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Finanziario

Plusvalenza netta sui titoli di Stato

Chi compra un BTP sotto la pari e lo porta a scadenza incassa, oltre alle cedole, la differenza fra i 100 del rimborso e il prezzo pagato: è una plusvalenza, e su di essa il prelievo effettivo è del 12,5% invece del 26%.

Il tuo calcolo

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Sui titoli di Stato si dice «12,5%», ma la legge non scrive 12,5: scrive che si applica il 26% a una base imponibile ridotta al 48,08% della plusvalenza. Il risultato è lo stesso; il meccanismo no, e conta quando compensi le minusvalenze.

100 se lo porti a scadenza.

Plusvalenza netta

437,50 €

(100,00 − 95,00) ÷ 100 × 10.000 = 500,00 € lordi, meno 62,50 € di imposta

Plusvalenza lorda

500,00 €

Base imponibile (48,08%)

240,40 €

Imposta (26% sulla base)

62,50 €

Prelievo effettivo

12,50%

Su un titolo ordinario, tassato sul 100% della plusvalenza, l'imposta sarebbe 130,00 €: l'agevolazione vale 67,50 €.

Chi gode del 12,5% e chi paga il 26% pieno
StrumentoBase imponibilePrelievo effettivo
BOT, BTP, CCT, CTZ48,08%12,50%
Buoni fruttiferi postali48,08%12,50%
Titoli di Stati esteri in white list48,08%12,50%
Obbligazioni societarie, azioni, certificati100%26,00%

Il 48,08% è un arrotondamento del legislatore: 48,08% × 26% fa 12,5008%, non esattamente 12,5%. Su una plusvalenza di 10.000 € la differenza è di 8 centesimi. Le cedole hanno una tassazione propria e non entrano in questo calcolo; lo scarto di emissione dei BOT è reddito di capitale, non plusvalenza.

Plusvalenza netta sui titoli di Stato: il 12,5% che in legge non esiste

Chi compra un BTP sotto la pari e lo porta a scadenza incassa due cose: le cedole e la differenza fra i 100 del rimborso e il prezzo pagato. Quella differenza è una plusvalenza, e su di essa il prelievo effettivo è del 12,5% invece del 26% ordinario. È un'agevolazione storica, pensata per rendere più appetibile il finanziamento del debito pubblico.

Il meccanismo però non è un'aliquota ridotta. L'art. 3 del D.L. 66/2014, quando ha portato al 26% il prelievo sui redditi finanziari, ha lasciato al 12,5% i titoli dell'art. 31 del D.P.R. 601/1973 e le obbligazioni degli Stati in white list, e per ottenere quel risultato ha stabilito che i relativi redditi «sono computati nella misura del 48,08% del loro ammontare». Si applica cioè il 26% a una base imponibile ridotta: 48,08% × 26% = 12,5008%.

Perché il meccanismo conta, e non solo il risultato

Finché guardi un solo titolo la differenza è invisibile. Diventa concreta quando compensi: anche le minusvalenze sui titoli di Stato entrano nel calcolo ridotte al 48,08%, quindi una perdita di 1.000 € su un BTP non vale 1.000 € di compensazione contro una plusvalenza azionaria. Chi applica il 12,5% direttamente sul guadagno ottiene la cifra giusta per errore, e poi sbaglia tutti i conti successivi.

Che cosa rientra e che cosa no

  • Sì: BOT, BTP, CCT, CTZ, BTP Italia e Valore, buoni fruttiferi postali.
  • Sì: titoli emessi da Stati esteri inclusi nella white list e da enti territoriali di quegli Stati.
  • No: obbligazioni bancarie e societarie, azioni, certificati, ETF, che restano al 26% pieno.
  • A parte: le cedole sono redditi di capitale con tassazione propria, e lo scarto di emissione dei BOT è anch'esso reddito di capitale. Questo calcolo riguarda solo il capital gain da compravendita o rimborso.

I titoli di Stato hanno anche un altro vantaggio, che nulla ha a che vedere con la plusvalenza: sono esclusi dall'attivo ereditario ai fini dell'imposta di successione.

Che cosa questo calcolatore non fa

Non conosce i tuoi scaglioni IRPEF: per il regime ordinario ti chiede l'aliquota marginale e non aggiunge le addizionali regionale e comunale. Non applica l'indice ISTAT FOI di rivalutazione del costo previsto per gli immobili Superbonus posseduti da oltre cinque anni: lo lascia come campo da compilare. Non tratta partecipazioni qualificate cedute prima del 2019, affrancamenti, regimi di gestione patrimoniale, né la tassazione separata dei terreni edificabili (che richiede l'aliquota media del biennio precedente). Per un'operazione reale servono il tuo notaio, il tuo commercialista o l'assistenza dell'intermediario.

Fonti

  • Art. 67 comma 1 lettere b), b-bis), c-bis), c-ter) e c-sexies) del TUIR (D.P.R. 917/1986), testo vigente: brocardi.it, consultato il 16/09/2026.
  • Imposta sostitutiva sulle plusvalenze immobiliari: art. 1 c. 496 L. 266/2005 nel testo pubblicato dall'Agenzia delle Entrate (PDF) e art. 1 c. 695 L. 160/2019 che ne ha portato l'aliquota dal 20% al 26% dal 1° gennaio 2020 (PDF), 16/09/2026.
  • Aliquota del 26% sui redditi finanziari e base imponibile ridotta al 48,08% per i titoli di Stato ed equiparati: art. 3 del D.L. 66/2014, Gazzetta Ufficiale, 16/09/2026.
  • Cripto-attività, soglia di 2.000 € valida per il 2023 e il 2024: Agenzia delle Entrate, circolare n. 30/E del 27 ottobre 2023, agenziaentrate.gov.it, 16/09/2026.
  • Abolizione della soglia dal 2025 e aliquota al 33% dal 2026 (art. 1 cc. 24-25 L. 207/2024): Agenzia delle Entrate — FiscoOggi, fiscooggi.it, 16/09/2026.
  • Token di moneta elettronica in euro al 26% e irrilevanza della conversione euro/token (art. 1 c. 28 L. 199/2025): Agenzia delle Entrate — FiscoOggi, fiscooggi.it, 16/09/2026.

Il dettaglio che quasi nessuno spiega è che quel 12,5% in legge non esiste: si applica il 26% a una base imponibile ridotta al 48,08%. Il risultato coincide, il meccanismo no, e la differenza si vede quando compensi le minusvalenze.

Avvertenza

Il risultato è una stima basata su parametri standard e non rappresenta un calcolo ufficiale. Per importi vincolanti consulta i canali ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS, banca) o un commercialista o CAF.

Come calcolare la plusvalenza netta sui titoli di Stato

Inserisci i dati del titolo per ottenere l'importo netto incassabile dopo l'imposta del 12,5%.

  1. 1

    Inserisci il prezzo di acquisto

    Indica il prezzo a cui hai comprato il titolo, espresso su base 100. Esempio: se hai pagato 95 ogni 100 di nominale, inserisci 95.

  2. 2

    Inserisci il prezzo di vendita o rimborso

    Indica il prezzo di uscita su base 100: può essere il prezzo di mercato se vendi prima della scadenza, oppure 100 se il titolo viene rimborsato alla pari.

  3. 3

    Inserisci il valore nominale

    Specifica il controvalore nominale del tuo investimento in euro, ad esempio 10.000 €. Il calcolatore usa questo dato per convertire la differenza di prezzo in un importo assoluto.

  4. 4

    Verifica o modifica l'aliquota

    Il campo aliquota è preimpostato a 12,5%, quella agevolata per i titoli di Stato. Puoi modificarla se il titolo è di diversa tipologia.

  5. 5

    Leggi il risultato

    Il calcolatore mostra plusvalenza lorda, imposta applicata e plusvalenza netta incassabile. Se il risultato è negativo, si tratta di una minusvalenza e l'imposta è zero.

Domande frequenti

Perché si dice 12,5% se la legge scrive 26%?
Perché l'art. 3 del D.L. 66/2014, portando al 26% il prelievo sui redditi finanziari, ha voluto lasciare al 12,5% i titoli di Stato e le obbligazioni degli Stati in white list, e per ottenerlo ha stabilito che quei redditi «sono computati nella misura del 48,08% del loro ammontare». Si applica cioè il 26% a poco meno di metà della plusvalenza: 48,08% × 26% fa 12,5008%, che su 10.000 € di guadagno significa 8 centesimi in più rispetto a un 12,5% secco.
Il meccanismo cambia qualcosa in pratica?
Sì, quando compensi. Anche le minusvalenze sui titoli di Stato entrano nel calcolo ridotte al 48,08%, quindi una perdita di 1.000 € su un BTP non vale 1.000 € di compensazione contro una plusvalenza azionaria tassata sul 100%. Chi applica il 12,5% direttamente al guadagno ottiene la cifra giusta sul singolo titolo e poi sbaglia tutti i conti del portafoglio.
Le cedole rientrano in questo calcolo?
No. Le cedole sono redditi di capitale con una tassazione propria, anch'essa al 12,5% effettivo ma liquidata a ogni stacco dall'intermediario. Nemmeno lo scarto di emissione dei BOT è una plusvalenza: è reddito di capitale. Questo calcolo riguarda solo il capital gain da compravendita o rimborso. I titoli di Stato hanno inoltre un vantaggio che non c'entra con le imposte sui rendimenti: sono esclusi dall'attivo ereditario ai fini dell'imposta di successione.

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