravendita;
  • iscriversi a scuola, università, albi professionali;
  • registrarsi sul sito INPS, Agenzia delle Entrate o portali della PA con SPID/CIE.

L'algoritmo di formazione

Il codice è composto da 16 caratteri formati come segue (artt. 2-7 del D.M. 23 dicembre 1976):

  1. Cognome (3 caratteri): si prendono le prime tre consonanti del cognome. Se le consonanti sono meno di tre, si completano con le vocali nell'ordine in cui compaiono. Se il cognome ha meno di tre lettere si aggiunge "X" come completamento. I cognomi composti o separati si considerano scritti in un'unica successione ininterrotta; per le donne coniugate si usa solo il cognome da nubile.
  2. Nome (3 caratteri): se il nome ha quattro o più consonanti si prendono la 1ª, la 3ª e la 4ª (per esempio "GIANFRANCO" → GFR). Se ne ha tre o meno, si applica la stessa regola del cognome. I nomi doppi o multipli si considerano scritti per esteso e di seguito.
  3. Anno di nascita (2 cifre): le ultime due cifre dell'anno (1989 → 89).
  4. Mese di nascita (1 lettera): A=gennaio, B=febbraio, C=marzo, D=aprile, E=maggio, H=giugno, L=luglio, M=agosto, P=settembre, R=ottobre, S=novembre, T=dicembre.
  5. Giorno di nascita (2 cifre): il giorno per gli uomini, il giorno + 40 per le donne, che quindi figura con i numeri da 41 a 71 (es. nata il 4 marzo → 44; nato il 4 marzo → 04).
  6. Codice catastale del comune di nascita (4 caratteri): detto anche "codice Belfiore", è una sigla alfanumerica assegnata ai comuni italiani (es. H501 per Roma, F205 per Milano) e agli stati esteri (per questi ultimi il codice è la lettera Z seguita da tre cifre). Nella scheda «Stato estero» del calcolatore trovi 219 codici di Stati e territori: non sono tutti quelli esistenti, e la sezione dedicata più avanti spiega quali mancano e dove cercarli.
  7. Carattere di controllo (1 lettera): si convertono i primi quindici caratteri in valori numerici usando due tabelle diverse a seconda che occupino posizione dispari (1ª, 3ª, 5ª…) o pari (2ª, 4ª, 6ª…), si sommano i valori, si divide per 26 e si converte il resto in lettera (0=A, 1=B… 25=Z). Serve a intercettare gli errori di trascrizione.

Nato all'estero: il codice Belfiore dello Stato

Chi è nato fuori dall'Italia non ha un comune di nascita, quindi non ha un codice catastale. Al suo posto il codice fiscale porta il codice dello Stato estero, che l'Agenzia delle Entrate descrive così nella guida al servizio di consultazione dell'Archivio Comuni e Stati esteri: «Per gli Stati esteri la codifica è composta dalla lettera Z e da tre cifre (la prima è riferita al continente)». Le cifre continentali usate dall'archivio sono 1 Europa, 2 Asia, 3 Africa, 4 America Settentrionale, 5 America Centrale, 6 America Meridionale, 7 Oceania, 8 e 9 terre polari. Così chi è nato in Germania ha Z112, in Romania Z129, in Marocco Z330, negli Stati Uniti Z404.

La scheda «Calcola» permette di scegliere fra comune italiano e Stato estero. L'elenco degli Stati contiene 219 codici e nasce dall'incrocio di due fonti ufficiali: la tabella «Stati Esteri» dell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (Ministero dell'Interno, colonna CODAT), che è la stessa che usano i comuni italiani, e la classificazione Istat «Codici delle unità territoriali estere», che nella colonna «codice AT» riporta il codice assegnato dall'Agenzia delle Entrate a ciascuno Stato o territorio. Dove le due fonti si sovrappongono — 206 codici su 219 — assegnano sempre lo stesso codice allo stesso Paese, e l'unica differenza è la forma del nome («Swaziland» o «Eswatini», «Mauritius» o «Maurizio»); nessun codice è stato ricostruito a mano. La ricerca accetta anche i nomi correnti al posto delle denominazioni Istat: «Cina» trova la Repubblica Popolare Cinese, «Russia» la Federazione Russa, «Olanda» i Paesi Bassi. Puoi anche digitare direttamente il codice, se lo conosci.

Tre avvertenze che vale la pena conoscere prima di fidarsi del risultato:

  • Gli Stati che non esistono più non sono nell'elenco. Chi è nato in URSS, Jugoslavia, Cecoslovacchia o Germania Est ha sui documenti un codice cessato, che la tabella dell'Anagrafe Nazionale — fatta per le iscrizioni di oggi — non riporta. Quei codici si cercano nell'Archivio Comuni e Stati esteri dell'Agenzia delle Entrate, spuntando l'opzione «soppressi» nella ricerca degli Stati esteri, e si scrivono nel campo del codice Belfiore. Diverso è il caso degli Stati che hanno solo cambiato nome conservando il codice: quelli sono nell'elenco e la ricerca li trova anche digitando il nome vecchio, perché la denominazione Istat se lo porta dietro — «Zaire» dà Z312 (Congo, Repubblica democratica del), «Birmania» dà Z206, «Ceylon» Z209, «Rhodesia» Z337, «Alto Volta» Z354, «Dahomey» Z314, «Formosa» Z217.
  • La maggior parte dei territori dipendenti ha un codice proprio (20 dei 28 censiti dall'Istat), diverso da quello dello Stato sovrano: ripiegare sul codice dello Stato sovrano produce un codice fiscale che non coincide con quello della tessera sanitaria, perché cambia il gruppo di quattro caratteri del luogo e, con esso, il carattere di controllo finale. La tabella dell'Anagrafe Nazionale per molti di essi non riporta alcun codice, ma l'elenco Istat sì: Z113 Gibilterra, Z402 Groenlandia, Z122 Isola di Man, Z716 Nuova Caledonia, Z723 Polinesia francese, e poi Anguilla, Montserrat, Isole Falkland, Isole Pitcairn e Sahara occidentale. Sono tutti nel calcolatore. Per gli altri otto — Jersey, Guernsey, Sark, Curaçao, Sint Maarten, Saint-Martin, Saint-Barthélemy e le Terre australi e antartiche francesi — l'elenco Istat scrive «n.d.», cioè non riporta alcun codice dell'Agenzia delle Entrate, e infatti qui non li trovi: in quel caso il codice va chiesto direttamente all'archivio dell'Agenzia, perché «non disponibile» non significa «non esiste».
  • Dodici territori sono segnati «non più proposto» — fra cui Martinica, Aruba, Bermuda, Mayotte, Isole Cayman. Vuol dire che la tabella dell'Anagrafe Nazionale li marca con NASCITA = N e non li propone più come luogo di nascita per le nuove iscrizioni anagrafiche. Il flag non dice quale codice si usi al loro posto e non toglie validità al codice: quello resta il codice dell'Agenzia delle Entrate per quel territorio, ed è quello stampato sul codice fiscale di chi è nato lì.

Un'ultima avvertenza, la più importante: l'elenco non è l'archivio completo dell'Agenzia delle Entrate, che è consultabile solo a mano perché protetto da CAPTCHA. Per alcuni territori nessuna delle due fonti pubbliche usate qui riporta il codice, e sono due situazioni diverse: Hong Kong e Macao non compaiono proprio in nessuna delle due, mentre Guadalupa, Riunione e Guyana francese sono righe della tabella dell'Anagrafe Nazionale (come territori non più proposti per le nuove iscrizioni) ma con la colonna CODAT vuota, e non sono nella classificazione Istat. In nessuno dei due casi l'assenza da questa pagina significa che l'Agenzia non abbia un codice per loro: significa solo che le fonti gratuite che stiamo usando non lo pubblicano. Se non trovi il tuo luogo di nascita, cerca il codice nell'Archivio Comuni e Stati esteri e scrivilo nel campo del codice Belfiore: il calcolatore lo accetta.

La prima cifra indica il continente per 216 dei 219 codici. Le tre eccezioni stanno nel dato ufficiale, non in una trascrizione: i Territori dell'Autonomia Palestinese hanno Z161 pur essendo in Asia, il Sud Sudan — nato nel 2011, molto dopo l'impianto della codifica — ha Z907, e Aruba (Z501) è America Centrale per l'Agenzia delle Entrate e America Meridionale per l'Istat. È il motivo per cui il codice va letto dalla tabella e non dedotto dal continente.

Omocodia: cosa succede se due persone hanno lo stesso codice

Quando due persone diverse generano lo stesso codice (omonimi nati lo stesso giorno e nello stesso comune con cognomi e nomi che producono identiche consonanti), si verifica un'omocodia. L'art. 6 del D.M. 23 dicembre 1976 stabilisce che, quando i primi quindici caratteri risultano comuni a due o più soggetti, il codice viene differenziato «per ciascuno dei soggetti successivi al primo soggetto codificato» effettuando, nell'ambito dei sette caratteri numerici contenuti nel codice, «sistematiche sostituzioni di una o più cifre a partire da quella di destra» secondo questa tabella:

  • 0 = L, 1 = M, 2 = N, 3 = P, 4 = Q, 5 = R, 6 = S, 7 = T, 8 = U, 9 = V.

I sette caratteri numerici sono le due cifre dell'anno, le due del giorno di nascita e le tre del codice catastale: le combinazioni possibili sono quindi 127. Il carattere di controllo viene ricalcolato sul codice modificato, per cui anche un codice omocodico supera la verifica formale. Il pulsante "Varianti omocodiche" del calcolatore genera l'intera sequenza: quale sia quella attribuita a una persona specifica dipende però dall'ordine di codifica in Anagrafe Tributaria e non è deducibile dai dati anagrafici, perciò va confrontata con la tessera sanitaria.

Il fenomeno è numericamente marginale: nell'audizione del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 10 febbraio 2016 davanti alla Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria si legge che, su oltre 94 milioni di soggetti registrati, i codici differenziati per omocodia erano 35.800 posizioni, «meno dello 0,08% del totale dei codici fiscali attribuiti», con un peso crescente dei nati all'estero. Per risolvere un'omocodia occorre rivolgersi a un ufficio dell'Agenzia delle Entrate, che convoca gli interessati e attribuisce a ciascuno un codice univoco.

Verificare un codice fiscale e leggerne i dati

La scheda "Verifica e decodifica" di questa pagina fa due cose distinte:

  • controllo formale: ricalcola il 16° carattere sui primi quindici e dice se il codice può esistere. Un errore qui significa quasi sempre una trascrizione sbagliata — le confusioni più frequenti sono la lettera O con lo zero e la lettera I con il numero 1;
  • decodifica: ricava sesso, giorno, mese, anno e comune di nascita, segnalando se il codice è omocodico e qual era il codice base. Attenzione all'anno: il codice conserva solo due cifre, quindi "85" può essere sia 1985 sia 2085 — per questo il risultato mostra entrambe le letture.

La verifica formale non dice se quel codice è stato effettivamente attribuito a una persona: per quello esiste il servizio di verifica del codice fiscale dell'Agenzia delle Entrate, che confronta il codice con i dati registrati in Anagrafe Tributaria.

Calcolare i codici di più persone

La scheda "Più persone" serve a chi deve produrre molti codici in una volta: iscrizioni scolastiche o sportive, buste paga, liste di partecipanti, migrazioni di anagrafiche. Si incolla una riga per persona nel formato cognome;nome;sesso;data;luogo, dove il quinto campo accetta indifferentemente un comune italiano (Roma), uno Stato estero (Romania) o direttamente il codice Belfiore (H501, Z129), e si ottiene la tabella completa con i codici e, riga per riga, il motivo di eventuali errori (comune ambiguo, data non riconosciuta, sesso non indicato). I risultati si copiano in blocco, come elenco di soli codici o come CSV. Tutta l'elaborazione avviene nel browser: i dati anagrafici non vengono trasmessi ad alcun server.

Come si richiede il codice fiscale

Il codice è assegnato d'ufficio alla nascita, attraverso la denuncia anagrafica al Comune. Per duplicati o casi particolari (cittadini stranieri, codice provvisorio) si richiede:

  • online sul sito dell'Agenzia delle Entrate (con SPID/CIE/CNS);
  • presso un ufficio dell'Agenzia delle Entrate, con documento d'identità;
  • tramite il servizio sanitario regionale insieme alla tessera sanitaria.

Ai cittadini stranieri per i quali si sospetta un'omocodia viene rilasciato un codice fiscale provvisorio composto da sole cifre numeriche: è valido a tutti gli effetti e deve essere accettato da amministrazioni, enti e banche fino all'attribuzione del codice alfanumerico definitivo.

Differenza con la partita IVA

Le persone fisiche hanno solo il codice fiscale; chi esercita un'attività imprenditoriale o autonoma ha anche una partita IVA (11 cifre numeriche). Aziende, associazioni, enti hanno un codice fiscale di tipo B (11 cifre, identico nella forma alla partita IVA). Il calcolatore di questa pagina riguarda il codice fiscale per persone fisiche.

Limiti dello strumento

Il calcolatore implementa l'algoritmo standard del D.M. 23/12/1976 e restituisce quindi un codice fiscale teorico. Tre limiti in particolare:

  • Omocodia non prevedibile: lo strumento genera tutte le varianti possibili, ma non può sapere quale sia stata attribuita a una persona specifica.
  • Gli elenchi non sono completi: quello dei comuni non comprende i comuni soppressi o accorpati; quello degli Stati esteri non comprende gli Stati cessati (URSS, Jugoslavia, Cecoslovacchia…) né i territori di cui né la tabella ANPR né l'elenco Istat riportano il codice (Hong Kong, Macao, Guadalupa, Riunione, Guyana francese…). In tutti questi casi il codice si reperisce nell'Archivio Comuni e Stati esteri e si inserisce a mano.
  • Solo controllo formale: la verifica non accerta l'esistenza del contribuente in Anagrafe Tributaria.

Per scopi legali o di comunicazione ufficiale fai sempre riferimento al codice fiscale rilasciato dall'Agenzia delle Entrate o stampato sulla tessera sanitaria; puoi controllarlo con il servizio di verifica del codice fiscale dell'Agenzia delle Entrate.

Fonti

Algoritmo ufficiale Agenzia delle Entrate.

Come calcolare il codice fiscale italiano

Genera il codice fiscale italiano a partire da nome, cognome, data e luogo di nascita applicando l'algoritmo ufficiale dell'Agenzia delle Entrate.

  1. 1

    Inserisci nome e cognome

    Scrivi il cognome e il nome esattamente come riportati sui documenti ufficiali. L'algoritmo estrarrà le prime tre consonanti del cognome e del nome (con regola speciale se il nome ha almeno 4 consonanti).

  2. 2

    Indica data di nascita e sesso

    Seleziona il giorno, il mese e l'anno di nascita. Per le donne si somma 40 al giorno. Il mese è codificato con una lettera (A=gennaio, B=febbraio, C=marzo, D=aprile, E=maggio, H=giugno, L=luglio, M=agosto, P=settembre, R=ottobre, S=novembre, T=dicembre).

  3. 3

    Seleziona il comune o lo stato estero di nascita

    Il codice catastale italiano è composto da una lettera + 3 cifre (es. H501 per Roma). Per chi è nato all'estero si usa il codice del paese (Z + 3 cifre).

  4. 4

    Verifica il carattere di controllo

    Il sedicesimo carattere è calcolato automaticamente come checksum sui 15 caratteri precedenti, secondo la tabella ufficiale Agenzia delle Entrate. Conferma il codice fiscale generato.

Domande frequenti

Come si calcola il codice fiscale?
L'algoritmo prende le prime 3 consonanti del cognome, 3 consonanti del nome (regola speciale se sono almeno 4 consonanti), 2 cifre anno, 1 lettera del mese, 2 cifre giorno (femmine +40), codice catastale del comune di nascita e un carattere di controllo.
Cos'è l'omocodia?
Si verifica quando due persone diverse generano lo stesso codice fiscale. L'Agenzia delle Entrate sostituisce alcune cifre numeriche con lettere secondo una tabella prestabilita. Il calcolatore semplice non gestisce l'omocodia.
Posso usare il codice fiscale calcolato online?
Per uso informativo sì (verifica documenti, compilazione moduli). Per validità ufficiale serve sempre il codice fiscale emesso dall'Agenzia delle Entrate (tessera sanitaria o tesserino).

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