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Matematica e Geometria

Tasso equivalente annuo e mensile

Dividere per dodici il tasso annuo è l'errore più diffuso della finanza personale: quella divisione dà il tasso «proporzionale», non il tasso che produce lo stesso montante.

Il tuo calcolo

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Tasso mensile equivalente

0,486755%

6,0000% annuo = 0,486755% mensile

Tasso proporzionale (la divisione)

0,500000%

6,0000% × 1 ÷ 12

Differenza

0,013245 pt

il proporzionale è più alto

Controprova: capitalizzando 12 volte l’anno al tasso equivalente si ottiene un montante di 1,060000 per ogni euro, esattamente come il tasso di partenza (1,060000). Con il tasso proporzionale si arriverebbe invece a 1,061678: su 10.000,00 € sono 16,78 € in più all’anno.

Lo stesso tasso su tutte le periodicità

Partendo dal tasso che hai inserito, la colonna «equivalente» è quella matematicamente corretta: sostituisce esattamente il tasso di partenza. La colonna «proporzionale» è la divisione lineare usata per convenzione nei contratti a tasso nominale.

Tasso equivalente e tasso proporzionale per ogni periodicità
PeriodicitàPeriodi l’annoTasso equivalenteTasso proporzionaleScarto
Annuale16,000000%6,000000%0,000000
Semestrale22,956301%3,000000%0,043699
Quadrimestrale31,961282%2,000000%0,038718
Trimestrale41,467385%1,500000%0,032615
Bimestrale60,975879%1,000000%0,024121
Mensile120,486755%0,500000%0,013245
Settimanale520,112118%0,115385%0,003266
Giornaliera (365)3650,015965%0,016438%0,000473

Il tasso mensile equivalente non è il tasso annuo diviso 12

È l’errore più diffuso della finanza personale, e lo commettono anche parecchi convertitori online. Due tassi si dicono equivalenti quando, applicati allo stesso capitale per lo stesso tempo, producono lo stesso montante. In regime composto la condizione si scrive (1 + iA)fA = (1 + iB)fB, dove f è il numero di periodi in un anno. Risolvendo si ottiene iB = (1 + iA)fA/fB − 1: una radice, non una divisione.

Il conto esatto

Un tasso annuo effettivo del 6% corrisponde a un mensile equivalente di 1,061/12 − 1 = 0,486755%. La divisione per dodici darebbe 0,5%, cioè 0,0132 punti in più ogni mese. Sembra un’inezia, ma dodici mesi allo 0,5% composto valgono 6,1678% annuo invece del 6% di partenza: la divisione non conserva il montante, e su 10.000 euro genera 16,78 euro che non esistevano.

Funziona anche al contrario e fra periodi qualsiasi: un tasso trimestrale del 3% equivale al 1,034 − 1 = 12,5509% annuo, e allo 1,034/3 − 1 = 4,0199% quadrimestrale.

Equivalente o proporzionale: quale usare

Il tasso proporzionale (la divisione lineare) non è sbagliato in assoluto: è la convenzione con cui si definisce il tasso periodale di un tasso nominale annuo convertibile, ed è quello che la banca applica materialmente alle rate del tuo mutuo. Il tasso equivalente è quello matematicamente corretto quando devi confrontare rendimenti o costi espressi su periodicità diverse. La regola pratica: se stai leggendo un contratto usa il proporzionale, se stai confrontando due prodotti usa l’equivalente.

Quando serve davvero

  • Confrontare un conto deposito che capitalizza a trimestre con uno che accredita a scadenza.
  • Trasformare un rendimento annuo atteso nel tasso da usare in una simulazione mensile di piano di accumulo.
  • Riportare su base annua il rendimento di un titolo tenuto per pochi mesi.
  • Verificare se il tasso periodale scritto in un contratto corrisponde davvero al tasso annuo dichiarato.

Fonti

  • Banca d’Italia, Disposizioni di trasparenza, Allegato 5B «TAEG per i contratti di credito ai consumatori» — gli intervalli di tempo si esprimono in anni o frazioni di anno e i flussi si attualizzano in regime composto: è la base normativa dell’equivalenza usata qui. bancaditalia.it

Conversione matematica esatta, senza spese né fiscalità. Non è consulenza finanziaria.

Qui converti un tasso fra due periodicità qualsiasi — annuale, semestrale, quadrimestrale, trimestrale, bimestrale, mensile, settimanale, giornaliera — con la radice esatta, e vedi affiancati il tasso equivalente, il proporzionale e quanto vale lo scarto su 10.000 €.

Come calcolare il tasso equivalente annuo-mensile

Converti il tasso di interesse annuale in equivalente mensile (o viceversa) usando la formula della capitalizzazione composta.

  1. 1

    Inserisci il tasso annuo

    Nel campo 'Tasso annuo (%)' inserisci la percentuale annuale che vuoi convertire. Ad esempio, 6 per un mutuo al 6% annuo.

  2. 2

    Seleziona la direzione

    Scegli 'Da annuo a mensile equivalente' (default) per convertire un tasso annuale in mensile, oppure 'Da mensile a annuo equivalente' se hai un tasso mensile.

  3. 3

    Leggi il risultato

    Il tasso equivalente appare nel riquadro blu sotto i campi di input. Ad esempio, 6% annuo corrisponde a 0,4868% mensile equivalente.

  4. 4

    Verifica il montante

    Applica il tasso risultante a un capitale di prova (es. 1.000 €) per 12 periodi usando la formula (1 + r/100)^n − 1 e verifica che il montante finale coincida.

Domande frequenti

Il tasso mensile è il tasso annuo diviso 12?
No: quella è la definizione del tasso proporzionale, usata per convenzione nei contratti a tasso nominale. Il tasso mensile equivalente a un 6% annuo è 1,06 elevato a 1/12, meno 1, cioè 0,486755%. Lo 0,5% ottenuto dividendo, se composto per dodici mesi, riporta a un 6,167781% annuo: non conserva il montante di partenza.
Qual è la formula del tasso equivalente fra due periodi?
Due tassi sono equivalenti quando producono lo stesso montante: (1 + iA) elevato a fA = (1 + iB) elevato a fB, dove f è il numero di periodi in un anno. Da qui iB = (1 + iA) elevato a fA/fB, meno 1. Un tasso trimestrale del 3% equivale quindi al 12,5509% annuo e al 4,0199% quadrimestrale.
Quando si usa il proporzionale e quando l'equivalente?
Il proporzionale è quello che la banca applica materialmente alle rate, perché nasce dalla definizione di tasso nominale annuo convertibile: se stai leggendo un contratto è il numero giusto. L'equivalente serve quando devi confrontare rendimenti o costi espressi su periodicità diverse: è l'unico che sostituisce l'altro senza cambiare il risultato finale.

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