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Lavoro e Stipendio

Stipendio part-time proporzionale

Il part-time riduce il lordo esattamente in proporzione alle ore — è il principio di proporzionalità — ma il netto scende molto meno, e questo strumento ti dice di quanto.

Il tuo calcolo

Modifica i dati e confronta

Quella prevista dal CCNL per il tuo livello a orario pieno.

L'orario normale del tuo CCNL: di norma 40, in alcuni settori 38 o 36.

Percentuale di orario: 60,0% del tempo pieno.

Il calcolo vale per il part-time orizzontale (meno ore ogni giorno), verticale (giorni o mesi interi non lavorati) e misto: quello che conta per la busta paga è la percentuale di orario sull'anno. Se invece lavori a tempo pieno ma solo per una parte dell'anno, lascia le ore uguali e riduci i «giorni lavorati» nelle impostazioni qui sotto.

Tipo di contratto

9,19% dipendente privato, 8,80% statale iscritto alla CTPS, 5,84% apprendista (art. 1, c. 773, L. 296/2006). Se il tuo cedolino espone una trattenuta previdenziale diversa — per esempio perché l'azienda rientra nel campo della cassa integrazione straordinaria o di un fondo di solidarietà — scrivi qui l'aliquota che leggi in busta paga.

Mensilità

13 = tredicesima; 14 = anche quattordicesima.

Su 365. Detrazione per lavoro dipendente, ulteriore detrazione e trattamento integrativo sono rapportati a questo numero: chi viene assunto a settembre ne prende solo la quota corrispondente.

Addizionali locali, altri redditi e familiari a carico

Il tuo Comune di residenza fiscale

Caricamento dell’elenco MEF…

Fonte: MEF — elenchi delle aliquote, acquisiti il 29 settembre 2026. Copertura e condizioni possono variare tra Comuni. La regione resta selezionabile separatamente.

Scegliendo la Regione si usano gli scaglioni veri della legge regionale, comprese le sei che non seguono la regola generale.

Predefinito 1,23% = aliquota di base statale. Le Regioni possono aumentarla fino a +2,1 punti e articolarla per scaglioni.

Valore manuale iniziale 0,80%: verifica la delibera e l’esenzione del Comune.

Affitti, secondo lavoro, cedolare secca: entrano nel reddito complessivo che determina detrazioni e bonus.

Serve solo per il costo azienda. Il 23,81% è la sola quota IVS; NASpI, malattia, maternità, CIG e fondo di garanzia si aggiungono in misura variabile.

Non conosci le tue aliquote? Banche dati ufficiali del MEF: addizionale regionale e addizionale comunale, comune per comune.

Dal 2025 la detrazione per figli spetta solo per i figli dai 21 ai 29 anni (e per i figli con disabilità dai 21 anni in su): sotto i 21 anni c'è l'Assegno Unico Universale, che non passa dalla busta paga. Gli «altri familiari» sono ridotti ai soli ascendenti conviventi. Un familiare è a carico se ha un reddito proprio fino a 2.840,51 € (4.000 € per i figli fino a 24 anni). (L. 207/2024, art. 1, c. 11)

Netto part-time al mese

1253,97 €

24 ore su 40 = 60,0% dell'orario

RAL part-time

18.000 €

netto annuo 16.016 €

Resa rispetto al tempo pieno

68,2%

del netto, lavorando il 60,0% delle ore

Il netto non scende in proporzione alle ore: con il 60,0% dell'orario ti resta il 68,2% del netto a tempo pieno, cioè 8,2 punti in più, perché l'IRPEF è progressiva e sui redditi bassi entrano in gioco somma integrativa e trattamento integrativo.

Dal lordo al netto: il calcolo passo per passo (2026)

Passaggi dal lordo annuo al netto annuo
VoceImporto
Retribuzione lorda del periodo18.000,00 €
− Contributi previdenziali (9,19%)− 1654,20 €
= Reddito complessivo (imponibile IRPEF)16.345,80 €
− IRPEF lorda (scaglioni 23 / 33 / 43%)− 3759,53 €
+ Detrazione lavoro dipendente (art. 13 TUIR)+ 2976,72 €
= IRPEF netta782,82 €
− Addizionale regionale (1,23%)− 201,05 €
− Addizionale comunale (0,80%)− 130,77 €
+ Somma integrativa esente (4,80%) (L. 207/2024, c. 4)+ 784,60 €
Netto annuale16.015,76 €

Part-time e tempo pieno a confronto

Confronto fra la busta paga a tempo pieno e quella part-time
VoceTempo pieno (40 h)Part-time (24 h)Part-time in % del pieno
Ore settimanali402460,0%
RAL30.000 €18.000 €60,0%
Contributi + imposte6532 €2769 €42,4%
Erogazioni esenti0 €785 €—
Netto annuale23.468 €16.016 €68,2%
Netto di un mese ordinario1821,23 €1253,97 €68,2%
Prelievo sulla retribuzione21,8%11,0%—

Il lordo scende esattamente in proporzione alle ore — è il principio di proporzionalità del part-time — ma il netto no: l'IRPEF è progressiva, quindi un reddito più basso sconta un'aliquota media più bassa, e sotto i 20.000 € di reddito complessivo entrano somma integrativa e trattamento integrativo. Il conto della pensione però segue il lordo: meno contributi versati significa meno montante.

Quanto resta in tasca, ora per ora

RAL a tempo pieno 30.000 €, orario pieno 40 ore, 13 mensilità.

Netto part-time per diversi orari settimanali
Ore/settimana% orarioRALNetto annuoNetto mese ordinario% del netto pieno
10 h25,0%7500 €7294 €564,20 €31,1%
15 h37,5%11.250 €11.355 €895,86 €48,4%
20 h50,0%15.000 €14.089 €1106,85 €60,0%
24 h60,0%18.000 €16.016 €1253,97 €68,2%
25 h62,5%18.750 €16.497 €1290,68 €70,3%
30 h75,0%22.500 €18.921 €1475,88 €80,6%
32 h80,0%24.000 €19.817 €1543,86 €84,4%
35 h87,5%26.250 €21.162 €1645,84 €90,2%

Mese ordinario e tredicesima a confronto

Confronto fra la busta paga di un mese ordinario e quella della mensilità aggiuntiva
VoceMese ordinarioTredicesima
Lordo1384,62 €1384,62 €
Contributi− 127,25 €− 127,25 €
IRPEF e addizionali− 68,79 €− 289,19 €
+ Erogazioni esenti (somma / trattamento integrativo)+ 65,38 €—
Detrazioni riconosciute in bustasì, 1/12 ciascun mesenessuna
Netto1253,97 €968,17 €

Sulla mensilità aggiuntiva il datore trattiene contributi e IRPEF all'aliquota marginale, ma non riconosce le detrazioni (già ripartite sui 12 mesi) né trattiene le addizionali, che si versano a rate nell'anno successivo. Su questi numeri la mensilità aggiuntiva netta (968,17 €) resta sotto la rata ordinaria (1253,97 €).

Quanto costi davvero all'azienda

Costo del lavoro per il datore e cuneo fiscale complessivo
VoceAnnuo% del costo
Retribuzione lorda (RAL)18.000,00 €73,04%
Contributi a carico azienda (30,00%)5400,00 €21,91%
TFR accantonato (RAL / 13,5 − 0,50%)1243,33 €5,05%
Costo totale del lavoro24.643,33 €100%
Di cui arriva a te (netto)16.015,76 €64,99%

Il cuneo fiscale e contributivo è 35,01%: la quota del costo del lavoro che non arriva in tasca al lavoratore. Non è incluso l'INAIL, il cui premio dipende dalla lavorazione assicurata, né i costi di welfare, buoni pasto e formazione.

Cosa cambia dal 2025 al 2026

Confronto fra il calcolo con le regole 2025 e quelle 2026
Voce20252026Differenza
2ª aliquota IRPEF (28.000–50.000 €)35%33%−2 punti
IRPEF netta782,82 €782,82 €0,00 €
Addizionali locali331,82 €331,82 €0,00 €
Netto annuale16.015,76 €16.015,76 €0,00 €

Il confronto isola l'unica novità IRPEF del 2026 (L. 199/2025): la seconda aliquota scende dal 35% al 33%. Detrazioni, somma integrativa, ulteriore detrazione e trattamento integrativo restano quelli introdotti a regime dalla L. 207/2024, e nel confronto sono tenuti costanti anche i parametri contributivi e le aliquote locali che hai inserito. Il beneficio massimo è di 440 € l'anno, raggiunto a 50.000 € di reddito imponibile; per i redditi complessivi oltre 200.000 € la legge lo sterilizza riducendo di 440 € le detrazioni per oneri al 19%.

Come si distribuisce la tua IRPEF sugli scaglioni 2026

0 € – 28.000 € (23,00%) su 16.346 € 3759,53 €

Aliquota media effettiva sull'imponibile: 4,79% — molto più bassa dell'aliquota marginale, perché le detrazioni si sottraggono all'imposta già calcolata.

Tabella RAL → stipendio netto 2026

Calcolata con le impostazioni correnti: contributi 9,19%, 13 mensilità, 365 giorni lavorati, addizionali 1,23% + 0,80%, nessun familiare a carico.

Stipendio netto annuo e mensile per diversi livelli di RAL
RALContributiImposteNetto annuoNetto mese ordinarioPrelievo
15.000 €1379 €1454 €14.089 €1106,85 €6,07%
20.000 €1838 €1735 €17.298 €1351,88 €13,51%
25.000 €2298 €2288 €20.415 €1589,18 €18,34%
28.000 €2573 €3154 €22.273 €1730,58 €20,45%
30.000 €2757 €3775 €23.468 €1821,23 €21,77%
35.000 €3217 €5687 €26.096 €2038,18 €25,44%
40.000 €3676 €8278 €28.046 €2181,20 €29,88%
45.000 €4136 €10.722 €30.143 €2336,38 €33,02%
50.000 €4595 €12.707 €32.698 €2529,86 €34,60%
60.000 €5552 €16.718 €37.730 €2945,24 €37,12%
80.000 €7590 €24.806 €47.604 €3702,42 €40,50%
100.000 €9628 €32.895 €57.478 €4459,60 €42,52%

Scaglioni e aliquote IRPEF 2026

Scaglioni IRPEF 2026 e imposta dovuta
Reddito imponibileAliquotaIRPEF dovuta
fino a 28.000 €23%23% del reddito
da 28.000 a 50.000 €33%6.440 € + 33% della parte oltre 28.000 €
oltre 50.000 €43%13.700 € + 43% della parte oltre 50.000 €

Nel 2025 la seconda aliquota era 35% e l'imposta al secondo scaglione partiva da 6.440 € + 35% (14.140 € a 50.000 €).

Detrazione per lavoro dipendente 2026

Importi della detrazione per redditi di lavoro dipendente
Reddito complessivoDetrazione
fino a 15.000 €1.955 € (mai meno di 690 €; 1.380 € a tempo determinato)
15.000 – 28.000 €1.910 € + 1.190 € × (28.000 − reddito) / 13.000
28.000 – 50.000 €1.910 € × (50.000 − reddito) / 22.000
oltre 50.000 €nessuna detrazione
25.000 – 35.000 €+ 65 € di correttivo (art. 13, c. 1.1, TUIR)

La detrazione è rapportata ai giorni di lavoro nell'anno; il correttivo di 65 € no.

Limiti dichiarati del calcolo

  • Le addizionali locali sono applicate come aliquota unica sul reddito complessivo: molte Regioni le articolano per scaglioni e molti Comuni prevedono una soglia di esenzione. Inserisci l'aliquota effettiva presa dalle banche dati MEF linkate sopra.
  • Non sono considerate le detrazioni per oneri (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni, previdenza complementare) né gli oneri deducibili diversi dai contributi obbligatori.
  • L'Assegno Unico Universale per i figli sotto i 21 anni è erogato dall'INPS e non transita dalla busta paga: non entra in questo calcolo.
  • Il massimale contributivo di 122.295 € (INPS circ. 6/2026) non è applicato: riguarda solo chi non ha anzianità contributiva al 31/12/1995, dato che il modulo non raccoglie.
  • Il trattamento integrativo nella fascia 15.000–28.000 € dipende dalla somma di detrazioni personali che questo modulo non chiede, quindi non è calcolato.
  • Le percentuali dell'apprendistato e i livelli di inquadramento non sono prefissati: la legge consente entrambi i meccanismi (art. 42, c. 5, lett. b, D.Lgs. 81/2015) ma i numeri li stabilisce il CCNL. Prendili dalle tabelle del tuo contratto: questo strumento non li indovina.
  • Restano fuori: tassazione separata di TFR, arretrati e premi di risultato, detassazione di straordinari e lavoro notturno nel turistico-alberghiero, fringe benefit e welfare aziendale, esoneri contributivi per le madri lavoratrici, premi INAIL, e le trattenute previste dal singolo CCNL o dalla contrattazione di secondo livello.
  • La ripartizione fra mese ordinario e mensilità aggiuntive è un modello del comportamento del sostituto d'imposta: il cedolino reale può distribuire diversamente detrazioni e conguagli mese per mese, ma il totale annuo coincide.

Stipendio part-time: il lordo scende con le ore, il netto no

Il part-time funziona per proporzionalità: chi lavora 24 ore su 40 ha diritto al 60% della retribuzione prevista dal CCNL per il suo livello a tempo pieno, e nella stessa proporzione seguono tredicesima, quattordicesima, ferie e TFR. Fin qui il conto è una moltiplicazione. Il punto che quasi nessun calcolatore mostra è che il netto non scende nella stessa proporzione: con il 60% delle ore in tasca resta molto più del 60% del netto a tempo pieno, e questo strumento te lo quantifica esattamente.

Da dove viene il vantaggio

Da tre meccanismi che premiano i redditi bassi. Primo: l'IRPEF è progressiva, quindi un imponibile più basso sconta un'aliquota media più bassa, non la stessa. Secondo: la detrazione per lavoro dipendente è decrescente, quindi vale di più su un reddito ridotto. Terzo, ed è il salto più grande: sotto i 20.000 € di reddito complessivo spetta la somma integrativa esente della L. 207/2024 e sotto i 15.000 € il trattamento integrativo da 1.200 € annui, due erogazioni che non passano dall'imposta e che un tempo pieno a 30.000 € non vede affatto.

Orizzontale, verticale, misto: per la busta paga cambia poco

Il part-time orizzontale riduce l'orario di ogni giornata, il verticale concentra il lavoro in alcuni giorni, settimane o mesi, il misto combina i due. Sul cedolino la differenza è marginale: quello che conta è la percentuale di orario riferita all'anno. Attenzione però al part-time verticale su base annua, dove ci sono mesi interi non lavorati: in quel caso i giorni di detrazione possono essere meno di 365, e la detrazione per lavoro dipendente si riduce di conseguenza. Se è il tuo caso, abbassa i «giorni lavorati» nelle impostazioni.

Il prezzo vero del part-time è la pensione

Il rovescio della medaglia non è in busta paga ma nel montante contributivo: i contributi si versano sul lordo ridotto, quindi la pensione futura segue il lordo, non il netto. Un part-time al 60% versa il 60% dei contributi, e il vantaggio fiscale immediato non compensa quella differenza. Vale anche per l'anzianità: nel part-time verticale i periodi non lavorati non sono coperti da contribuzione, salvo riscatto.

Inserisci la RAL a tempo pieno, l'orario normale del tuo CCNL e le ore che lavori davvero: ottieni la busta paga part-time completa e il confronto affiancato con il tempo pieno. Sotto i 20.000 € di reddito complessivo entrano in gioco somma integrativa e trattamento integrativo, che nessun calcolo proporzionale può cogliere.

Fonti e metodo

Simulazione del netto con le regole fiscali 2026 descritte nella pagina. Contributi, detrazioni, periodo di lavoro e addizionali dipendono dai dati inseriti e dalle opzioni selezionate.

Limiti di utilizzo.La simulazione non è una busta paga. CCNL, inquadramento, conguagli, agevolazioni personali e aliquote locali possono cambiare il risultato; verificare le ipotesi indicate prima di confrontarlo con il proprio cedolino.

Riferimenti per il metodo

Domande frequenti

Con un part-time al 60% prendo il 60% dello stipendio netto?
No, prendi di più. Con una RAL a tempo pieno di 30.000 € e 24 ore su 40 (il 60% dell'orario), la RAL part-time è 18.000 € — esattamente il 60% — ma il netto mensile è di circa 1.254 € contro i 1.821 € del tempo pieno, cioè il 68,2%: più di otto punti sopra la proporzione delle ore. Il motivo è che l'IRPEF è progressiva, la detrazione per lavoro dipendente vale di più sui redditi bassi e sotto i 20.000 € di reddito complessivo spetta la somma integrativa esente.
Il part-time verticale si calcola come quello orizzontale?
In busta paga quasi sempre sì: quello che conta è la percentuale di orario riferita all'anno, non come le ore sono distribuite. La differenza sta altrove: nel part-time verticale su base annua, con mesi interi non lavorati, i giorni utili per le detrazioni possono essere meno di 365, e detrazione per lavoro dipendente, ulteriore detrazione e trattamento integrativo si riducono in proporzione. In quel caso abbassa i «giorni lavorati nell'anno» nelle impostazioni del calcolatore.
Il part-time conviene davvero, allora?
In busta paga il prelievo è più leggero, ma il conto va chiuso sulla pensione. I contributi si versano sul lordo ridotto, quindi il montante contributivo segue la percentuale di orario e non il vantaggio fiscale: un part-time al 60% versa il 60% dei contributi, punto. Nel part-time verticale, inoltre, i periodi non lavorati non sono coperti da contribuzione salvo riscatto. Il calcolatore mostra i contributi versati anno per anno proprio per rendere visibile questo lato della scelta.

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