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Edilizia e Casa

Imposta di registro del contratto di affitto

Lo strumento calcola l'imposta di registro dovuta per un contratto di locazione abitativa in regime ordinario (senza cedolare secca).

Il tuo calcolo

Modifica i dati e confronta

Canone mensile × 12, al netto delle spese condominiali.

Imposta di registro annua

144,00 €

72,00 € a testa se la dividete a metà

2% del canone annuo144,00 €
Dovuta ogni anno144,00 €
Su 4 anni576,00 €

Si può pagare anno per anno oppure in un'unica soluzione per l'intera durata, con uno sconto pari agli interessi legali sulla metà del numero delle annualità. L'imposta è dovuta in solido: l'Agenzia può chiederla per intero a chiunque dei due.

Cerchi l'imposta di successione? Ha regole tutte sue — aliquote per grado di parentela e franchigie per beneficiario — e una pagina dedicata: calcolo delle tasse di successione.

Imposta di registro: quanto si paga davvero, e su quale base

L'imposta di registro si paga quando un atto viene registrato presso l'Agenzia delle Entrate: la compravendita di una casa, un contratto di affitto, una donazione. Non è una percentuale sola, e soprattutto non si calcola sempre sul prezzo: nella compravendita fra privati la base può essere il valore catastale, che è quasi sempre molto più basso. È la differenza che fa risparmiare migliaia di euro, ed è anche quella che nessuno spiega al momento giusto.

Compravendita: chi vende cambia tutto

Se il venditore è un privato (o un'impresa che vende in esenzione IVA) si paga l'imposta di registro proporzionale: 2% con i benefici prima casa, 9% negli altri casi, in entrambi i casi con un minimo di 1.000 €. Le imposte ipotecaria e catastale sono fisse, 50 € ciascuna.

Se il venditore è un'impresa e la vendita è soggetta a IVA il conto cambia del tutto: si paga l'IVA (4% prima casa, 10% abitativo non di lusso, 22% per le categorie catastali A/1, A/8 e A/9) e registro, ipotecaria e catastale diventano fisse a 200 € ciascuna. L'IVA si calcola sempre sul prezzo: il prezzo-valore qui non esiste.

Il prezzo-valore, cioè la parte che conviene sapere

Per gli atti non soggetti a IVA, se l'acquirente è una persona fisica che non agisce nell'esercizio di impresa, arte o professione, si può chiedere al notaio di calcolare le imposte sul valore catastale invece che sul prezzo pagato (art. 1, comma 497, L. 266/2005). Il valore catastale è:

  • rendita catastale × 1,05 × 110 con i benefici prima casa;
  • rendita catastale × 1,05 × 120 per gli altri fabbricati abitativi.

L'esempio che fa l'Agenzia delle Entrate: rendita 900 €, prezzo 200.000 €. Il valore catastale è 900 × 1,05 × 120 = 113.400 €, e il 9% su quella base fa 10.206 € invece dei 18.000 € che verrebbero sul prezzo. Non è automatico: va chiesto al notaio nell'atto. Chi non lo chiede paga sul prezzo.

Affitto: 2% del canone annuo, minimo 67 €

Per i contratti di locazione di fabbricati a uso abitativo l'imposta di registro è il 2% del canone annuo, con un minimo di 67 € per la prima registrazione. È dovuta in solido da locatore e conduttore, che per prassi la dividono a metà, e si versa entro 30 giorni dalla stipula e poi a ogni scadenza annuale — oppure in un'unica soluzione per l'intera durata, con uno sconto.

Con la cedolare secca non si paga: l'imposta sostitutiva assorbe registro e bollo per tutta la durata dell'opzione, e non si paga nemmeno l'imposta fissa di 67 € in caso di risoluzione anticipata.

E la successione?

Anche l'imposta di successione è un'imposta d'atto, ma ha una logica tutta diversa: aliquote e franchigie si applicano per ciascun beneficiario sul valore della sua quota, e vanno dal 4% del coniuge e dei parenti in linea retta (oltre 1.000.000 € a testa) all'8% senza franchigia di chi non è parente. Merita una pagina sua, e ce l'ha: calcolo delle tasse di successione, che gestisce anche le donazioni e le imposte ipotecaria e catastale sugli immobili caduti in successione.

Che cosa questo calcolatore non comprende

  • L'onorario del notaio, che è un compenso professionale libero e non un'imposta.
  • L'imposta di bollo e le tasse ipotecarie, poche decine di euro, che dipendono dal numero di formalità.
  • Gli atti giudiziari (decreti ingiuntivi, sentenze di condanna), che hanno una tariffa propria nella Tariffa allegata al DPR 131/1986 e vanno verificati caso per caso.
  • I terreni, dove l'aliquota ordinaria è del 15% e le agevolazioni per coltivatori diretti e IAP cambiano il conto in modo sostanziale.

Fonti: Agenzia delle Entrate — «L'acquisto di una casa: le imposte», «L'acquisto con i benefici prima casa», «Registrazione di un nuovo contratto: quanto si paga», «Imposta di successione: aliquote e franchigie». Consultate il 21 settembre 2026.

La formula è semplice: si applica l'aliquota percentuale scelta al canone annuo, con un minimo assoluto di 67 €. Per esempio, con un canone annuo di 8.400 € e l'aliquota standard del 2%, l'imposta risulta 168 €: divisa in parti uguali, ciascuna parte versa circa 84 €. Il calcolatore è utile a proprietari e inquilini che devono stimare il costo annuo della registrazione e decidere se conviene confrontarlo con il regime della cedolare secca.

Come calcolare l'imposta di registro del contratto di affitto

Inserisci il canone annuo, l'aliquota applicabile e la modalità di ripartizione per ottenere l'imposta totale e la quota a carico di ciascuna parte.

  1. 1

    Inserisci il canone annuo

    Digita l'importo del canone annuale in euro (es. 8.400 € per un affitto da 700 €/mese). Il campo accetta valori in passi da 100 €.

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    Verifica o modifica l'aliquota

    Il campo «Aliquota di registro» è preimpostato al 2%, valido per la maggior parte delle locazioni abitative ordinarie. Cambialo se il tuo contratto prevede un'aliquota diversa (es. 1,4% effettivo per canone concordato).

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    Scegli la ripartizione

    Seleziona «Meta a testa» per dividere l'imposta in parti uguali tra locatore e conduttore, oppure «Tutto a una parte» se un solo soggetto anticipa il versamento.

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    Leggi il risultato

    Il calcolatore mostra l'imposta annua totale (minimo 67 €) e la quota a carico di ciascuna parte, arrotondata all'euro più vicino.

Domande frequenti

Quanto si paga per registrare un contratto di affitto?
In regime ordinario l'imposta è pari al 2% del canone annuo pattuito, con un minimo di 67 €. Per un affitto da 700 € al mese (8.400 € annui) si pagano 168 € all'anno. Questa somma va versata all'Agenzia delle Entrate alla prima registrazione e poi ogni annualità successiva.
Chi paga l'imposta di registro, il proprietario o l'inquilino?
La norma (art. 8 D.P.R. 131/1986) stabilisce che l'imposta è dovuta in solido da entrambe le parti; nella prassi viene suddivisa a metà tra locatore e conduttore. Il calcolatore permette di scegliere la ripartizione «meta a testa» oppure «tutto a una parte», per adattarsi agli accordi contrattuali.
Qual è l'importo minimo dell'imposta di registro?
Il minimo vigente è 67 €. Significa che anche se il 2% del canone annuo risultasse inferiore — per esempio su un affitto molto basso — l'imposta dovuta non scende mai sotto questa soglia. Il calcolatore applica automaticamente la formula max(67, canone annuo × aliquota / 100).
Con la cedolare secca si paga comunque l'imposta di registro?
No. Optando per la cedolare secca il locatore è esonerato dall'imposta di registro e dall'imposta di bollo sul contratto. La cedolare è un'imposta sostitutiva applicata al canone (21% ordinaria o 10% per canone concordato). Prima di scegliere il regime è consigliabile confrontare i due scenari con un consulente fiscale.
L'aliquota del 2% vale per tutti i contratti di locazione?
Il 2% è l'aliquota ordinaria per le locazioni a uso abitativo a canone libero. Per i contratti a canone concordato la base imponibile è ridotta del 30%, portando l'aliquota effettiva all'1,4%. Per locazioni commerciali o di altro tipo possono applicarsi aliquote diverse. Il calcolatore consente di inserire manualmente qualsiasi aliquota per adattarsi al caso specifico.

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