Regime forfettario o ordinario: cosa conviene per la partita IVA?
Il regime forfettario applica un'imposta sostitutiva del 15% (5% per le startup nei primi 5 anni) su un reddito calcolato con coefficiente ATECO, senza dedurre i costi reali. Il regime ordinario tassa l'utile effettivo (ricavi - costi) con IRPEF a scaglioni. Il forfettario conviene se hai pochi costi e fatturi sotto 85.000 €.
Forfettario vs Ordinario: tabella comparativa
| Aspetto | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Imposta | 15% sostitutiva (5% startup) | IRPEF 23-43% a scaglioni |
| Costi deducibili | No (coefficiente forfettario) | Sì (costi reali documentati) |
| IVA in fattura | No | Sì (22% standard) |
| Limite ricavi | 85.000 €/anno | Nessun limite |
| Contabilità | Semplificata | Ordinaria/semplificata |
| ISA / studi settore | Esente | Soggetto |
Quando conviene il forfettario
- Fatturato sotto 85.000 €/anno.
- Pochi costi rispetto ai ricavi (es. consulenza, servizi).
- Vuoi semplicità contabile e fiscale.
- Sei una startup (aliquota 5% per i primi 5 anni).
Quando conviene l'ordinario
- Costi reali elevati (oltre il coefficiente forfettario).
- Fatturato sopra 85.000 € (forfettario non accessibile).
- Investimenti importanti deducibili (attrezzature, personale).
- IVA a credito significativa da recuperare.
Il verdetto
Per professionisti e ditte individuali con pochi costi e fatturato sotto 85.000 €, il forfettario è quasi sempre più vantaggioso (specie da startup al 5%). Con costi reali elevati o fatturato alto, conviene l'ordinario. Simula con i tuoi numeri.