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Matematica e Geometria

Determinante

Scrivi una matrice quadrata da 2×2 a 6×6 e vedi il determinante calcolato in tre modi diversi sulla stessa pagina: la regola di Sarrus con i sei prodotti delle diagonali, lo sviluppo di Laplace lungo la riga o la…

Il tuo calcolo

Modifica i dati e confronta

Puoi scrivere i numeri come interi, con la virgola (2,5) o come frazioni (-3/4). I conti restano esatti: se il risultato è 1/3 lo leggi come 1/3, non come 0,333…

Matrice A (3×3)
det(A) — matrice 3×3

-306

det ≠ 0 → matrice invertibile: righe e colonne sono linearmente indipendenti.

Metodo 1 — Regola di Sarrus (solo 3×3)

Si ricopiano le prime due colonne a destra della matrice e si sommano i prodotti delle tre diagonali che scendono verso destra, sottraendo i prodotti delle tre che scendono verso sinistra.

Prodotti delle diagonali secondo la regola di Sarrus
DiagonaleProdottoValore
+ a₁₁·a₂₂·a₃₃(6) · (-2) · (7)-84
+ a₁₂·a₂₃·a₃₁(1) · (5) · (2)10
+ a₁₃·a₂₁·a₃₂(1) · (4) · (8)32
− a₁₃·a₂₂·a₃₁(1) · (-2) · (2)-4
− a₁₁·a₂₃·a₃₂(6) · (5) · (8)240
− a₁₂·a₂₁·a₃₃(1) · (4) · (7)28
det(A)-42 − 264-306

Metodo 2 — Sviluppo di Laplace

Si sceglie una riga o una colonna e si sommano i prodotti di ciascun elemento per il suo complemento algebrico (−1)i+j · det del minore. Vale per qualunque ordine.

Termini dello sviluppo di Laplace
ElementoValoreSegno (−1)i+jdet del minoreContributo
a₁₁6+-54-324
a₁₂1−18-18
a₁₃1+3636
Somma dei contributi = det(A)-306

Il risultato non dipende dalla riga o dalla colonna scelta: provale tutte, il determinante resta -306.

Metodo 3 — Riduzione di Gauss

Si porta la matrice in forma triangolare con operazioni sulle righe: sommare a una riga un multiplo di un'altra non cambia il determinante, scambiare due righe lo cambia di segno. Alla fine il determinante è il prodotto degli elementi sulla diagonale.

  1. R2 → R2 − (2/3) · R1
  2. R3 → R3 − (1/3) · R1
  3. R3 → R3 − (-23/8) · R2

Matrice triangolare ottenuta

6
1
1
0
-8/3
13/3
0
0
153/8

Prodotto della diagonale × segno (+1) = -306

Proprietà verificate su questa matrice

Proprietà del determinante applicate alla matrice inserita
ProprietàValoreRiscontro
det(Aᵀ) = det(A)-306verificata
det(2A) = 23 · det(A)-2448verificata
det(A⁻¹) = 1 / det(A)-1/306-1/306

Che cosa misura. Il valore assoluto del determinante è il fattore per cui la trasformazione moltiplica le aree (in dimensione 2) o i volumi (in dimensione 3): qui |det| = 306. Il segno dice se la trasformazione conserva l'orientamento (negativo: lo ribalta).

Il determinante di una matrice, spiegato con i conti sotto gli occhi

Il determinante è un numero che si associa a una matrice quadrata e riassume in una cifra sola il comportamento della trasformazione che la matrice rappresenta. Se è diverso da zero la matrice è invertibile e il sistema lineare associato ha una sola soluzione; se è zero le righe sono linearmente dipendenti, l'inversa non esiste e il sistema o è impossibile o ha infinite soluzioni.

Le tre strade per calcolarlo

  • Sarrus — solo per le 3×3. Si ricopiano le prime due colonne a destra e si sommano i prodotti delle tre diagonali discendenti, sottraendo quelli delle tre ascendenti. È la via più rapida a mano, ma non funziona per il 4×4: chi prova a estenderla ottiene un numero sbagliato.
  • Laplace — vale per qualunque ordine. Si sceglie una riga o una colonna e si sommano i prodotti di ogni elemento per il suo complemento algebrico. Conviene sempre scegliere la riga o la colonna con più zeri, perché ogni zero cancella un intero minore da calcolare.
  • Gauss — si riduce la matrice a forma triangolare e si moltiplicano gli elementi della diagonale. È il metodo che usano i calcolatori, perché il costo cresce con n³ invece che con n!.

Formule di base

  • Ordine 2: det = a₁₁·a₂₂ − a₁₂·a₂₁.
  • Ordine 3 (Sarrus): det = a₁₁a₂₂a₃₃ + a₁₂a₂₃a₃₁ + a₁₃a₂₁a₃₂ − a₁₃a₂₂a₃₁ − a₁₁a₂₃a₃₂ − a₁₂a₂₁a₃₃.
  • Ordine n: det(A) = Σⱼ (−1)^(i+j) · aᵢⱼ · det(Mᵢⱼ), con Mᵢⱼ il minore ottenuto cancellando riga i e colonna j.

Proprietà che fanno risparmiare tempo

  • Una riga (o colonna) tutta di zeri ⇒ det = 0, senza calcoli.
  • Due righe uguali o proporzionali ⇒ det = 0.
  • Scambiare due righe cambia il segno del determinante.
  • Moltiplicare una riga per k moltiplica il determinante per k; moltiplicare tutta la matrice per k lo moltiplica per kⁿ.
  • Sommare a una riga un multiplo di un'altra riga non cambia il determinante: è la proprietà su cui si regge il metodo di Gauss.
  • Per una matrice triangolare il determinante è il prodotto della diagonale.
  • det(A · B) = det(A) · det(B) (teorema di Binet) e det(Aᵀ) = det(A).

Che cosa significa geometricamente

In due dimensioni il valore assoluto del determinante è l'area del parallelogramma costruito sui due vettori riga; in tre dimensioni è il volume del parallelepipedo costruito sui tre vettori. Un determinante pari a 0 vuol dire che i vettori sono complanari (o allineati) e la figura si schiaccia: la trasformazione perde una dimensione, ed è esattamente il motivo per cui non si può tornare indietro, cioè non esiste l'inversa. Il segno dice se la trasformazione conserva o ribalta l'orientamento dello spazio.

Errori tipici nei compiti

  • Sarrus applicata al 4×4. Non esiste una regola delle diagonali oltre il terzo ordine.
  • Segni del complemento algebrico. Il segno è (−1)i+j: sulla prima riga alterna +, −, +, −.
  • Dividere una riga durante Gauss senza correggere. Dividere una riga per k divide il determinante per k: se si usa quella mossa va compensata alla fine.
  • Confondere determinante e rango. Il determinante esiste solo per le matrici quadrate; il rango è definito per qualunque matrice.

Scrivi una matrice quadrata da 2×2 a 6×6 e vedi il determinante calcolato in tre modi diversi sulla stessa pagina: la regola di Sarrus con i sei prodotti delle diagonali, lo sviluppo di Laplace lungo la riga o la colonna che scegli tu e la riduzione di Gauss con la cronaca di ogni operazione sulle righe. Sotto trovi le proprietà verificate sui tuoi numeri e la regola di Cramer per risolvere subito il sistema A · x = b.

Come calcolare il determinante e l'inversa di una matrice

Inserisci gli elementi della matrice 2×2 o 3×3 e ottieni subito determinante, inversa, trasposta e traccia.

  1. 1

    Scegli la dimensione

    Seleziona 'Matrice 2×2' o 'Matrice 3×3' usando i pulsanti in cima al calcolatore per attivare la griglia di input corrispondente.

  2. 2

    Inserisci gli elementi

    Digita i valori numerici nelle celle con etichette a₁₁, a₁₂, a₂₁, a₂₂ (e le celle aggiuntive per la 3×3). I campi vuoti sono trattati come zero.

  3. 3

    Leggi il determinante e la traccia

    I risultati principali appaiono immediatamente: il determinante nella scheda viola, la traccia nella scheda blu, e l'indicatore 'Invertibile' o 'Singolare' nella terza scheda.

  4. 4

    Controlla la matrice inversa

    Se det ≠ 0, il calcolatore mostra la griglia di A⁻¹ con i valori arrotondati a 4 cifre decimali; in caso di matrice singolare la sezione inversa non compare.

  5. 5

    Consulta trasposta e multiplo scalare

    Scorri verso il basso per vedere la trasposta Aᵀ e il multiplo scalare 2·A. Per le matrici 2×2 è disponibile anche il quadrato A² = A·A, utile per esercizi di algebra lineare.

Domande frequenti

La regola di Sarrus vale anche per le matrici 4×4?
No, ed è l'errore più diffuso nei compiti. La regola delle diagonali funziona esclusivamente per il terzo ordine: applicarla a una 4×4 produce sei prodotti su ventiquattro, quindi un numero che non è il determinante. Dal quarto ordine in poi servono lo sviluppo di Laplace, che scompone il calcolo in determinanti di ordine più basso, oppure la riduzione di Gauss, che porta la matrice in forma triangolare e moltiplica la diagonale. Questo strumento mostra Sarrus solo quando l'ordine è 3, e propone Laplace e Gauss per qualunque ordine fino a 6.
Che cosa significa un determinante uguale a zero?
Significa che le righe della matrice sono linearmente dipendenti: una è combinazione delle altre. Da lì discende tutto il resto: la matrice è singolare e non ha inversa, il rango è minore dell'ordine e il sistema lineare associato o non ha soluzioni o ne ha infinite, mai una sola. Geometricamente la trasformazione schiaccia il piano su una retta o lo spazio su un piano, azzerando l'area o il volume: è proprio quell'azzeramento che il determinante misura. Casi da riconoscere a colpo d'occhio: una riga tutta di zeri, due righe uguali o due righe proporzionali.
Su quale riga conviene sviluppare il determinante con Laplace?
Su quella che contiene più zeri, perché ogni elemento nullo annulla il proprio termine e cancella un intero minore da calcolare. Il valore del determinante non cambia mai al variare della riga o della colonna scelta, cambia solo la fatica: sviluppare una 4×4 lungo una riga con due zeri dimezza il lavoro. Se nessuna riga ha zeri conviene crearne, sommando a una riga un multiplo di un'altra, operazione che lascia il determinante invariato. Lo strumento segnala in automatico quale riga o colonna conviene scegliere e quanti zeri contiene.