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Tasse e Imposte

Trattamento integrativo (ex bonus Renzi)

Il calcolatore stima il trattamento integrativo (ex bonus Renzi), il credito fiscale riconosciuto ai lavoratori dipendenti dall'art. 1 del D.Lgs. 5/2020.

Il tuo calcolo

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Trattamento integrativo annuo

1200,00 €

~100,00 €/mese · Spetta se le detrazioni superano l’imposta (verifica capienza)

Trattamento integrativo

Il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) vale fino a 1.200 €/anno per redditi da lavoro dipendente entro 15.000 €; tra 15.000 e 28.000 € spetta solo a condizioni di incapienza.

Stima: soglie e condizioni possono variare per legge di bilancio. Verifica con il sostituto d'imposta.

Inserisci il reddito da lavoro dipendente annuo: se è inferiore o uguale a 15.000 € il beneficio spetta per intero (1.200 €/anno, pari a circa 100 € al mese in busta paga); tra 15.001 e 28.000 € spetta solo in caso di incapienza fiscale, ossia quando le detrazioni superano l'IRPEF lorda; oltre 28.000 € non è dovuto. Il risultato è una stima indicativa: il sostituto d'imposta (il datore di lavoro o l'INPS) verifica la spettanza definitiva in sede di conguaglio.

Avvertenza

Il risultato è una stima basata su parametri standard e non rappresenta un calcolo ufficiale. Per importi vincolanti consulta i canali ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS, banca) o un commercialista o CAF.

Come calcolare il trattamento integrativo

Inserisci il reddito annuo da lavoro dipendente per verificare se spetta il bonus e per quanto.

  1. 1

    Inserisci il reddito da lavoro dipendente

    Digita o modifica il campo 'Reddito da lavoro dipendente (€)' con il tuo reddito annuo lordo da lavoro dipendente, ad esempio 22.000 €.

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    Leggi il risultato annuo

    Il calcolatore mostra immediatamente il trattamento integrativo annuo: 1.200 € se il reddito è fino a 15.000 €, 1.200 € con verifica incapienza tra 15.001 e 28.000 €, oppure 0 € oltre tale soglia.

  3. 3

    Verifica il rateo mensile

    Sotto l'importo annuo trovi il rateo mensile indicativo (circa 100 €/mese per i beneficiari a pieno titolo), utile per confrontarlo con la voce in busta paga.

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    Interpreta il messaggio di spettanza

    Leggi la nota testuale: se il reddito è tra 15.001 e 28.000 € il messaggio indica di verificare la capienza fiscale con il proprio datore di lavoro o tramite il 730 precompilato.

Domande frequenti

Chi ha diritto al trattamento integrativo nel 2024-2025?
Hanno diritto al trattamento integrativo i lavoratori dipendenti con reddito complessivo fino a 15.000 € (spetta per intero) oppure tra 15.001 € e 28.000 € (spetta solo se l'IRPEF lorda è inferiore alla somma delle detrazioni da lavoro, carichi di famiglia e altre detrazioni spettanti). Oltre 28.000 € di reddito non è riconosciuto.
A quanto ammonta il trattamento integrativo e come viene erogato?
Il trattamento integrativo vale 1.200 € all'anno, pari a circa 100 € lordi al mese. Viene erogato direttamente in busta paga dal sostituto d'imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) e compare come voce separata nel cedolino. Non è tassato: è un credito che riduce direttamente l'IRPEF dovuta.
Cosa significa 'incapienza' tra 15.000 e 28.000 €?
Si verifica incapienza quando l'IRPEF lorda calcolata sul reddito è inferiore alla somma delle detrazioni spettanti (lavoro dipendente, figli, coniuge, ecc.). In quel caso il credito fiscale residuo 'non capiente' viene colmato proprio dal trattamento integrativo, fino a un massimo di 1.200 €. Se invece l'imposta copre tutte le detrazioni, il bonus non spetta.
Il trattamento integrativo è lo stesso del vecchio bonus 80 euro?
Il trattamento integrativo ha sostituito il bonus 80 euro (D.L. 66/2014, introdotto da Renzi) a partire dal 1° luglio 2020, con il D.Lgs. 5/2020. L'importo è salito da 960 € a 1.200 € annui, la soglia di accesso piena è rimasta 15.000 €, ed è stata ampliata la platea potenziale fino a 28.000 € con il criterio dell'incapienza.
Il trattamento integrativo compare nel 730 o nella dichiarazione dei redditi?
Sì. In sede di dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF) viene ricalcolato definitivamente. Se il sostituto ha erogato più del dovuto (ad esempio perché il reddito annuo supera 28.000 €), l'eccedenza viene recuperata. Se ha erogato meno, viene riconosciuto il credito residuo come rimborso o detrazione.

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