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Tasse e Imposte

Imposta di registro acquisto casa

Calcola imposta di registro, ipotecaria e catastale (o IVA) sull'acquisto casa: prima o seconda casa, venditore privato o impresa, regola prezzo-valore.

Il tuo calcolo

Modifica i dati e confronta

La trovi in visura, non rivalutata.

Requisiti
Imposte sull'atto

2179,00 €

Registro, ipotecaria e catastale — non comprende onorario del notaio e bolli

Base imponibile103.950,00 € valore catastale: 900 × 1,05 × 110
Imposta di registro 2%2079,00 €
Imposta ipotecaria50,00 €
Imposta catastale50,00 €

Il prezzo-valore fa risparmiare 1921,00 € rispetto al calcolo sul prezzo. Va chiesto al notaio nell'atto: non si applica da solo.

Cerchi l'imposta di successione? Ha regole tutte sue — aliquote per grado di parentela e franchigie per beneficiario — e una pagina dedicata: calcolo delle tasse di successione.

Imposta di registro: quanto si paga davvero, e su quale base

L'imposta di registro si paga quando un atto viene registrato presso l'Agenzia delle Entrate: la compravendita di una casa, un contratto di affitto, una donazione. Non è una percentuale sola, e soprattutto non si calcola sempre sul prezzo: nella compravendita fra privati la base può essere il valore catastale, che è quasi sempre molto più basso. È la differenza che fa risparmiare migliaia di euro, ed è anche quella che nessuno spiega al momento giusto.

Compravendita: chi vende cambia tutto

Se il venditore è un privato (o un'impresa che vende in esenzione IVA) si paga l'imposta di registro proporzionale: 2% con i benefici prima casa, 9% negli altri casi, in entrambi i casi con un minimo di 1.000 €. Le imposte ipotecaria e catastale sono fisse, 50 € ciascuna.

Se il venditore è un'impresa e la vendita è soggetta a IVA il conto cambia del tutto: si paga l'IVA (4% prima casa, 10% abitativo non di lusso, 22% per le categorie catastali A/1, A/8 e A/9) e registro, ipotecaria e catastale diventano fisse a 200 € ciascuna. L'IVA si calcola sempre sul prezzo: il prezzo-valore qui non esiste.

Il prezzo-valore, cioè la parte che conviene sapere

Per gli atti non soggetti a IVA, se l'acquirente è una persona fisica che non agisce nell'esercizio di impresa, arte o professione, si può chiedere al notaio di calcolare le imposte sul valore catastale invece che sul prezzo pagato (art. 1, comma 497, L. 266/2005). Il valore catastale è:

  • rendita catastale × 1,05 × 110 con i benefici prima casa;
  • rendita catastale × 1,05 × 120 per gli altri fabbricati abitativi.

L'esempio che fa l'Agenzia delle Entrate: rendita 900 €, prezzo 200.000 €. Il valore catastale è 900 × 1,05 × 120 = 113.400 €, e il 9% su quella base fa 10.206 € invece dei 18.000 € che verrebbero sul prezzo. Non è automatico: va chiesto al notaio nell'atto. Chi non lo chiede paga sul prezzo.

Affitto: 2% del canone annuo, minimo 67 €

Per i contratti di locazione di fabbricati a uso abitativo l'imposta di registro è il 2% del canone annuo, con un minimo di 67 € per la prima registrazione. È dovuta in solido da locatore e conduttore, che per prassi la dividono a metà, e si versa entro 30 giorni dalla stipula e poi a ogni scadenza annuale — oppure in un'unica soluzione per l'intera durata, con uno sconto.

Con la cedolare secca non si paga: l'imposta sostitutiva assorbe registro e bollo per tutta la durata dell'opzione, e non si paga nemmeno l'imposta fissa di 67 € in caso di risoluzione anticipata.

E la successione?

Anche l'imposta di successione è un'imposta d'atto, ma ha una logica tutta diversa: aliquote e franchigie si applicano per ciascun beneficiario sul valore della sua quota, e vanno dal 4% del coniuge e dei parenti in linea retta (oltre 1.000.000 € a testa) all'8% senza franchigia di chi non è parente. Merita una pagina sua, e ce l'ha: calcolo delle tasse di successione, che gestisce anche le donazioni e le imposte ipotecaria e catastale sugli immobili caduti in successione.

Che cosa questo calcolatore non comprende

  • L'onorario del notaio, che è un compenso professionale libero e non un'imposta.
  • L'imposta di bollo e le tasse ipotecarie, poche decine di euro, che dipendono dal numero di formalità.
  • Gli atti giudiziari (decreti ingiuntivi, sentenze di condanna), che hanno una tariffa propria nella Tariffa allegata al DPR 131/1986 e vanno verificati caso per caso.
  • I terreni, dove l'aliquota ordinaria è del 15% e le agevolazioni per coltivatori diretti e IAP cambiano il conto in modo sostanziale.

Fonti: Agenzia delle Entrate — «L'acquisto di una casa: le imposte», «L'acquisto con i benefici prima casa», «Registrazione di un nuovo contratto: quanto si paga», «Imposta di successione: aliquote e franchigie». Consultate il 21 settembre 2026.

Avvertenza

Il risultato è una stima basata su parametri standard e non rappresenta un calcolo ufficiale. Per importi vincolanti consulta i canali ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS, banca) o un commercialista o CAF.

Come calcolare l'imposta di registro sull'acquisto di una casa

Calcola imposta di registro, ipotecaria e catastale (o IVA) su una compravendita immobiliare, scegliendo fra base sul prezzo e prezzo-valore.

  1. 1

    Inserisci prezzo e rendita catastale

    Il prezzo è quello pattuito nell'atto; la rendita si legge in visura, non rivalutata. Servono entrambi, perché la base imponibile può essere l'uno o l'altra.

  2. 2

    Indica chi vende

    Con un venditore privato si paga l'imposta di registro proporzionale e ipotecaria e catastale fisse a 50 € ciascuna. Con un'impresa che fattura con IVA si paga l'IVA e le tre imposte diventano fisse a 200 € ciascuna.

  3. 3

    Spunta i benefici prima casa se ti spettano

    Cambiano sia l'aliquota (2% invece di 9%, IVA 4% invece di 10%) sia il moltiplicatore del valore catastale (110 invece di 120).

  4. 4

    Chiedi il prezzo-valore, se puoi

    Vale solo per gli atti non soggetti a IVA con acquirente persona fisica, e va richiesto al notaio dentro l'atto. Il calcolatore mostra quanto fa risparmiare rispetto al calcolo sul prezzo.

  5. 5

    Leggi la tabella riga per riga

    Base imponibile, registro, ipotecaria e catastale sono voci separate; la tabella segnala anche quando scatta il minimo di 1.000 € dell'imposta proporzionale.

Domande frequenti

Quante imposte si pagano comprando da privato?
Prima casa: imposta di registro 2% (minimo 1.000 €) più ipotecaria e catastale 50 € ciascuna. Seconda casa: registro 9% più 50 € + 50 €. La base può essere il valore catastale con il meccanismo prezzo-valore.
Cosa cambia comprando dal costruttore?
Si paga l'IVA (4% prima casa, 10% seconda, 22% se di lusso) più imposta di registro, ipotecaria e catastale di 200 € fisse ciascuna, anziché le percentuali previste per l'acquisto da privato.
Cos'è il meccanismo prezzo-valore?
Per le compravendite tra privati di immobili abitativi l'acquirente può chiedere la tassazione sul valore catastale (rendita rivalutata) anziché sul prezzo pagato, con un risparmio fiscale spesso rilevante.
Quanto fa risparmiare davvero il prezzo-valore?
L'esempio dell'Agenzia delle Entrate: rendita catastale 900 €, prezzo pattuito 200.000 €. Il valore catastale è 900 × 1,05 × 120 = 113.400 €, quindi l'imposta di registro al 9% è 10.206 € invece dei 18.000 € che si pagherebbero sul prezzo. Con i benefici prima casa il moltiplicatore è 110 e l'aliquota il 2%. Non è automatico: va chiesto al notaio dentro l'atto, e chi non lo chiede paga sul prezzo.
C'è un importo minimo dell'imposta di registro?
Sì, 1.000 €. Vale sia per il 2% della prima casa sia per il 9% degli altri immobili: sotto quella soglia si paga comunque 1.000 €. Con i benefici prima casa il minimo scatta per basi imponibili fino a 50.000 €, quindi capita spesso sugli immobili di piccolo valore e sulle pertinenze acquistate separatamente.

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