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ISEE e Benefici

Detrazioni

Somma tutte le detrazioni IRPEF che ti spettano — quella per lavoro dipendente o pensione dell'art. 13, l'ulteriore detrazione della legge di bilancio 2025, coniuge, figli fra 21 e 30 anni, ascendenti conviventi, spese…

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Somma tutte le detrazioni che ti spettano e le confronta con l’IRPEF lorda: se non è capiente, una parte si perde.

È il reddito complessivo IRPEF, non la RAL: per un dipendente è la retribuzione lorda meno i contributi previdenziali a suo carico. Quasi tutte le detrazioni decrescono al crescere di questo numero.

Tipo di reddito

Le tre scale dell’art. 13 TUIR sono diverse: il lavoro dipendente ha la più alta, il lavoro autonomo la più bassa.

Su 365. La detrazione dell’art. 13 è «rapportata al periodo di lavoro nell’anno»: chi ha lavorato 200 giorni ne prende 200/365. È il motivo per cui due persone con lo stesso reddito pagano imposte diverse.

Familiari a carico

Per i figli sotto i 21 anni non spetta più la detrazione dell’art. 12: al suo posto c’è l’assegno unico universale. Il numero serve comunque, perché determina il coefficiente del plafond dell’art. 16-ter sugli oneri detraibili. È a carico il familiare con reddito complessivo fino a 2.840,51 €, elevato a 4.000 € per i figli fino a 24 anni.

Oneri detraibili al 19%

Visite, farmaci, ticket, dispositivi medici. Si detrae il 19% della parte che eccede 129,11 €: è la franchigia dell’art. 15, c. 1, lett. c) TUIR.

Interessi del mutuo prima casa, istruzione, assicurazioni vita e infortuni, attività sportive dei ragazzi, veterinarie, funebri, affitto degli studenti fuori sede. Senza franchigia, ma dentro il plafond dell’art. 16-ter.

Detrazioni IRPEF totali

2801,19 €

IRPEF lorda 7100,00 € → IRPEF netta 4298,81 €

IRPEF lorda

7100,00 €

Detrazioni effettivamente godute

2801,19 €

IRPEF netta

4298,81 €

Le detrazioni, voce per voce

Dettaglio delle detrazioni IRPEF spettanti con il riferimento normativo
VoceImporto
Detrazione per lavoro dipendente1801,19 €
Ulteriore detrazione per il lavoro dipendente1000,00 €
Coniuge a carico—
Figli a carico fra 21 e 30 anni (0)—
Ascendenti conviventi (0)—
Spese sanitarie al 19% (oltre la franchigia)—
Altre spese al 19%—
= Totale detrazioni2801,19 €

Inclusa l’ulteriore detrazione di 65,00 € prevista per la tua fascia di reddito, che spetta per intero e non si ragguaglia ai giorni.

Capienza: le detrazioni valgono solo fino a esaurire l’imposta

Le detrazioni trovano capienza: hai ancora 4298,81 € di IRPEF su cui scaricarne altre. Ogni 1.000 € di spesa detraibile al 19% in più ti farebbero risparmiare 190,00 €.

Con un’imposta azzerata non è dovuta nemmeno l’addizionale regionale, che si applica solo «se per lo stesso anno l’IRPEF risulta dovuta al netto delle detrazioni».

Come scende la detrazione al crescere del reddito

Scala dell’art. 13 TUIR per lavoro dipendente, anno intero, senza familiari a carico né spese.

Detrazione per tipologia di reddito e IRPEF netta al variare del reddito complessivo
Reddito complessivoDetrazione art. 13IRPEF netta
10.000 €1955,00 €345,00 €
15.000 €1955,00 €1495,00 €
20.000 €2642,21 €1957,79 €
25.000 €2184,53 €2565,47 €
28.000 €1975,00 €3465,00 €
35.000 €1367,24 €6757,76 €
45.000 €433,95 €11.616,05 €
60.000 €0,00 €18.000,00 €

Detrazioni IRPEF: come funzionano e quanto valgono davvero

Una detrazione si sottrae dall’imposta già calcolata, non dal reddito. È la differenza che conta: una deduzione di 1.000 € vale quanto la tua aliquota marginale — 33% nel tuo caso — mentre una detrazione al 19% su 1.000 € di spesa vale sempre 190 €, che tu guadagni 15.000 o 150.000 euro. Ma solo se hai abbastanza imposta da abbattere: è il limite della capienza, il vero protagonista di questo calcolo.

1. La detrazione per tipologia di reddito (art. 13 TUIR)

È la più grande e spetta in automatico, senza dover conservare nessuna ricevuta. Per il lavoro dipendente vale 1.955 € fino a 15.000 € di reddito complessivo, poi scende: 1.910 € più 1.190 × (28.000 − reddito) ÷ 13.000 fra 15.000 e 28.000 €, e 1.910 × (50.000 − reddito) ÷ 22.000 fra 28.000 e 50.000 €, azzerandosi a 50.000 €. Fra 25.000 e 35.000 € si aggiungono 65 €. Due dettagli pesano più di quanto sembri:

  • la detrazione è rapportata ai giorni di lavoro nell’anno, quindi chi è stato assunto a settembre ne prende circa un terzo;
  • chi ha un reddito fino a 15.000 € non può comunque scendere sotto 690 €, che diventano 1.380 € con un contratto a tempo determinato: è la clausola che salva i rapporti brevi.

Le pensioni hanno una scala propria (1.955 € fino a 8.500 €, poi decrescente) e il lavoro autonomo la più bassa (1.265 € fino a 5.500 €), che per di più non si ragguaglia ai giorni.

2. L’ulteriore detrazione per il lavoro dipendente (L. 207/2024)

Dal 2025 chi ha redditi di lavoro dipendente fra 20.000 e 32.000 € di reddito complessivo ha diritto a 1.000 € di ulteriore detrazione, che poi decresce linearmente fino ad azzerarsi a 40.000 € secondo la formula 1.000 × (40.000 − reddito) ÷ 8.000. Sotto i 20.000 € non è una detrazione ma una somma esente pari al 7,1%, 5,3% o 4,8% del reddito di lavoro a seconda della fascia: non abbatte l’imposta, si aggiunge alla busta. È la ragione per cui, poco sopra i 20.000 €, il netto fa un salto poco intuitivo.

3. I familiari a carico (art. 12 TUIR)

  • Coniuge non legalmente separato: fino a 800 € con redditi bassissimi, 690 € nella fascia centrale fra 15.000 e 40.000 €, poi decrescente fino ad azzerarsi a 80.000 €, con piccole maggiorazioni da 10 a 30 € in alcune fasce intorno ai 30.000 €.
  • Figli: 950 € per ciascun figlio di età fra 21 e 30 anni (senza limite d’età se con disabilità accertata), decrescente in proporzione a (95.000 − reddito) ÷ 95.000, con il limite aumentato di 15.000 € per ogni figlio dopo il primo. Per i figli sotto i 21 anni la detrazione non esiste più: è sostituita dall’assegno unico universale.
  • Ascendenti conviventi (genitori, nonni): 750 € ciascuno, per la parte corrispondente a (80.000 − reddito) ÷ 80.000.

È a carico chi ha un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 €, elevato a 4.000 € per i figli fino a 24 anni.

4. Gli oneri detraibili al 19% (art. 15 TUIR)

Sono le spese che tutti chiamano «detrazioni del 730»: sanitarie, interessi del mutuo per l’abitazione principale, istruzione, assicurazioni vita e infortuni, attività sportive dei ragazzi, spese veterinarie e funebri, affitto degli studenti fuori sede. Tre regole cambiano il risultato più di quanto si creda:

  • le spese sanitarie si detraggono solo per la parte che eccede 129,11 €: su 500 € di spese la detrazione è il 19% di 370,89 €, cioè 70,47 €, non 95 €;
  • oltre 120.000 € di reddito complessivo la detrazione decresce secondo il rapporto (240.000 − reddito) ÷ 120.000 e si azzera a 240.000 € (art. 15, c. 3-bis);
  • oltre 75.000 € l’art. 16-ter fissa un tetto complessivo agli oneri: 14.000 € fino a 100.000 € di reddito e 8.000 € oltre, moltiplicati per 0,50 senza figli a carico, 0,70 con un figlio, 0,85 con due e 1 con più di due o con un figlio con disabilità. Le spese sanitarie restano fuori da questo tetto.

La capienza: il motivo per cui una detrazione può valere zero

Le detrazioni IRPEF si possono usare solo fino a esaurire l’imposta lorda. Non generano rimborso, non diventano credito e non si riportano all’anno successivo: superata la soglia, ogni euro di spesa detraibile in più vale zero. Chi ha un reddito basso, o molti familiari a carico, si trova spesso in questa situazione — è il fenomeno dell’incapienza, e questo calcolatore te lo dice in cifra invece di lasciarti credere di aver diritto a uno sconto che non potrai usare. Quando capita, dove la legge lo consente conviene intestare la spesa al familiare che ha imposta capiente.

La capienza ha un effetto a catena: con l’IRPEF azzerata dalle detrazioni non è dovuta nemmeno l’addizionale regionale, che per il MEF si applica solo «se per lo stesso anno l’IRPEF risulta dovuta al netto delle detrazioni».

Detrazione, deduzione, credito d’imposta: tre cose diverse

  • Deduzione (art. 10 TUIR): abbassa il reddito imponibile. Vale quanto la tua aliquota marginale, quindi di più per i redditi alti. Contributi previdenziali, previdenza complementare, assegno al coniuge.
  • Detrazione (artt. 12, 13, 15, 16-ter): abbassa l’imposta. Vale la stessa cifra per tutti, ma solo fino a capienza.
  • Credito d’imposta e somme esenti: non abbattono nulla, si aggiungono. Sono erogati anche a chi non ha imposta.

Limiti dello strumento

Restano fuori le detrazioni con regole proprie che hanno pagine dedicate su questo sito: i bonus edilizi, l’ecobonus, il bonus mobili e il superbonus, insieme alle detrazioni per canoni di locazione e alle detrazioni regionali. Non sono applicati il trattamento integrativo, i crediti d’imposta e l’ulteriore riduzione degli oneri prevista per i redditi oltre 200.000 €. Per il conto completo dal reddito all’imposta netta, comprese le addizionali, usa il calcolatore IRPEF; per la busta paga mese per mese, il calcolatore dello stipendio netto. Il risultato definitivo resta quello del modello 730 o Redditi PF.

Fonti

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), artt. 11, 12, 13, 15 e 16-ter — testo vigente su Normattiva.
  • Legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, commi 4-7 (somma esente e ulteriore detrazione per il lavoro dipendente).
  • Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 3 (seconda aliquota IRPEF al 33%).
  • MEF — Dipartimento delle Finanze, «Addizionale regionale all’IRPEF: disciplina del tributo» (condizione di capienza).

Somma tutte le detrazioni IRPEF che ti spettano — quella per lavoro dipendente o pensione dell'art. 13, l'ulteriore detrazione della legge di bilancio 2025, coniuge, figli fra 21 e 30 anni, ascendenti conviventi, spese sanitarie e altri oneri al 19% — e le confronta con l'IRPEF lorda. Perché il numero che conta non è quanto ti spetta, ma quanto riesci davvero a usare: le detrazioni valgono solo fino a esaurire l'imposta e quello che avanza si perde.

Come calcolare le detrazioni fiscali per la casa

Stima la detrazione IRPEF e la quota annua per i principali bonus edilizi inserendo il tipo di intervento e la spesa sostenuta.

  1. 1

    Scegli il tipo di bonus

    Seleziona tra Ristrutturazione Edilizia, Ecobonus, Bonus Mobili, Superbonus, Bonus Verde o Bonus Barriere Architettoniche in base all'intervento effettuato.

  2. 2

    Inserisci le spese sostenute

    Digita l'importo totale delle spese pagate con bonifico parlante o carta; il calcolatore applica automaticamente il tetto massimo previsto per quel bonus.

  3. 3

    Leggi la detrazione totale e la quota annua

    Il risultato mostra la detrazione totale (spese ammesse × aliquota), la rata annua da indicare in 730 o Redditi PF per 10 anni (5 per le barriere), e il costo effettivo netto.

  4. 4

    Verifica la nota di riferimento normativo

    Sotto il riepilogo trovi la base normativa (es. Art. 16-bis TUIR per la ristrutturazione) e le condizioni specifiche: classe energetica, comunicazione ENEA, cessione credito ammessa o meno.

Domande frequenti

Quanto vale la detrazione per lavoro dipendente nel 2026?
1.955 € se il reddito complessivo non supera 15.000 €, con un minimo garantito di 690 € (1.380 € per i contratti a tempo determinato); fra 15.000 e 28.000 € è 1.910 € più 1.190 × (28.000 − reddito) ÷ 13.000; fra 28.000 e 50.000 € è 1.910 × (50.000 − reddito) ÷ 22.000 e si azzera a 50.000 €. Fra 25.000 e 35.000 € si aggiungono 65 €. L'importo è rapportato ai giorni di lavoro nell'anno: con 200 giorni e 30.000 € di reddito la detrazione scende da 1.736 € a 951 €.
Perché la detrazione delle spese mediche è più bassa del 19% che ho speso?
Perché le spese sanitarie si detraggono solo per la parte che eccede la franchigia di 129,11 € (art. 15, c. 1, lett. c, TUIR). Su 500 € di spese la detrazione è il 19% di 370,89 €, cioè 70,47 €, non 95 €. Sopra i 75.000 € di reddito interviene anche il tetto complessivo dell'art. 16-ter (14.000 € fino a 100.000 €, 8.000 € oltre, per un coefficiente legato ai figli a carico), dal quale però le spese sanitarie restano escluse.
Cosa succede se le detrazioni superano l'IRPEF che devo pagare?
La parte eccedente si perde. Le detrazioni IRPEF non generano rimborso, non diventano credito d'imposta e non si riportano all'anno successivo: una volta azzerata l'imposta, ogni euro di spesa detraibile in più vale zero. È l'incapienza, e questo calcolatore te la mostra in cifra. Quando capita, dove la legge lo consente conviene intestare la spesa al familiare che ha imposta capiente; con l'IRPEF azzerata non è dovuta nemmeno l'addizionale regionale.