Acconto e saldo IRPEF
L'IRPEF non si versa solo a consuntivo: a giugno, insieme al saldo dell'anno appena dichiarato, si anticipa il 100% dell'imposta per l'anno in corso, in due rate del 40% e del 60%.
Il tuo calcolo
Modifica i dati e confrontaDichiarazione dei redditi 2025, presentata nel 2026.
Metodo di calcolo dell'acconto
Servono a calcolare il saldo: imposta dovuta meno quanto hai già anticipato.
Se la compili, la seconda rata esce come differenza rispetto all'acconto totale.
10.000,00 €
saldo 2025 5000,00 € + acconto 2026 5000,00 €
30 giugno 2026
7000,00 €
saldo 5000,00 € + prima rata 2000,00 € (40%)
30 novembre 2026
3000,00 €
seconda rata, il 60% dell'acconto
Codici tributo per il modello F24
| Codice | Descrizione ufficiale |
|---|---|
| 4001 | IRPEF SALDO |
| 4033 | IRPEF ACCONTO PRIMA RATA |
| 4034 | IRPEF ACCONTO SECONDA RATA O ACCONTO IN UNICA SOLUZIONE |
Descrizioni riprese alla lettera dalla ricerca codici tributo dell'Agenzia delle Entrate. Nella sezione del modello va indicato l'anno d'imposta di riferimento, non l'anno in cui paghi.
Acconto IRPEF: quanto si paga e quando
L'IRPEF non si versa solo a consuntivo: ogni anno, insieme al saldo dell'anno appena dichiarato, si anticipa l'imposta dell'anno in corso. L'Agenzia delle Entrate lo dice in una riga: «l'acconto è pari al 100% dell'imposta dichiarata nell'anno». Su 5.000 € di imposta, l'acconto è quindi 5.000 €, diviso in una prima rata di 2.000 € (il 40%) a giugno e una seconda di 3.000 € (il 60%) a novembre.
Le due soglie che cambiano tutto
- Se l'imposta di riferimento non supera 51,65 €, l'acconto non è dovuto affatto.
- Se l'acconto è inferiore a 257,52 €, non si divide: si versa in un'unica soluzione a novembre.
- Solo da 257,52 € in su si applica la divisione 40% a giugno e 60% a novembre.
Perché a giugno si paga il doppio
Il conto di giugno non è l'acconto: è saldo più prima rata. Il saldo è l'imposta dovuta per l'anno dichiarato meno gli acconti già versati per quello stesso anno, e si somma al 40% dell'acconto nuovo. È la ragione per cui la prima scadenza sorprende sempre chi guarda solo l'acconto. Qui i due importi restano separati e poi sommati, così si vede quale delle due voci pesa.
Storico o previsionale
Il metodo storico calcola l'acconto sull'imposta dell'anno precedente: è sempre al riparo da sanzioni, anche se il reddito è cresciuto. Il metodo previsionale lo calcola sull'imposta che si stima di dover pagare, e conviene quando il reddito è in calo: si anticipa meno denaro. Il rischio è tutto sulla stima, perché se l'imposta effettiva risulta più alta di quanto previsto il versamento è insufficiente e scatta la sanzione, riducibile con il ravvedimento operoso.
Pagare trenta giorni dopo
Saldo e prima rata si possono versare «entro i successivi 30 giorni pagando una maggiorazione dello 0,40%». Su 7.000 € sono 28 € in più: una cifra piccola, che però ha senso solo se quei trenta giorni servono davvero a incassare qualcosa. La seconda rata di novembre non gode dello stesso differimento.
Se la scadenza cade di sabato
I versamenti la cui scadenza cade di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno lavorativo successivo (art. 7 comma 2 lettera l) del D.L. 70/2011). Il calcolatore applica la proroga e mostra la data effettiva, non quella nominale.
Fonti: Agenzia delle Entrate, scheda «Come si paga l'Irpef» (misura dell'acconto, soglie di 51,65 € e 257,52 €, ripartizione 40/60, scadenze e maggiorazione dello 0,40%); art. 1 comma 762 della L. 160/2019 per le rate IMU; DM MEF 21 maggio 2009 art. 5 comma 1 per gli interessi del 4% annuo sulla rateazione; art. 7 comma 2 lettera l) del D.L. 70/2011 per la proroga delle scadenze che cadono di sabato o in giorno festivo. Le proroghe straordinarie disposte anno per anno e i regimi particolari (soggetti ISA, società, contribuenti con acconti ridotti da norme specifiche) non sono considerati: verifica con il tuo commercialista o con un CAF.
Qui inserisci l'imposta del rigo «differenza» e gli acconti che avevi già versato, e il calcolatore separa il saldo dalla prima rata mostrando quanto esce davvero a giugno e quanto a novembre. Sono gestiti anche la maggiorazione dello 0,40% per chi paga nei trenta giorni successivi, la rateazione e le date reali, prorogate quando cadono di sabato.
Come si calcola l'acconto IRPEF?
L'acconto è il 100% dell'imposta dichiarata, diviso in una prima rata del 40% al 30 giugno e una seconda del 60% al 30 novembre quando supera 257,52 €; sotto 51,65 € non è dovuto. A giugno però non si paga solo l'acconto: si paga il saldo dell'anno dichiarato più la prima rata. Con 5.000 € di imposta e nessun acconto versato in precedenza escono 7.000 € a giugno (5.000 di saldo più 2.000 di prima rata) e 3.000 € a novembre.
Avvertenza
Il risultato è una stima basata su parametri standard e non rappresenta un calcolo ufficiale. Per importi vincolanti consulta i canali ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS, banca) o un commercialista o CAF.
Domande frequenti
A quanto ammonta l'acconto IRPEF e quando si versa?
Quando l'acconto IRPEF non è dovuto?
Conviene il metodo storico o quello previsionale?
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