Salta al contenuto principale
Lavoro e Stipendio

Stipendio Netto

Inserisci la RAL e vedi quanto ti resta davvero in busta paga ogni mese, con i parametri d'imposta 2026: contributi previdenziali, IRPEF a scaglioni 23/33/43%, detrazione per lavoro dipendente, addizionali regionale e…

Il tuo calcolo

Modifica i dati e confronta

La RAL comprende tutte le mensilità (tredicesima e quattordicesima incluse) ed è al lordo di contributi e IRPEF. Non comprende i contributi a carico dell'azienda.

Tipo di contratto

9,19% dipendente privato, 8,80% statale iscritto alla CTPS, 5,84% apprendista (art. 1, c. 773, L. 296/2006). Se il tuo cedolino espone una trattenuta previdenziale diversa — per esempio perché l'azienda rientra nel campo della cassa integrazione straordinaria o di un fondo di solidarietà — scrivi qui l'aliquota che leggi in busta paga.

Mensilità

13 = tredicesima; 14 = anche quattordicesima.

Su 365. Detrazione per lavoro dipendente, ulteriore detrazione e trattamento integrativo sono rapportati a questo numero: chi viene assunto a settembre ne prende solo la quota corrispondente.

Addizionali locali, altri redditi e familiari a carico

Il tuo Comune di residenza fiscale

Caricamento dell’elenco MEF…

Fonte: MEF — elenchi delle aliquote, acquisiti il 29 settembre 2026. Copertura e condizioni possono variare tra Comuni. La regione resta selezionabile separatamente.

Scegliendo la Regione si usano gli scaglioni veri della legge regionale, comprese le sei che non seguono la regola generale.

Predefinito 1,23% = aliquota di base statale. Le Regioni possono aumentarla fino a +2,1 punti e articolarla per scaglioni.

Valore manuale iniziale 0,80%: verifica la delibera e l’esenzione del Comune.

Affitti, secondo lavoro, cedolare secca: entrano nel reddito complessivo che determina detrazioni e bonus.

Serve solo per il costo azienda. Il 23,81% è la sola quota IVS; NASpI, malattia, maternità, CIG e fondo di garanzia si aggiungono in misura variabile.

Non conosci le tue aliquote? Banche dati ufficiali del MEF: addizionale regionale e addizionale comunale, comune per comune.

Dal 2025 la detrazione per figli spetta solo per i figli dai 21 ai 29 anni (e per i figli con disabilità dai 21 anni in su): sotto i 21 anni c'è l'Assegno Unico Universale, che non passa dalla busta paga. Gli «altri familiari» sono ridotti ai soli ascendenti conviventi. Un familiare è a carico se ha un reddito proprio fino a 2.840,51 € (4.000 € per i figli fino a 24 anni). (L. 207/2024, art. 1, c. 11)

Netto di un mese ordinario

1821,23 €

×12 mesi + 1 mensilità aggiuntiva

Netto tredicesima

1613,62 €

più bassa: niente detrazioni né addizionali

Netto annuale

23.468,34 €

Prelievo sulla RAL: 21,77%

Cuneo totale sul costo azienda: 42,86%

Dal lordo al netto: il calcolo passo per passo (2026)

Passaggi dal lordo annuo al netto annuo
VoceImporto
Retribuzione lorda del periodo30.000,00 €
− Contributi previdenziali (9,19%)− 2757,00 €
= Reddito complessivo (imponibile IRPEF)27.243,00 €
− IRPEF lorda (scaglioni 23 / 33 / 43%)− 6265,89 €
+ Detrazione lavoro dipendente (art. 13 TUIR)+ 1979,26 €
+ Correttivo 25.000–35.000 € (art. 13, c. 1.1, TUIR)+ 65,00 €
+ Ulteriore detrazione 20.000–40.000 € (L. 207/2024, c. 6)+ 1000,00 €
= IRPEF netta3221,63 €
− Addizionale regionale (1,23%)− 335,09 €
− Addizionale comunale (0,80%)− 217,94 €
Netto annuale23.468,34 €

Mese ordinario e tredicesima a confronto

Confronto fra la busta paga di un mese ordinario e quella della mensilità aggiuntiva
VoceMese ordinarioTredicesima
Lordo2307,69 €2307,69 €
Contributi− 212,08 €− 212,08 €
IRPEF e addizionali− 274,39 €− 481,99 €
Detrazioni riconosciute in bustasì, 1/12 ciascun mesenessuna
Netto1821,23 €1613,62 €

Sulla mensilità aggiuntiva il datore trattiene contributi e IRPEF all'aliquota marginale, ma non riconosce le detrazioni (già ripartite sui 12 mesi) né trattiene le addizionali, che si versano a rate nell'anno successivo. Su questi numeri la mensilità aggiuntiva netta (1613,62 €) resta sotto la rata ordinaria (1821,23 €).

Quanto costi davvero all'azienda

Costo del lavoro per il datore e cuneo fiscale complessivo
VoceAnnuo% del costo
Retribuzione lorda (RAL)30.000,00 €73,04%
Contributi a carico azienda (30,00%)9000,00 €21,91%
TFR accantonato (RAL / 13,5 − 0,50%)2072,22 €5,05%
Costo totale del lavoro41.072,22 €100%
Di cui arriva a te (netto)23.468,34 €57,14%

Il cuneo fiscale e contributivo è 42,86%: la quota del costo del lavoro che non arriva in tasca al lavoratore. Non è incluso l'INAIL, il cui premio dipende dalla lavorazione assicurata, né i costi di welfare, buoni pasto e formazione.

Cosa cambia dal 2025 al 2026

Confronto fra il calcolo con le regole 2025 e quelle 2026
Voce20252026Differenza
2ª aliquota IRPEF (28.000–50.000 €)35%33%−2 punti
IRPEF netta3221,63 €3221,63 €0,00 €
Addizionali locali553,03 €553,03 €0,00 €
Netto annuale23.468,34 €23.468,34 €0,00 €

Il confronto isola l'unica novità IRPEF del 2026 (L. 199/2025): la seconda aliquota scende dal 35% al 33%. Detrazioni, somma integrativa, ulteriore detrazione e trattamento integrativo restano quelli introdotti a regime dalla L. 207/2024, e nel confronto sono tenuti costanti anche i parametri contributivi e le aliquote locali che hai inserito. Il beneficio massimo è di 440 € l'anno, raggiunto a 50.000 € di reddito imponibile; per i redditi complessivi oltre 200.000 € la legge lo sterilizza riducendo di 440 € le detrazioni per oneri al 19%.

Come si distribuisce la tua IRPEF sugli scaglioni 2026

0 € – 28.000 € (23,00%) su 27.243 € 6265,89 €

Aliquota media effettiva sull'imponibile: 11,83% — molto più bassa dell'aliquota marginale, perché le detrazioni si sottraggono all'imposta già calcolata.

Tabella RAL → stipendio netto 2026

Calcolata con le impostazioni correnti: contributi 9,19%, 13 mensilità, 365 giorni lavorati, addizionali 1,23% + 0,80%, nessun familiare a carico.

Stipendio netto annuo e mensile per diversi livelli di RAL
RALContributiImposteNetto annuoNetto mese ordinarioPrelievo
15.000 €1379 €1454 €14.089 €1106,85 €6,07%
20.000 €1838 €1735 €17.298 €1351,88 €13,51%
25.000 €2298 €2288 €20.415 €1589,18 €18,34%
28.000 €2573 €3154 €22.273 €1730,58 €20,45%
30.000 €2757 €3775 €23.468 €1821,23 €21,77%
35.000 €3217 €5687 €26.096 €2038,18 €25,44%
40.000 €3676 €8278 €28.046 €2181,20 €29,88%
45.000 €4136 €10.722 €30.143 €2336,38 €33,02%
50.000 €4595 €12.707 €32.698 €2529,86 €34,60%
60.000 €5552 €16.718 €37.730 €2945,24 €37,12%
80.000 €7590 €24.806 €47.604 €3702,42 €40,50%
100.000 €9628 €32.895 €57.478 €4459,60 €42,52%

Scaglioni e aliquote IRPEF 2026

Scaglioni IRPEF 2026 e imposta dovuta
Reddito imponibileAliquotaIRPEF dovuta
fino a 28.000 €23%23% del reddito
da 28.000 a 50.000 €33%6.440 € + 33% della parte oltre 28.000 €
oltre 50.000 €43%13.700 € + 43% della parte oltre 50.000 €

Nel 2025 la seconda aliquota era 35% e l'imposta al secondo scaglione partiva da 6.440 € + 35% (14.140 € a 50.000 €).

Detrazione per lavoro dipendente 2026

Importi della detrazione per redditi di lavoro dipendente
Reddito complessivoDetrazione
fino a 15.000 €1.955 € (mai meno di 690 €; 1.380 € a tempo determinato)
15.000 – 28.000 €1.910 € + 1.190 € × (28.000 − reddito) / 13.000
28.000 – 50.000 €1.910 € × (50.000 − reddito) / 22.000
oltre 50.000 €nessuna detrazione
25.000 – 35.000 €+ 65 € di correttivo (art. 13, c. 1.1, TUIR)

La detrazione è rapportata ai giorni di lavoro nell'anno; il correttivo di 65 € no.

Limiti dichiarati del calcolo

  • Le addizionali locali sono applicate come aliquota unica sul reddito complessivo: molte Regioni le articolano per scaglioni e molti Comuni prevedono una soglia di esenzione. Inserisci l'aliquota effettiva presa dalle banche dati MEF linkate sopra.
  • Non sono considerate le detrazioni per oneri (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni, previdenza complementare) né gli oneri deducibili diversi dai contributi obbligatori.
  • L'Assegno Unico Universale per i figli sotto i 21 anni è erogato dall'INPS e non transita dalla busta paga: non entra in questo calcolo.
  • Il massimale contributivo di 122.295 € (INPS circ. 6/2026) non è applicato: riguarda solo chi non ha anzianità contributiva al 31/12/1995, dato che il modulo non raccoglie.
  • Il trattamento integrativo nella fascia 15.000–28.000 € dipende dalla somma di detrazioni personali che questo modulo non chiede, quindi non è calcolato.
  • Le percentuali dell'apprendistato e i livelli di inquadramento non sono prefissati: la legge consente entrambi i meccanismi (art. 42, c. 5, lett. b, D.Lgs. 81/2015) ma i numeri li stabilisce il CCNL. Prendili dalle tabelle del tuo contratto: questo strumento non li indovina.
  • Restano fuori: tassazione separata di TFR, arretrati e premi di risultato, detassazione di straordinari e lavoro notturno nel turistico-alberghiero, fringe benefit e welfare aziendale, esoneri contributivi per le madri lavoratrici, premi INAIL, e le trattenute previste dal singolo CCNL o dalla contrattazione di secondo livello.
  • La ripartizione fra mese ordinario e mensilità aggiuntive è un modello del comportamento del sostituto d'imposta: il cedolino reale può distribuire diversamente detrazioni e conguagli mese per mese, ma il totale annuo coincide.

Calcolo stipendio netto 2026: dalla RAL alla busta paga

Passare dalla RAL (Retribuzione Annua Lorda) al netto in busta paga richiede quattro passaggi in sequenza: si tolgono i contributi previdenziali, si calcola l'IRPEF a scaglioni sul reddito che resta, si sottraggono le detrazioni, si aggiungono le addizionali regionale e comunale e infine si sommano le erogazioni esenti. Questo calcolatore applica i parametri in vigore per l'anno d'imposta 2026 e mostra ogni singolo passaggio, così puoi verificare la busta paga voce per voce invece di fidarti di un solo numero.

1. Contributi previdenziali a carico del lavoratore

L'aliquota IVS del Fondo pensioni lavoratori dipendenti è il 33%, ripartito fra 9,19% a carico del lavoratore e 23,81% a carico del datore. Gli apprendisti versano il 5,84% (il datore il 10%, art. 1, comma 773, L. 296/2006); i dipendenti statali iscritti alla CTPS versano l'8,80%. Sulla quota di retribuzione che eccede la prima fascia di retribuzione pensionabile — 56.224 € per il 2026 (INPS, circolare 30 gennaio 2026, n. 6) — si aggiunge l'aliquota aggiuntiva dell'1% prevista dall'art. 3-ter del DL 384/1992. I contributi obbligatori sono deducibili (art. 51, comma 2, lettera a, TUIR): la RAL meno i contributi dà l'imponibile IRPEF.

2. IRPEF a scaglioni: la novità del 2026

Dal 1° gennaio 2026 la seconda aliquota IRPEF scende dal 35% al 33% per lo scaglione fra 28.000 e 50.000 euro, per effetto della legge di bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199). Le altre due aliquote restano al 23% fino a 28.000 euro e al 43% oltre 50.000 euro. Il risparmio massimo è di 440 euro l'anno, raggiunto quando il reddito imponibile tocca i 50.000 euro; sopra i 200.000 euro di reddito complessivo la legge lo neutralizza riducendo di 440 euro le detrazioni per gli oneri detraibili al 19%.

3. Le detrazioni: la parte che il lordo non racconta

La detrazione per lavoro dipendente (art. 13 TUIR) vale 1.955 € fino a 15.000 € di reddito complessivo — con un minimo garantito di 690 €, che sale a 1.380 € per i contratti a tempo determinato — poi decresce fino ad azzerarsi a 50.000 €. Fra 25.000 e 35.000 € si aggiunge un correttivo fisso di 65 €. La detrazione è rapportata ai giorni di lavoro nell'anno: chi è stato assunto a settembre ne prende solo la quota corrispondente, ed è per questo che il calcolatore chiede i giorni lavorati.

Le detrazioni per carichi di famiglia (art. 12 TUIR) sono cambiate profondamente. Dal 2025 la detrazione per i figli spetta solo per quelli di età fra 21 e 29 anni (950 € ciascuno, decrescenti in rapporto a 95.000 € di reddito, soglia aumentata di 15.000 € per ogni figlio dopo il primo) e per i figli con disabilità accertata dai 21 anni in su: per i minori di 21 anni c'è l'Assegno Unico Universale, erogato dall'INPS e fuori dalla busta paga. La detrazione per gli «altri familiari» è stata ristretta ai soli ascendenti conviventi (750 €, decrescenti in rapporto a 80.000 €). Il coniuge a carico vale fino a 800 €. Tutte queste detrazioni sono rapportate a mese e spettano solo se il familiare ha un reddito proprio non superiore a 2.840,51 € (4.000 € per i figli fino a 24 anni).

4. Somma integrativa, ulteriore detrazione e trattamento integrativo

  • Somma integrativa esente (L. 207/2024, commi 4-5): se il reddito complessivo non supera 20.000 €, spetta una somma che non concorre alla formazione del reddito, pari al 7,1%, 5,3% o 4,8% del reddito di lavoro dipendente. La percentuale si individua sul reddito rapportato all'intero anno (il «reddito annuale teorico»), ma si applica al reddito effettivamente percepito: chi lavora sei mesi non scivola artificialmente nella fascia più generosa.
  • Ulteriore detrazione (L. 207/2024, comma 6): 1.000 € fra 20.000 e 32.000 € di reddito complessivo, poi decrescente secondo 1.000 × (40.000 − reddito) / 8.000 fino ad azzerarsi a 40.000 €. È rapportata al periodo di lavoro nell'anno e, essendo una detrazione, si perde se l'imposta lorda non la capisce.
  • Trattamento integrativo (art. 1, comma 1, DL 3/2020): 1.200 € annui fino a 15.000 € di reddito complessivo, a condizione che l'imposta lorda sui redditi di lavoro dipendente superi la detrazione dell'art. 13, comma 1, diminuita di 75 € rapportati al periodo di lavoro (correttivo reso strutturale dalla L. 207/2024, comma 3).

Somma integrativa e trattamento integrativo non sono sconti d'imposta ma erogazioni esenti in busta paga: per questo, sui redditi bassi, il netto annuo può superare la RAL al netto dei soli contributi.

5. Addizionale regionale e comunale

L'addizionale regionale ha un'aliquota di base dell'1,23%, che ogni Regione può aumentare fino a 2,1 punti (quindi fino al 3,33%) e articolare per scaglioni. L'addizionale comunale non può superare lo 0,8% (0,9% per Roma Capitale) e molti Comuni prevedono una soglia di esenzione sotto la quale non è dovuta. Poiché in Italia ci sono quasi ottomila Comuni con delibere che cambiano ogni anno, il calcolatore permette di selezionare il Comune dall’elenco ufficiale MEF 2026. Le aliquote uniche e a scaglioni con esenzione generale vengono applicate automaticamente; dati non pubblicati e condizioni particolari richiedono una verifica manuale. La data della delibera e il collegamento ufficiale sono visibili nella selezione.

Un dettaglio che molti calcolatori sbagliano: le addizionali sono dovute solo se l'IRPEF, al netto delle detrazioni riconosciute, risulta dovuta (art. 50, comma 2, D.Lgs. 446/1997 e art. 1, comma 4, D.Lgs. 360/1998). Su un reddito basso, dove le detrazioni azzerano l'imposta, non si paga nemmeno un euro di addizionali — e qui il calcolo lo rispetta.

Perché la tredicesima è più bassa del mese ordinario

Il netto annuo si distribuisce su 12, 13 o 14 mensilità a seconda del CCNL. Sulla mensilità aggiuntiva il datore trattiene i contributi e l'IRPEF all'aliquota marginale, ma non riconosce le detrazioni — già ripartite sui dodici mesi ordinari — e non trattiene le addizionali, che si versano a rate nell'anno successivo. Ecco perché la tredicesima netta è sensibilmente più bassa di una busta paga normale, ed ecco perché questo calcolatore la mostra separata invece di dividere il netto annuo per 13.

Costo azienda e cuneo fiscale: i due numeri da non confondere

Il prelievo sulla RAL è la differenza fra RAL e netto, in percentuale della RAL. Il cuneo fiscale vero è un'altra cosa: misura la distanza fra quanto il lavoratore costa all'azienda — RAL più contributi a carico del datore più l'accantonamento del TFR (retribuzione ÷ 13,5 meno lo 0,50% destinato al fondo di garanzia, art. 2120 c.c. e L. 297/1982) — e quanto il lavoratore intasca. L'aliquota contributiva a carico dell'azienda è un campo modificabile, non un dato che questo calcolatore pretende di conoscere: il 23,81% è la sola quota IVS, a cui ogni azienda aggiunge NASpI, malattia, maternità, CIG e fondo di garanzia in misura diversa a seconda del settore, della dimensione e degli sgravi.

Inserisci la RAL e vedi quanto ti resta davvero in busta paga ogni mese, con i parametri d'imposta 2026: contributi previdenziali, IRPEF a scaglioni 23/33/43%, detrazione per lavoro dipendente, addizionali regionale e comunale, somma integrativa e trattamento integrativo. Ogni passaggio è mostrato riga per riga, e la tredicesima è calcolata a parte dal mese ordinario, perché in busta paga sono due cifre diverse. Le aliquote locali non sono indovinate: le imposti tu, partendo dai valori di legge.

Fonti e metodo

Simulazione del netto con le regole fiscali 2026 descritte nella pagina. Contributi, detrazioni, periodo di lavoro e addizionali dipendono dai dati inseriti e dalle opzioni selezionate.

Limiti di utilizzo.La simulazione non è una busta paga. CCNL, inquadramento, conguagli, agevolazioni personali e aliquote locali possono cambiare il risultato; verificare le ipotesi indicate prima di confrontarlo con il proprio cedolino.

Riferimenti per il metodo

Stai decidendo? Leggi il confronto

Guide imparziali per scegliere la soluzione giusta nella tua situazione.

Domande frequenti

Quanto si prende netto con una RAL di 30.000 euro nel 2026?
Con 30.000 € di RAL, contratto da dipendente privato (contributi 9,19%), 13 mensilità, anno intero e addizionali ai valori di legge (1,23% regionale + 0,80% comunale) restano circa 1.821 € netti in un mese ordinario, più una tredicesima netta di circa 1.614 €, per un netto annuo di circa 23.468 €. Il prelievo complessivo è del 21,8% della RAL. Cambiando le addizionali del tuo Comune o aggiungendo familiari a carico il risultato si sposta anche di diverse decine di euro al mese.
Perché la tredicesima netta è più bassa di uno stipendio normale?
Perché sulla mensilità aggiuntiva il datore trattiene contributi e IRPEF all'aliquota marginale, ma non riconosce le detrazioni — che sono già state ripartite sui dodici mesi ordinari — e non trattiene le addizionali regionale e comunale, che si versano a rate nell'anno successivo. Il risultato è una busta più leggera: nell'esempio a 30.000 € di RAL, 1.614 € contro i 1.821 € di un mese qualsiasi. Per questo il calcolatore mostra le due cifre separate invece di dividere il netto annuo per 13.
Cosa cambia nello stipendio netto con le regole del 2026?
L'unica novità IRPEF è la seconda aliquota che scende dal 35% al 33% sullo scaglione fra 28.000 e 50.000 euro (legge di bilancio 2026, L. 199/2025). Il beneficio cresce con il reddito e si ferma a 440 euro l'anno, raggiunti quando l'imponibile tocca i 50.000 euro; sopra i 200.000 euro di reddito complessivo viene sterilizzato riducendo di 440 euro le detrazioni per oneri al 19%. Detrazioni, somma integrativa e trattamento integrativo restano quelli portati a regime dalla L. 207/2024. La tabella «2025 vs 2026» qui sopra calcola la differenza sul tuo caso.

Calcolatori correlati

Altri strumenti nella categoriaLavoro e Stipendio: