Proporzioni (quarta proporzionale)
Risolvi proporzioni matematiche A:B = C:X.
Il tuo calcolo
Modifica i dati e confrontaa / b = c / d.
Lascia vuoto (o scrivi ?) il termine che cerchi. Se li compili tutti e quattro, verifichiamo se la
proporzione è vera.Termine incognito
d = 10
3 : 6 = 5 : 10
d = (b · c) / a = (6 · 5) / 3 = 10
La prova: prodotto dei medi e prodotto degli estremi
| Proprietà | Enunciato | Con i tuoi numeri |
|---|---|---|
| Fondamentale | a · d = b · c | 3 · 10 = 30 = 6 · 5 |
| Rapporto | a / b = c / d = k | k = 0,5 |
| Permutare i medi | a : c = b : d | 3 : 5 = 6 : 10 |
| Invertire | b : a = d : c | 6 : 3 = 10 : 5 |
| Comporre | (a + b) : b = (c + d) : d | 9 : 6 = 15 : 10 |
| Scomporre | (a − b) : b = (c − d) : d | -3 : 6 = -5 : 10 |
Proporzioni: dalla quarta proporzionale al riparto composto
Una proporzione è l’uguaglianza fra due rapporti: a : b = c : d, che si legge «a sta a
b come c sta a d». I termini a e d si chiamano estremi, b e c si chiamano medi. Da questa definizione discende tutto il
resto, a partire dalla proprietà fondamentale.
La proprietà fondamentale (e perché funziona)
In ogni proporzione il prodotto degli estremi è uguale al prodotto dei medi: a · d = b · c. La dimostrazione è immediata: da a/b = c/d, moltiplicando entrambi i
membri per b · d, si ottiene a · d = b · c. È la ragione per cui basta conoscere tre
termini per trovare il quarto: si isola l’incognita dividendo per il termine che le sta di fronte.
- manca a →
a = (b · c) / d - manca b →
b = (a · d) / c - manca c →
c = (a · d) / b - manca d →
d = (b · c) / a
Regola pratica: un estremo incognito si trova moltiplicando i due medi e dividendo per l’altro estremo; un medio incognito si trova moltiplicando i due estremi e dividendo per l’altro medio.
Le altre proprietà, con un esempio numerico
Partiamo da 3 : 6 = 5 : 10 (estremi 3 · 10 = 30, medi 6 · 5 = 30: la proporzione è vera).
- Permutare i medi: 3 : 5 = 6 : 10 — resta vera.
- Permutare gli estremi: 10 : 6 = 5 : 3 — resta vera.
- Invertire: 6 : 3 = 10 : 5 — resta vera.
- Comporre: (3 + 6) : 6 = (5 + 10) : 10, cioè 9 : 6 = 15 : 10 — entrambi valgono 1,5.
- Scomporre: (3 − 6) : 6 = (5 − 10) : 10, cioè −3 : 6 = −5 : 10 — entrambi valgono −0,5.
Comporre e scomporre sembrano tecnicismi scolastici, ma servono ogni volta che conosci la somma o la differenza di due grandezze e il loro rapporto: è esattamente il problema «due numeri stanno come 3 a 5 e la loro somma è 64».
Proporzione continua: medio e terzo proporzionale
Se i due medi coincidono la proporzione si dice continua: a : x = x : b. Allora x² = a · b, quindi il medio proporzionale è x = √(a · b), cioè la media
geometrica dei due termini. Fra 4 e 9 il medio proporzionale è √36 = 6. Il terzo proporzionale risolve invece a : b = b : x, da cui x = b² / a: dopo 4 e 6 viene 9.
Non è un esercizio fine a sé stesso: il medio proporzionale è il secondo teorema di Euclide (l’altezza relativa all’ipotenusa è media proporzionale fra le proiezioni dei cateti) ed è la base del calcolo della media geometrica nei tassi di crescita.
Proporzionalità diretta e inversa: come distinguerle
Due grandezze sono direttamente proporzionali quando il loro rapporto resta costante: raddoppiando una, raddoppia l’altra (chili e prezzo, ore e paga oraria fissa, litri e chilometri a consumo costante). Sono inversamente proporzionali quando resta costante il loro prodotto: raddoppiando una, l’altra si dimezza (operai e giorni per finire un lavoro, velocità e tempo su una distanza fissa, numero di persone e razione a testa con provviste date).
Il test in una riga: chiediti se raddoppiando la prima grandezza la seconda raddoppia (diretta) o si dimezza (inversa). Se non fa né l’una né l’altra cosa — come la superficie rispetto al lato, che quadruplica — allora non c’è proporzionalità semplice e la regola del tre non si applica.
- Diretta: 3 kg di mele costano 6 €, 5 kg costano
6 · 5/3 = 10 €. - Inversa: 6 operai finiscono in 10 giorni, 4 operai impiegano
10 · 6/4 = 15 giorni. - Composta: 3 operai producono 2 pezzi in 8 ore; 5 operai in 10 ore producono
2 · (5/3) · (10/8) ≈ 4,17 pezzi— entrambi i fattori sono diretti rispetto alla produzione.
Riparto proporzionale semplice e composto
Ripartire una quantità Q in parti proporzionali ai valori p₁, p₂, … significa dare a ciascuno quota_i = Q · p_i / (p₁ + p₂ + …). Nel riparto inverso si usano i reciproci: quota_i = Q · (1/p_i) / Σ(1/p_j). Nel riparto composto il coefficiente è il prodotto
di due grandezze, tipicamente capitale × tempo.
- Diretto: dividere 720 € in parti proporzionali a 2, 3 e 4 → somma 9, quote 160, 240 e 320 €.
- Inverso: dividere 1.100 € in parti inversamente proporzionali a 2, 3 e 4 → coefficienti 1/2, 1/3, 1/4 → quote 507,69, 338,46 e 253,85 €.
- Composto: tre soci investono 10.000 € per 6 mesi, 15.000 € per 4 mesi e 25.000 € per 3 mesi; l’utile di 12.000 € si divide sui coefficienti 60.000, 60.000 e 75.000 → quote 3.692,31, 3.692,31 e 4.615,38 €. Il secondo socio ha messo più capitale del primo ma per meno tempo: prende esattamente lo stesso.
Il dettaglio che rovina i conti fatti a mano è l’arrotondamento: tre quote da 33,333… su 100 € arrotondate danno 99,99 €. Il calcolatore assegna il centesimo residuo alla quota con la parte decimale più alta (metodo del resto maggiore), così la somma torna sempre esatta.
Catena di rapporti
Scrivere a : b : c = 3 : 4 : 5 significa che esiste un fattore comune k con a = 3k, b = 4k, c = 5k.
Se la somma è nota, k = totale ÷ (3 + 4 + 5). Un triangolo con i lati in rapporto 3 : 4 : 5 e perimetro 36 cm ha
lati di 9, 12 e 15 cm — ed è rettangolo, perché 9² + 12² = 15². Vale anche la proprietà della
somma: in una catena a : b = c : d = e : f, il rapporto fra la somma degli antecedenti e la somma dei
conseguenti è ancora lo stesso: (a + c + e) : (b + d + f) = a : b.
Percentuali e scale sono proporzioni travestite
Una percentuale è la proporzione parte : totale = p : 100. Chiedersi «45 su 250 che
percentuale è?» equivale a risolvere 45 : 250 = p : 100 → p = 18%. Una scala è la proporzione 1 : N = carta : reale: su una carta 1:25.000, 4 cm corrispondono a 100.000 cm, cioè 1.000 m = 1 km.
Attenzione all’errore classico sulle scale: le aree non si riducono con N ma con N². Su una carta 1:25.000 un centimetro quadrato rappresenta 25.000² cm² = 62.500 m², cioè 6,25 ettari. Lo stesso vale per i plastici e i modellini: un modello in scala 1:10 ha un volume mille volte più piccolo, non dieci.
Errori frequenti
- Applicare la regola del tre a grandezze non proporzionali. «Se un muratore costruisce un muro in 10 giorni, dieci muratori lo fanno in un giorno» è vero solo in teoria: molte relazioni reali hanno vincoli che rompono la proporzionalità.
- Scambiare diretta e inversa. Se il risultato viene più grande quando ti aspettavi che diminuisse, hai invertito il rapporto: rifai il calcolo con il fattore capovolto.
- Confondere rapporto e frazione del totale. «Dividere in rapporto 2 : 3» non significa dare 2/3 e 3/3, ma 2/5 e 3/5: il denominatore è la somma dei termini.
- Diluizioni. «Diluire 1 : 20» in chimica significa quasi sempre 1 parte di prodotto su 20 parti totali di soluzione finale (per 5 L servono 250 mL). Alcuni produttori intendono invece 1 parte di prodotto ogni 20 di acqua (per 5 L totali servono circa 238 mL): controlla sempre l’etichetta.
- Zeri. Una proporzione con uno zero al denominatore non ha soluzione. Il calcolatore lo segnala invece di restituire un numero senza senso.
Strumenti collegati
- Per sconti, aumenti, IVA e variazioni: calcolo delle percentuali.
- Per medie pesate e ripartizioni su più criteri: media ponderata.
- Per rapporti fra grandezze geometriche: geometria piana e solida.
Trova il quarto termine con qualsiasi dei quattro valori incogniti. Verifica equivalenza tra frazioni.
Come si risolve una proporzione?
In una proporzione A:B = C:D vale la regola: A × D = B × C (prodotto dei medi = prodotto degli estremi). Per trovare un termine mancante, ad esempio X in A:B = X:D, si applica X = (A × D) / B. Esempio: 3:6 = X:12 → X = (3 × 12) / 6 = 6.