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Edilizia e Casa

Fabbisogno termico della casa

Il fabbisogno termico è l'energia che la casa chiede in tutta la stagione per restare alla temperatura che vuoi: si misura in kilowattora, non in kilowatt.

Il tuo calcolo

Modifica i dati e confronta

Riscaldamento consentito 15 ottobre – 15 aprile, fino a 14 ore al giorno (D.P.R. 412/93, art. 9).

Lascia vuoto per usare 2500 GG, valore rappresentativo della zona E. Il numero esatto del tuo comune è nell'allegato A del D.P.R. 412/93.

Più pareti, tetto e pavimento affacciano sull'esterno, più la casa disperde a parità di metri quadri.

Ipotesi avanzate — dispersione, ricambi d'aria, apporti gratuiti

Vuoto = 0,855, dai due menù qui sopra.

0,5 è il valore convenzionale del D.P.R. 412/93 per l'edilizia abitativa.

Sole dalle finestre, persone, elettrodomestici: 10-25 % tipico.

Serve solo alla potenza di picco, non all'energia stagionale.

Energia termica utile in una stagione

14.114 kWh

cioè 141 kWh per m² all'anno — alto, tipico di edifici non isolati del secondo dopoguerra.

H = (0,855 + 0,34 × 0,500) × 270 m³ = 276,8 W/K

Q = 276,8 × 2500 GG × 24 / 1000 = 16.605 kWh − 15 % di apporti = 14.114 kWh

volume riscaldato

270 m³

per trasmissione

230,9 W/K

83 % del totale

per ventilazione

45,9 W/K

17 % del totale

potenza di picco

6,9 kW

con 20/-5 °C

Quanto combustibile servirebbe per questi 14.114 kWh utili
FonteRendimento ipotizzatoQuantità per la stagionekWh utili per unità
Metano90 %1602 Smc8,81 kWh
Pellet85 %3459 kg4,08 kWh
Legna (20 % di umidità)75 %4734 kg2,98 kWh
GPL90 %1223 kg11,54 kWh
Gasolio88 %1603 litri8,80 kWh

I rendimenti sono ipotesi medie di stagione, non dati di targa: cambiali nei modi dedicati a ogni combustibile per vedere l'effetto sulla spesa.

Che cos'è il fabbisogno termico di una casa

È la quantità di calore che bisogna immettere negli ambienti, in tutta la stagione, per tenerli alla temperatura voluta mentre l'involucro disperde verso l'esterno. Si misura in kilowattora termici all'anno e, rapportato ai metri quadri, in kWh/m² anno: è il numero che rende confrontabili case di dimensioni diverse.

Il conto in tre passaggi

Prima si calcola quanto la casa disperde per ogni grado di differenza fra dentro e fuori: le pareti, il tetto e i serramenti valgono Cd × volume, l'aria che si rinnova vale 0,34 × n × volume, dove 0,34 Wh/m³°C è il prodotto fra calore specifico e densità dell'aria e n sono i ricambi orari, fissati convenzionalmente a 0,5 per le abitazioni dal D.P.R. 412/93. Poi si moltiplica per i gradi giorno del comune e per le 24 ore: i gradi giorno sommano, giorno per giorno, quanti gradi mancano ai 20 °C convenzionali. Infine si sottrae ciò che scalda gratis — il sole dalle finestre, le persone, gli elettrodomestici.

Perché la potenza non è il fabbisogno

La potenza in kW risponde a una domanda diversa: quanto calore serve nell'istante peggiore dell'anno, ed è quella che dimensiona il generatore. L'energia in kWh risponde a «quanto pagherò da ottobre ad aprile». Due case possono avere la stessa potenza di picco e consumi annui molto diversi, perché a cambiare è il clima, non la punta di freddo.

Che cosa sposta davvero il risultato

  • La zona climatica: la stessa casa a Palermo e a Cuneo cambia di quattro volte, perché i gradi giorno passano da poche centinaia a oltre tremila.
  • Quante superfici affacciano sull'esterno: un appartamento fra due piani riscaldati disperde molto meno di una villetta identica per metratura.
  • La ventilazione: aprire le finestre è indispensabile, ma su una casa già isolata il ricambio d'aria arriva a pesare un terzo della dispersione. È lì che interviene una VMC con recupero.
  • La temperatura di comfort: ogni grado in più vale circa il 6-7 % di consumo, perché allarga la differenza con l'esterno per tutta la stagione.

Come è fatto questo calcolo, e con quali fonti

Zone climatiche, gradi giorno, periodo e ore di riscaldamento, il valore convenzionale di 0,5 ricambi d'aria all'ora e la costante 0,34 Wh/m³°C vengono dal D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 (artt. 1, 2, 8 e 9). I poteri calorifici inferiori di metano, GPL, gasolio e legna sono quelli della tabella dei parametri standard nazionali curata da ISPRA e pubblicata dal Ministero dell'Ambiente; il potere calorifico superiore convenzionale di 0,03852 GJ/Smc usato in bolletta è quello indicato da ARERA; i requisiti del pellet sono quelli dello schema ENplus.

I coefficienti Cd per epoca costruttiva, i fattori di tipologia edilizia, i gradi giorno rappresentativi di ciascuna zona e le densità della legna accatastata non sono valori normativi: sono stime di partenza dichiarate e modificabili. Per un dato vincolante servono i gradi giorno del proprio comune (allegato A del D.P.R. 412/93) e una diagnosi energetica redatta da un tecnico abilitato.

Qui si ricava dal volume riscaldato, dai gradi giorno del comune e da quanto disperde l'involucro, tenendo separata la quota che se ne va attraverso pareti e serramenti da quella persa con il ricambio d'aria. In fondo trovi quanto metano, pellet, legna, GPL o gasolio servirebbe per coprirlo.

Come calcolare il fabbisogno termico della casa

Stima in pochi secondi la potenza termica necessaria per riscaldare la tua abitazione inserendo la superficie e il livello di isolamento.

  1. 1

    Misura la superficie riscaldata

    Calcola i metri quadrati totali degli ambienti che vuoi riscaldare, escludendo cantine, garage e locali non riscaldati.

  2. 2

    Valuta il livello di isolamento

    Scegli tra scarso (casa vecchia, anni '60-'70, senza cappotto), medio (ristrutturazione parziale, doppi vetri) o buono (casa coibentata, classe A o B).

  3. 3

    Inserisci i dati nel calcolatore

    Digita i m² nel campo superficie e seleziona il tipo di isolamento dal menu a tendina.

  4. 4

    Leggi il risultato in kW

    Il calcolatore mostra la potenza termica indicativa di picco: è la taglia minima orientativa da considerare per la caldaia o il sistema di riscaldamento.

  5. 5

    Confronta con un tecnico

    Usa il valore come riferimento iniziale, poi affidati a un termotecnico per il calcolo di progetto normativo prima di acquistare o sostituire l'impianto.

Domande frequenti

Il fabbisogno termico si misura in kWh o in kW?
In kilowattora, perché è un'energia: tutto il calore che serve da ottobre ad aprile. I kilowatt sono un'altra grandezza, la potenza richiesta nell'istante più freddo dell'anno, e servono a scegliere la taglia del generatore. Due case possono avere la stessa potenza di picco e consumare in un anno il doppio l'una dell'altra, perché a fare la differenza è il clima di tutta la stagione, non la punta di freddo.
Che cosa sono i gradi giorno e dove trovo quelli del mio comune?
Sono la somma, giorno per giorno del periodo di riscaldamento, dei gradi che mancano ai 20 °C convenzionali rispetto alla temperatura media esterna: è la definizione dell'art. 1 del D.P.R. 412/93. Lo stesso decreto, all'art. 2, divide l'Italia in sei zone in base a quel numero, e ne riporta il valore comune per comune nell'allegato A. Se non lo conosci, il calcolatore parte dal valore rappresentativo della tua zona, ma il campo è modificabile.
Perché il calcolo sottrae una quota di apporti gratuiti?
Perché non tutto il calore lo produce il generatore. Il sole che entra dalle finestre, le persone, le luci, il forno, il frigorifero scaldano la casa senza che nessuno paghi il combustibile. Su un'abitazione italiana quella quota vale tipicamente fra il 10 e il 25 % del fabbisogno lordo, ed è tanto più pesante quanto più la casa è già isolata: in un edificio molto efficiente gli apporti coprono una fetta enorme del poco che resta da coprire.

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