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Confronto

Regime forfettario o ordinario: cosa conviene per la partita IVA?

Forfettario vs Ordinario: tabella comparativa

Aspetto Forfettario Ordinario
Imposta 15% sostitutiva (5% startup) IRPEF 23-43% a scaglioni
Costi deducibili No (coefficiente forfettario) Sì (costi reali documentati)
IVA in fattura No Sì (22% standard)
Limite ricavi 85.000 €/anno Nessun limite
Contabilità Semplificata Ordinaria/semplificata
ISA / studi settore Esente Soggetto

Quando conviene il forfettario

  • Fatturato sotto 85.000 €/anno.
  • Pochi costi rispetto ai ricavi (es. consulenza, servizi).
  • Vuoi semplicità contabile e fiscale.
  • Sei una startup (aliquota 5% per i primi 5 anni).

Quando conviene l'ordinario

  • Costi reali elevati (oltre il coefficiente forfettario).
  • Fatturato sopra 85.000 € (forfettario non accessibile).
  • Investimenti importanti deducibili (attrezzature, personale).
  • IVA a credito significativa da recuperare.

Il verdetto

Per professionisti e ditte individuali con pochi costi e fatturato sotto 85.000 €, il forfettario è quasi sempre più vantaggioso (specie da startup al 5%). Con costi reali elevati o fatturato alto, conviene l'ordinario. Simula con i tuoi numeri.

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Domande frequenti

Il forfettario ha un limite di reddito da lavoro dipendente?
Sì: non puoi accedere al forfettario se hai redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 € l'anno precedente (salvo cessazione del rapporto).
Cosa sono i coefficienti di redditività?
Percentuali per categoria ATECO che determinano il reddito imponibile forfettario: 40% commercio, 62% intermediari, 78% servizi professionali, 86% costruzioni. Sul reddito così calcolato si applica il 15% (o 5%).

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