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Lavoro e Stipendio

Acconto imposta sostitutiva forfettario

Nel regime forfettario l'imposta sostitutiva segue lo stesso calendario dell'IRPEF: a giugno il saldo dell'anno dichiarato più la prima rata di acconto, a novembre la seconda.

Il tuo calcolo

Modifica i dati e confronta

Dichiarazione dei redditi 2025, presentata nel 2026.

Metodo di calcolo dell'acconto

Servono a calcolare il saldo: imposta dovuta meno quanto hai già anticipato.

Se la compili, la seconda rata esce come differenza rispetto all'acconto totale.

Da versare nel 2026 — imposta sostitutiva

10.000,00 €

saldo 2025 5000,00 € + acconto 2026 5000,00 €

30 giugno 2026

7000,00 €

saldo 5000,00 € + prima rata 2000,00 € (40%)

30 novembre 2026

3000,00 €

seconda rata, il 60% dell'acconto

Codici tributo per il modello F24

Codici tributo per imposta sostitutiva
CodiceDescrizione ufficiale
1792IMPOSTA SOSTITUTIVA SUL REGIME FORFETARIO — SALDO
1790IMPOSTA SOSTITUTIVA SUL REGIME FORFETARIO — ACCONTO PRIMA RATA
1791IMPOSTA SOSTITUTIVA SUL REGIME FORFETARIO — ACCONTO SECONDA RATA O IN UNICA SOLUZIONE

Descrizioni riprese alla lettera dalla ricerca codici tributo dell'Agenzia delle Entrate. Nella sezione del modello va indicato l'anno d'imposta di riferimento, non l'anno in cui paghi.

Saldo e acconto dell'imposta sostitutiva nel forfettario

Chi applica il regime forfettario versa l'imposta sostitutiva con lo stesso meccanismo dell'IRPEF: a giugno il saldo dell'anno dichiarato più la prima rata di acconto per l'anno in corso, a novembre la seconda rata. L'acconto è pari al 100% dell'imposta dell'anno precedente, si divide in 40% e 60% oltre 257,52 € e non è dovuto sotto 51,65 €: sono le stesse soglie delle imposte sui redditi.

L'anno dell'esborso doppio

Il secondo anno di attività è quello che mette in crisi la cassa: si paga il saldo del primo anno e, subito dopo, l'acconto del secondo. Con 3.000 € di imposta sostitutiva dovuta e nessun acconto versato in precedenza, a giugno escono 3.000 € di saldo più 1.200 € di prima rata, e a novembre altri 1.800 €: 6.000 € in un anno solare a fronte di 3.000 € di imposta dell'anno. Il riquadro in alto somma proprio queste voci, perché è la cifra che serve per pianificare l'accantonamento.

Il previsionale nel forfettario

Il metodo previsionale è particolarmente utile a chi è passato dall'aliquota agevolata del 5% a quella ordinaria del 15%, o viceversa, e a chi prevede un fatturato in calo: l'acconto storico sarebbe commisurato a un'imposta che non si ripeterà. Vale però lo stesso rischio: se la previsione è troppo bassa, il versamento è insufficiente e la sanzione si calcola sulla differenza.

Attenzione a non confondere le voci

L'imposta sostitutiva sostituisce IRPEF e addizionali, ma non i contributi previdenziali: i versamenti INPS alla gestione separata o a quella artigiani-commercianti seguono un calendario proprio e non entrano in questo calcolo. Lo strumento divide in rate l'imposta che hai già determinato; per calcolare l'imposta a partire dal fatturato e dal coefficiente di redditività del tuo codice ATECO serve il calcolatore del regime forfettario.

I codici del modello F24

Saldo e acconti hanno codici tributo dedicati (1792, 1790, 1791), diversi da quelli dell'IRPEF: usare il 4001 al posto del 1792 è un errore frequente che obbliga poi a chiedere la correzione del modello.

Fonti: Agenzia delle Entrate, scheda «Come si paga l'Irpef» (misura dell'acconto, soglie di 51,65 € e 257,52 €, ripartizione 40/60, scadenze e maggiorazione dello 0,40%); art. 1 comma 762 della L. 160/2019 per le rate IMU; DM MEF 21 maggio 2009 art. 5 comma 1 per gli interessi del 4% annuo sulla rateazione; art. 7 comma 2 lettera l) del D.L. 70/2011 per la proroga delle scadenze che cadono di sabato o in giorno festivo. Le proroghe straordinarie disposte anno per anno e i regimi particolari (soggetti ISA, società, contribuenti con acconti ridotti da norme specifiche) non sono considerati: verifica con il tuo commercialista o con un CAF.

È il motivo per cui il secondo anno di attività mette in crisi la cassa, e questo calcolatore mostra proprio la somma complessiva che esce nell'anno solare, non solo la singola rata. I codici tributo sono quelli dedicati al forfettario, diversi da quelli dell'IRPEF.

Come calcolare l'acconto dell'imposta sostitutiva forfettaria

Inserisci l'imposta sostitutiva dell'anno precedente per ottenere subito le rate di saldo e acconto da versare.

  1. 1

    Individua l'imposta sostitutiva dovuta

    Prendi dalla dichiarazione dei redditi dell'anno scorso l'importo dell'imposta sostitutiva al 15% (o al 5% per i nuovi contribuenti): è il dato di partenza.

  2. 2

    Inserisci l'importo nel campo

    Digita l'imposta sostitutiva in euro nel campo «Imposta sostitutiva dovuta». Il calcolatore aggiorna automaticamente i risultati senza bisogno di confermare.

  3. 3

    Verifica la soglia di 257,52 €

    Se il valore supera 257,52 €, il calcolatore divide l'acconto in prima rata (40%) e seconda rata (60%). Sotto soglia mostra solo la rata unica di novembre.

  4. 4

    Leggi il totale e pianifica la liquidità

    Il riquadro riepiloga saldo, prima rata e seconda rata, con il totale complessivo da accantonare per far fronte agli impegni fiscali dell'anno.

Domande frequenti

Quanto si versa di acconto nel regime forfettario?
Il 100% dell'imposta sostitutiva dell'anno precedente, con le stesse regole delle imposte sui redditi: due rate del 40% e del 60% se l'acconto è pari o superiore a 257,52 €, unica soluzione a novembre se è inferiore, niente acconto se l'imposta di riferimento non supera 51,65 €. Chi prevede un fatturato in calo, o è passato dall'aliquota del 5% a quella del 15%, può usare il metodo previsionale.
Perché il secondo anno si paga quasi il doppio?
Perché nello stesso anno solare cadono il saldo dell'anno precedente e l'acconto dell'anno in corso. Con 3.000 € di imposta sostitutiva dovuta e nessun acconto versato prima, a giugno escono 4.200 € (3.000 di saldo più 1.200 di prima rata) e a novembre altri 1.800 €: 6.000 € complessivi a fronte di 3.000 € di imposta dell'anno. È l'importo da accantonare per non trovarsi scoperti.
Quali codici tributo si usano per il forfettario?
Codici dedicati, diversi da quelli IRPEF: 1792 per il saldo, 1790 per la prima rata di acconto e 1791 per la seconda rata o per l'acconto in unica soluzione, tutti riferiti all'art. 1 comma 64 della L. 190/2014. Usare il 4001 al posto del 1792 è un errore frequente che obbliga poi a chiedere la correzione del modello F24.

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