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Questo calcolatore stima la parcella di un avvocato applicando i parametri forensi del D.M. 55/2014 (aggiornati, fra l'altro, dal D.M. 147/2022).
Il tuo calcolo
Modifica i dati e confrontaScaglione applicato: da 26.000 a 52.000 €
Fasi effettivamente svolte
| Fase | Valore medio | Scostamento | Applicato |
|---|---|---|---|
| 1.701,00 € | 1.701,00 € | ||
| 1.204,00 € | 1.204,00 € | ||
| 1.806,00 € | 1.806,00 € | ||
| 2.905,00 € | 2.905,00 € | ||
| Somma delle fasi | 7.616,00 € |
Nota: nella tabella 2 il valore medio della fase istruttoria per lo scaglione 26.000–52.000 € (1.806 €) è più basso di quanto la progressione lascerebbe attendere. È il dato letterale pubblicato nell'allegato al d.m. 147/2022 e viene riportato senza correzioni.
Aumenti e riduzioni previsti dal decreto
Compenso secondo i parametri forensi
7.616,00 €
Tribunale — giudizi ordinari e sommari di cognizione · da 26.000 a 52.000 € · valori medi
Dalla parcella alla fattura
Contributo unificato, marche, diritti di cancelleria: fuori dal campo IVA, senza CPA né ritenuta.
| Voce | Base di calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Compenso professionale | Parametri forensi d.m. 55/2014 | 7.616,00 € |
| Spese generali forfettarie 15% | Compenso × 15% — art. 2 c. 2 d.m. 55/2014 | 1.142,40 € |
| CPA Cassa Forense 4% | (Compenso + spese generali) × 4% | 350,34 € |
| Imponibile IVA | Compenso + spese generali + CPA | 9.108,74 € |
| IVA 22% | Imponibile × 22% — art. 16 D.P.R. 633/1972 | 2.003,92 € |
| Totale fattura | Importo che il cliente deve | 11.112,66 € |
| Ritenuta d'acconto 20% | (Compenso + spese generali) × 20% — art. 25 D.P.R. 600/1973 | − 1.751,68 € |
| Netto da bonificare | Totale fattura − ritenuta | 9.360,98 € |
| Resta allo studio | Compenso + spese generali − ritenuta (IVA e CPA sono somme da riversare) | 7.006,72 € |
Nota spese, prenotula o preventivo da stampare
Il foglio qui sotto riprende le fasi liquidate, la voce di tariffa di ciascuna e la composizione dell'importo. I riquadri tratteggiati si compilano scrivendoci dentro: restano nel documento e non finiscono nel link condivisibile della pagina.
Per stampare: il pulsante «Stampa» della barra azioni, subito sotto il calcolatore, oppure il comando di stampa del browser (Ctrl+P; su Mac Cmd+P). Fanno la stessa cosa, e il foglio che esce è sempre questo: comandi, tabelle di consultazione e spiegazioni restano fuori. Il foglio riporta sempre la composizione dell'importo; il prospetto delle fasi, con gli aumenti e le riduzioni applicati, compare solo se la casella «Includi il prospetto delle fasi» qui sopra resta selezionata. Se dopo il foglio l'anteprima mostra altre pagine, sono le sezioni finali del sito: si escludono limitando l'intervallo di pagine da stampare.
Nota spese e competenze
Destinatario
Oggetto
- Attività
- Tribunale — giudizi ordinari e sommari di cognizione
- Voce di tariffa
- d.m. 55/2014, tab. 2, da 26.000 a 52.000 €
- Valore della controversia
- 50.000,00 €
- Scostamento dai valori medi
- valori medi
| Fase e voce di tariffa | Valore medio | Scostamento | Compenso |
|---|---|---|---|
| Fase di studio della controversia d.m. 55/2014, tab. 2, da 26.000 a 52.000 € | 1.701,00 € | medio | 1.701,00 € |
| Fase introduttiva del giudizio d.m. 55/2014, tab. 2, da 26.000 a 52.000 € | 1.204,00 € | medio | 1.204,00 € |
| Fase istruttoria e/o di trattazione d.m. 55/2014, tab. 2, da 26.000 a 52.000 € | 1.806,00 € | medio | 1.806,00 € |
| Fase decisionale d.m. 55/2014, tab. 2, da 26.000 a 52.000 € | 2.905,00 € | medio | 2.905,00 € |
| Totale delle fasi | 7.616,00 € | ||
| Compenso secondo i parametri | 7.616,00 € | ||
| Voce | Base di calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Compenso professionale | Parametri forensi d.m. 55/2014 | 7.616,00 € |
| Rimborso spese generali 15% | Compenso × 15% — art. 2 c. 2 d.m. 55/2014 | 1.142,40 € |
| CPA Cassa Forense 4% | (Compenso + spese generali) × 4% — art. 11 L. 576/1980 | 350,34 € |
| Imponibile IVA | Compenso + spese generali + CPA | 9.108,74 € |
| IVA 22% | Imponibile × 22% — art. 16 D.P.R. 633/1972 | 2.003,92 € |
| Totale del documento | Importo dovuto | 11.112,66 € |
| Ritenuta d'acconto 20% | (Compenso + spese generali) × 20% — art. 25 D.P.R. 600/1973 | − 1.751,68 € |
| Netto da corrispondere | Totale − ritenuta operata dal cliente sostituto d'imposta | 9.360,98 € |
Importi determinati secondo i parametri forensi del d.m. 10 marzo 2014 n. 55, con le tabelle sostituite dal d.m. 13 agosto 2022 n. 147. Questo prospetto non sostituisce la fattura, che è emessa in formato elettronico secondo le regole ordinarie.
Luogo e data
Firma
Tabella 2 — Tribunale — giudizi ordinari e sommari di cognizione: valori medi per scaglione (d.m. 147/2022)
| Fase | fino a 1.100 € | da 1.100 a 5.200 € | da 5.200 a 26.000 € | da 26.000 a 52.000 € | da 52.000 a 260.000 € | da 260.000 a 520.000 € |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Fase di studio della controversia | 131,00 € | 425,00 € | 919,00 € | 1.701,00 € | 2.552,00 € | 3.544,00 € |
| Fase introduttiva del giudizio | 131,00 € | 425,00 € | 777,00 € | 1.204,00 € | 1.628,00 € | 2.338,00 € |
| Fase istruttoria e/o di trattazione | 200,00 € | 851,00 € | 1.680,00 € | 1.806,00 € | 5.670,00 € | 10.411,00 € |
| Fase decisionale | 200,00 € | 851,00 € | 1.701,00 € | 2.905,00 € | 4.253,00 € | 6.164,00 € |
Compenso dell'avvocato: i parametri forensi in vigore
Il compenso dell'avvocato, quando non è stato pattuito per iscritto o deve essere liquidato dal giudice, si determina applicando i parametri forensi del D.M. 10 marzo 2014 n. 55, le cui tabelle sono state integralmente sostituite dal D.M. 13 agosto 2022 n. 147 (in vigore dal 23 ottobre 2022 e applicabile alle prestazioni esaurite dopo tale data). Non sono stati emanati decreti successivi: le tabelle del 2022 sono ancora quelle vigenti.
Come funziona il calcolo
Il compenso non è un importo unico: si costruisce in quattro passaggi.
- La tabella. Ogni giudice e ogni tipo di procedimento ha la propria tabella allegata al decreto, e l'art. 3 vieta di applicarne una per analogia quando ne esiste una specifica. Il tribunale ordinario usa la tabella 2, la Corte d'appello la 12, la Cassazione la 13, il TAR la 21, il penale la 15, lo stragiudiziale la 25.
- Lo scaglione di valore. Le tabelle giudiziali sono graduate su sei scaglioni, da "fino a 1.100 €" a "260.000–520.000 €". Il giudice di pace ne ha tre, alcune tabelle speciali cinque. Le cause di valore indeterminabile si considerano comprese fra 26.000 e 260.000 €, e fino allo scaglione di 520.000 € se di particolare importanza (art. 5 c. 6).
- Le fasi effettivamente svolte. Il compenso si liquida per fasi (art. 4 c. 5): studio della controversia, introduttiva, istruttoria o di trattazione, decisionale. Una fase non svolta non si paga, e la fase istruttoria rileva solo "quando effettivamente svolta". Davanti alla Cassazione la fase istruttoria non è nemmeno prevista.
- Lo scostamento dai valori medi. È il punto in cui il decreto del 2022 ha cambiato le regole.
La variazione è ±50%, non più +80%
Fino al 2022 i valori medi potevano essere aumentati "di regola fino all'80%" e ridotti fino al 50%. Il D.M. 147/2022 ha uniformato la forbice: oggi l'art. 4 c. 1 stabilisce che i valori medi possono essere aumentati fino al 50% e diminuiti in ogni caso non oltre il 50%. È scomparsa anche la vecchia possibilità di aumentare fino al 100% la fase istruttoria. Molti calcolatori online applicano ancora il vecchio +80%: producono importi massimi sbagliati del 20%.
Gli aumenti che quasi nessuno applica
- +30% per gli atti telematici redatti con tecniche che ne agevolano la consultazione, cioè che consentono la ricerca testuale nell'atto e negli allegati e la navigazione interna (art. 4 c. 1-bis). È una novità del 2022 e si somma alla variazione ordinaria.
- +30% per ogni soggetto assistito oltre il primo fino a dieci, e +10% per ciascuno oltre i primi dieci fino a trenta (art. 4 c. 2).
- +20% quando lo stesso avvocato assiste entrambi i coniugi nella separazione consensuale o nel divorzio congiunto (art. 4 c. 3).
- Conciliazione o transazione: il compenso per quell'attività è pari a quello della fase decisionale aumentato di un quarto, fermo quanto già maturato (art. 4 c. 6).
- +1/3 sul compenso a carico del soccombente costituito quando le difese della parte vittoriosa sono risultate manifestamente fondate (art. 4 c. 8).
- Mediazione e negoziazione assistita: se si chiudono con un accordo, le fasi di attivazione e di negoziazione aumentano del 30% (art. 20 c. 1-bis).
- Azione di classe ex art. 140-bis del Codice del consumo: il compenso può essere aumentato fino al triplo (art. 4 c. 10).
- TAR e Consiglio di Stato: la fase introduttiva aumenta fino al 50% con i motivi aggiunti e fino al 20% con il ricorso incidentale (art. 4 c. 10-bis). I compensi per la fase cautelare monocratica spettano solo se si è svolta attività ulteriore rispetto alla semplice istanza cautelare.
- Cassazione: la fase decisionale aumenta fino al 50% se è depositata la memoria ex art. 378 c.p.c. (art. 4 c. 10-quater).
- Indagini difensive particolarmente complesse o urgenti: +20% (art. 12 c. 3-bis).
Lo scostamento può essere impostato fase per fase: è così che ragiona il giudice, che può valorizzare una fase istruttoria complessa e comprimere una fase introduttiva ripetitiva nello stesso provvedimento.
In direzione opposta: −75% in caso di responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., −50% nei casi di inammissibilità o improcedibilità con gravi ed eccezionali ragioni (art. 4 c. 9), −30% quando più assistiti hanno posizione identica e la difesa non richiede l'esame di questioni distinte (art. 4 c. 4). Al domiciliatario spetta non meno del 20% delle fasi seguite (art. 8 c. 2) e al praticante abilitato la metà (artt. 9, 17 e 24). Nel patrocinio a spese dello Stato gli importi sono ridotti della metà nel civile (art. 130 D.P.R. 115/2002) e di un terzo nel penale (art. 106-bis).
Cause sopra 520.000 euro
Le tabelle si fermano allo scaglione 260.000–520.000 €. Oltre, l'art. 6 prevede un incremento fino al 30% per ciascuna fascia: +30% da 520.000 a 1.000.000 €, un ulteriore +30% da 1 a 2 milioni, e così via fino a 8 milioni, criterio ripetibile a ogni successivo raddoppio di valore. Una causa da 3 milioni può quindi arrivare a 1,3³ = 2,197 volte i parametri dello scaglione più alto. L'art. 6 sta nel capo dedicato all'attività giudiziale: per gli affari stragiudiziali oltre 520.000 € vale invece l'art. 22, che rinvia alle percentuali decrescenti della tabella 25 (dal 3,00% allo 0,25%). Le due regole non si sommano.
Dalla parcella alla fattura: le quattro voci
Sul compenso si innestano quattro voci con basi di calcolo diverse, ed è qui che si sbaglia più spesso.
- Spese generali forfettarie 15% del compenso, dovute "in ogni caso e anche in caso di determinazione contrattuale" (art. 2 c. 2 d.m. 55/2014). Entrano nella base della CPA, dell'IVA e della ritenuta.
- CPA (contributo integrativo Cassa Forense) 4% su compenso + spese generali, con obbligo di rivalsa sul cliente (art. 11 L. 576/1980). È imponibile IVA ma non subisce la ritenuta, perché non concorre a formare il reddito professionale.
- IVA 22% su compenso + spese generali + CPA (art. 16 D.P.R. 633/1972).
- Ritenuta d'acconto 20% su compenso + spese generali, se il cliente è sostituto d'imposta (art. 25 D.P.R. 600/1973). Non si applica sulla CPA, non si applica sull'IVA e non si applica in regime forfettario.
Le spese anticipate in nome e per conto del cliente — contributo unificato, marche da bollo, diritti di cancelleria — sono escluse dalla base imponibile ex art. 15 D.P.R. 633/1972: si aggiungono al totale della fattura senza IVA, senza CPA e senza ritenuta. Quando la fattura contiene importi non assoggettati a IVA superiori a 77,47 € — l'intero documento in regime forfettario, le sole anticipazioni in regime ordinario — è dovuta l'imposta di bollo di 2 € (art. 13, n. 1-bis, della Tariffa allegata al D.P.R. 642/1972).
Verso la Pubblica Amministrazione non si applica la scissione dei pagamenti: l'art. 12 del D.L. 87/2018 ha inserito il comma 1-sexies nell'art. 17-ter del D.P.R. 633/1972, escludendo dallo split payment le prestazioni i cui compensi sono assoggettati a ritenuta. L'avvocato incassa quindi l'IVA come da qualunque altro cliente.
Su un compenso di 2.000 €: spese generali 300 €, CPA 92 €, imponibile IVA 2.392 €, IVA 526,24 €, totale fattura 2.918,24 €, ritenuta 460 €, netto da bonificare 2.458,24 €. Allo studio, al netto di IVA e CPA che sono somme da riversare, restano 1.840 €.
Nota tecnica: l'art. 25 del D.P.R. 600/1973 è stato riscritto nell'art. 38 del D.Lgs. 24 marzo 2025 n. 33 (Testo unico versamenti e riscossione), la cui decorrenza è però slittata al 1° gennaio 2027 per effetto del D.L. 31 dicembre 2025 n. 200. L'aliquota resta il 20%.
Preventivo scritto e accordo con il cliente
Dal 2012 il compenso è liberamente pattuibile: i parametri valgono in mancanza di accordo scritto e per la liquidazione giudiziale. L'art. 13 c. 5 della legge professionale (L. 247/2012), come modificato dalla legge 124/2017, obbliga però l'avvocato a comunicare per iscritto al cliente la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo oneri, spese e compenso. Il decreto prevede anche il compenso a tempo, con un parametro indicativo da 200 a 500 euro per ora o frazione superiore a trenta minuti (art. 22-bis).
Il documento da consegnare: nota spese, prenotula o preventivo
Un calcolo che resta sullo schermo non serve a nulla: quello che si consegna è un foglio. Sotto la parcella lo strumento compone un documento stampabile che riporta le fasi liquidate una per una con la voce di tariffa da cui ciascuna discende, gli aumenti e le riduzioni applicati con il loro moltiplicatore e l'importo che ne risulta, e infine la composizione dell'importo: compenso, rimborso forfettario del 15%, CPA, IVA, spese anticipate, bollo, ritenuta e netto. Le tre varianti cambiano l'intestazione e la clausola finale.
- Nota spese per il cliente: il riepilogo dell'attività svolta, da anticipare o allegare alla fattura elettronica, che resta un documento a sé.
- Prenotula da depositare: l'art. 75 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile chiede che onorari e spese siano indicati in modo distinto e specifico, con il riferimento alla voce di tariffa da cui ciascuna partita si desume, al momento del passaggio in decisione della causa. Per questo ogni riga porta tabella e scaglione applicati e gli aumenti dell'art. 4 sono esposti singolarmente, con il moltiplicatore e l'importo che ne risulta. Il rimborso forfettario del 15%, la CPA e l'IVA non sono chiesti a parte con la formula «come per legge»: sono quantificati come partite distinte e già compresi nel totale, così che chi legge la nota sappia che cosa comprende la cifra finale. La ritenuta d'acconto non compare: riguarda il rapporto con il sostituto d'imposta, non la liquidazione del giudice.
- Preventivo scritto: è la comunicazione della prevedibile misura del costo della prestazione che l'art. 13 c. 5 della legge 247/2012 impone in forma scritta, distinguendo oneri, spese e compenso. Se il compenso indicato si discosta dai parametri, il foglio indica entrambi gli importi e la differenza in percentuale invece di far sparire il confronto, e dice da dove viene quello esposto: concordato con il cliente, oppure ricavato all'indietro dal totale di fattura o dal netto da bonificare che hai scritto tu, che sono cose diverse da un accordo. E ricorda, in calce, che in mancanza di accordo il consiglio dell'ordine può tentare la conciliazione e rendere un parere sulla congruità (art. 13 c. 9).
I riquadri dell'intestazione — studio, destinatario, oggetto della pratica — si compilano scrivendo direttamente dentro il foglio. Non sono campi di modulo per una ragione precisa: la barra «copia il link con i tuoi dati» che sta sotto il calcolatore ricopia il contenuto di ogni campo nell'indirizzo della pagina, e il nome di un cliente non deve finire in una URL. Quello che scrivi nel documento resta nel documento; un riquadro lasciato vuoto si stampa come una riga da completare a penna.
Limiti di questo calcolo
Lo strumento riproduce i valori medi delle tabelle allegate al decreto e le percentuali di variazione che il decreto stesso consente. La liquidazione concreta resta una valutazione del giudice, che pesa difficoltà, urgenza, pregio dell'attività e risultati conseguiti (art. 4 c. 1). Per gli affari stragiudiziali oltre 520.000 € l'art. 22 rinvia alle percentuali decrescenti della tabella 25: qui sono applicate per scaglioni progressivi, lettura più diffusa ma non l'unica sostenibile, e il risultato è indicato separatamente.
Fonti
- D.M. giustizia 10 marzo 2014 n. 55, testo coordinato con il D.M. 13 agosto 2022 n. 147 e tabelle allegate — Ordine degli Avvocati di Milano.
- Allegato al D.M. 147/2022, nuove tabelle dei parametri forensi — Ordine degli Avvocati di Padova.
- Consiglio Nazionale Forense — Parametri forensi.
- Legge 20 settembre 1980 n. 576, art. 11 (contributo integrativo Cassa Forense) — CNF.
- D.P.R. 633/1972 artt. 15 e 16; D.P.R. 600/1973 art. 25; D.P.R. 115/2002 artt. 106-bis e 130.
- Art. 75 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile (R.D. 18 dicembre 1941 n. 1368), nota delle spese — Normattiva.
- Legge 31 dicembre 2012 n. 247, art. 13, commi 5 e 9 — preventivo scritto e parere di congruità del consiglio dell'ordine: Normattiva.
Selezionato il tipo di procedimento — civile, penale, amministrativo o stragiudiziale — e lo scaglione di valore della causa, lo strumento somma i compensi medi delle fasi processuali (studio, introduttiva, istruttoria, decisoria, esecutiva), quindi aggiunge il 15% di spese forfettarie, il 4% di contributo CPA e il 22% di IVA. Esempio: per una causa civile da €5.200–26.000 a complessità media il compenso è di €3.780 e la parcella totale di €5.515,47. Puoi simulare la riduzione fino al 50% per cause semplici, l'aumento per complessità elevata e la maggiorazione del 30% per urgenza. Il risultato è una stima orientativa, utile a clienti e professionisti prima del preventivo.
Quanto costa la parcella di un avvocato per una causa civile da €5.200 a €26.000?
| Compenso 5 fasi (valori medi D.M. 55/2014) | €3.780,00 |
| Spese forfettarie 15% | €567,00 |
| CPA 4% (Cassa Previdenza Avvocati) | €173,88 |
| Imponibile | €4.520,88 |
| IVA 22% | €994,59 |
| Totale parcella indicativa | €5.515,47 |
Avvertenza legale
Lo strumento è uno schema di calcolo orientativo e non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un professionista qualificato. Verifica sempre i termini, le aliquote e le norme applicabili al tuo caso specifico.
Come calcolare la parcella di un avvocato
Stima il compenso forense secondo i parametri del D.M. 55/2014 in pochi clic.
- 1
Scegli il tipo di procedimento
Seleziona tra civile, penale, amministrativo o stragiudiziale: ogni tipologia ha una propria tabella di parametri e, per l'attività stragiudiziale, è prevista la sola fase di studio.
- 2
Indica lo scaglione di valore
Scegli una delle sette fasce di valore della causa, da «fino a €1.100» a «oltre €520.000»: lo scaglione determina i compensi medi di ciascuna fase.
- 3
Regola complessità e urgenza
Imposta la complessità su bassa (−50%), media o alta e attiva la casella urgenza (+30%) se la pratica richiede tempi stretti: i coefficienti modificano l'importo di ogni fase.
- 4
Leggi il risultato dettagliato
Il riepilogo mostra l'importo di ogni fase processuale, il subtotale delle fasi, la CPA del 4%, l'IVA al 22% e il totale finale della parcella, nel quale sono già conteggiate le spese forfettarie del 15%.
Domande frequenti
Come si calcola la parcella di un avvocato?
Quali sono gli scaglioni di valore del D.M. 55/2014?
Cosa sono spese forfettarie, CPA e IVA nella parcella?
Il giudice può aumentare o ridurre il compenso dell'avvocato?
L'avvocato deve presentare un preventivo scritto?
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