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Pensione

Pensione Contributivo

Qui la domanda non è quanto prenderai ma quando potrai smettere.

Il tuo calcolo

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Periodi scoperti: disoccupazione non indennizzata, lavoro estero non riscattato, studi non riscattati.

Sesso (cambia solo l'anticipata ordinaria)
Oggi

60 anni e 3 mesi di età · 34 anni di contributi

Prima uscita utile: Pensione di vecchiaia, assegno dal 01 ottobre 2033.

Pensione di vecchiaia

La via ordinaria: 67 anni nel 2026, 20 anni di contributi di qualunque natura.

In attesa

Requisito anagrafico

67 anni e 3 mesi

Requisito contributivo

20 anni

Maturazione

15 settembre 2033

Primo assegno

01 ottobre 2033

Mancano 7 anni di età: a frenare è l'età anagrafica.

Pensione anticipata ordinaria

Solo contributi, a qualunque età: nel 2026 servono 42 anni e 10 mesi, qualche mese in più se maturi dopo.

In attesa

Requisito anagrafico

nessuno

Requisito contributivo

43 anni e 1 mese

Maturazione

01 ottobre 2035

Primo assegno

01 gennaio 2036

Mancano 9 anni e 1 mese di contributi: a frenare sono i contributi.

I requisiti anno per anno

Requisiti pensionistici 2026-2028
AnnoVecchiaiaAnticipata uominiAnticipata donneAnticipata contributivaPrecoci
202667 anni42 a. e 10 m.41 a. e 10 m.64 anni + 20 anni41 anni
202767 a. e 1 m.42 a. e 11 m.41 a. e 11 m.64 a. e 1 m. + 20 a. e 1 m.41 a. e 1 m.
dal 202867 a. e 3 m.43 a. e 1 m.42 a. e 1 m.64 a. e 3 m. + 20 a. e 3 m.41 a. e 3 m.

Quando si matura il diritto, e quando arriva davvero il primo assegno

Sono due date diverse, e confonderle costa mesi di stipendio. La maturazione è il giorno in cui si possiedono tutti i requisiti; la decorrenza è quella da cui l'INPS paga. Per la vecchiaia l'assegno parte dal primo giorno del mese successivo; per tutte le forme anticipate si applica la cosiddetta finestra mobile: «il trattamento pensionistico anticipato decorre trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei predetti requisiti» (INPS, circolare 28 del 16 marzo 2026).

Che cosa cambia fra il 2026 e il 2028

Il decreto direttoriale MEF-Lavoro del 19 dicembre 2025 ha disposto un aumento di tre mesi legato alla speranza di vita. La legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025, art. 1, c. 185) lo ha spalmato: un solo mese nel 2027 e i tre mesi pieni dal 2028. Chi matura entro il 2026 non è toccato. Lo strumento qui sopra applica lo scatto dell'anno in cui la tua data cade, non quello di oggi.

Le vie di uscita del sistema contributivo

Chi ha il primo accredito dal 1° gennaio 1996 — i «contributivi puri» — ha due porte in più, ed è per questo che la casella va spuntata con attenzione: l'anticipata a 64 anni con 20 di contributi e la vecchiaia a 71 anni con soli 5 anni di contribuzione effettiva. La prima chiede però che l'assegno superi una soglia di importo e resta tetto a cinque volte il trattamento minimo fino all'età di vecchiaia: è un vincolo che taglia fuori molte carriere discontinue.

Che cosa questo strumento non fa

  • Non conteggia Quota 103, Opzione donna e APE sociale: sono misure a scadenza annuale e i requisiti 2026 non sono stati verificati qui su fonte primaria.
  • Non applica le esclusioni dall'adeguamento previste per lavori gravosi e usuranti, né i regimi del comparto difesa e sicurezza, che seguono tabelle proprie.
  • Non conosce i tuoi contributi reali: legge una data di inizio e i buchi che dichiari. Il conteggio ufficiale è nell'estratto conto contributivo INPS, e la simulazione istituzionale gratuita è «Pensami».

Fonti

  • Legge 8 agosto 1995, n. 335, art. 1 (cc. 6, 8, 9, 10 e 41): Normattiva, testo vigente consultato il 16/09/2026. Tabella F nel testo pubblicato dal Ministero del Lavoro.
  • Coefficienti di trasformazione: DM 20/11/2024 — biennio 2025-2026.
  • INPS, circolare n. 28 del 16 marzo 2026, requisiti adeguati alla speranza di vita per il biennio 2027-2028: testo della circolare (PDF), 16/09/2026.
  • INPS, circolare n. 153 del 19 dicembre 2025 e Allegato n. 2 (PDF): trattamento minimo 611,85 €/mese, assegno sociale 546,24 €/mese, importi della Tabella F per il 2026. Circolare (PDF), 16/09/2026.
  • D.lgs. 19 giugno 2026, n. 117, testo unico delle imposte sui redditi (artt. 11, 12 e 13), in vigore dal 4 luglio 2026: Normattiva, 16/09/2026.
  • D.l. 6 dicembre 2011, n. 201, art. 24 (cc. 7 e 11), soglie di importo del sistema contributivo: Normattiva, 16/09/2026.
  • Legge 21 luglio 1965, n. 903, art. 22, aliquote ai superstiti: Normattiva, 16/09/2026.
  • D.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, art. 8, c. 4, deducibilità di 5.164,57 €: Normattiva, 16/09/2026.
  • INPS, scheda informativa «Il calcolo della pensione» (ultimo aggiornamento 3 luglio 2025): sistema retributivo, misto e contributivo, quota A e quota B, anzianità utile «fino a un massimo di 40 anni», aliquota di rendimento «pari al 2% annuo». Consultata il 22/09/2026.
  • Aliquote di rendimento oltre il massimale: art. 21, c. 6, della legge 11 marzo 1988, n. 67 (Gazzetta Ufficiale), tabella sostituita dall'art. 12, c. 1, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503: 1,6 % · 1,35 % · 1,10 % · 0,90 %. Il 2 % sotto il massimale: art. 17, c. 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724. Consultate il 22/09/2026.
  • Prima fascia di retribuzione pensionabile 2026, 56.224,00 €: INPS, circolare n. 6 del 30 gennaio 2026 (PDF), § sull'aliquota aggiuntiva dell'1 % e nota 10, che la identifica con il limite dell'art. 21, c. 6, della legge 67/1988. Consultata il 22/09/2026.
  • Aliquote di rendimento della quota A (anzianità anteriore al 1° gennaio 1993): art. 13, c. 1, lett. a) e b), del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503 — quella quota si calcola «secondo la normativa vigente precedentemente alla data anzidetta», quindi con la tabella originaria della legge 67/1988 (1,50 % · 1,25 % · 1,00 %), mentre la tabella dell'art. 12 vale per l'anzianità dal 1993. Testo del decreto e tabella originaria letti nella raccolta coordinata in PDF di FBK-IRVAPP il 22/09/2026; la nota del curatore che ne trae la stessa conclusione non è testo di legge, l'art. 13 sì. La scheda INPS qui sopra espone una sola regola di rendimento e non distingue le due tabelle.

Stima a scopo informativo, non un provvedimento né una consulenza previdenziale. L'importo e la data effettivi dipendono dalla posizione assicurativa reale: vanno verificati sull'estratto conto contributivo INPS, con il servizio «La mia pensione futura» o presso un patronato.

Inserisci data di nascita e data del primo contributo e lo strumento verifica tutte le vie di uscita aperte per te — vecchiaia, anticipata ordinaria, anticipata contributiva a 64 anni, vecchiaia a 71 con soli 5 anni, lavoratori precoci — restituendo per ciascuna la data in cui maturi il requisito e quella in cui arriva davvero il primo assegno. I requisiti crescono nel tempo: viene applicato lo scatto dell'anno in cui la tua data cade, non quello di oggi.

Avvertenza

Il risultato è una stima basata su parametri standard e non rappresenta un calcolo ufficiale. Per importi vincolanti consulta i canali ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS, banca) o un commercialista o CAF.

Come calcolare quando andrai in pensione

Verifica in pochi passaggi quando maturi i requisiti delle diverse opzioni di pensionamento e la data di decorrenza effettiva.

  1. 1

    Inserisci la data di nascita

    Serve a calcolare la tua età attuale e la data in cui raggiungerai i requisiti anagrafici, ad esempio i 67 anni della pensione di vecchiaia.

  2. 2

    Indica la data del primo contributo

    Il calcolatore conta i mesi di contribuzione da quella data a oggi per stimare l'anzianità contributiva maturata e proiettare quando raggiungerai i requisiti.

  3. 3

    Aggiungi eventuali buchi contributivi

    Indica gli anni senza versamenti (estero non riscattato, disoccupazione non indennizzata): vengono sottratti dall'anzianità e spostano in avanti la data di pensionamento.

  4. 4

    Seleziona il sesso

    I requisiti dell'anticipata differiscono (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 e 10 per le donne) e Opzione donna è riservata alle lavoratrici.

  5. 5

    Leggi maturazione e decorrenza

    Per ogni opzione vedi la data in cui maturi i requisiti e quella di decorrenza effettiva della pensione, dopo l'attesa della finestra mobile.

Domande frequenti

Quali requisiti servono per la pensione nel 2026, e come cambiano dopo?
Nel 2026 la vecchiaia chiede 67 anni e 20 anni di contributi; l'anticipata ordinaria 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, a qualunque età. Dal 2027 scatta l'adeguamento alla speranza di vita, che la legge di Bilancio 2026 ha spalmato in un solo mese nel 2027 e tre mesi pieni dal 2028: la vecchiaia arriva a 67 anni e 3 mesi, l'anticipata a 43 anni e 1 mese (uomini) e 42 anni e 1 mese (donne).
Che differenza c'è fra maturazione e decorrenza?
La maturazione è il giorno in cui possiedi tutti i requisiti; la decorrenza è quella da cui l'INPS paga, e può arrivare parecchio dopo. Per la pensione di vecchiaia l'assegno parte dal primo giorno del mese successivo alla maturazione. Per tutte le forme anticipate si applica invece la finestra mobile: «il trattamento pensionistico anticipato decorre trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei predetti requisiti». Confondere le due date significa programmare le dimissioni con un trimestre di anticipo sullo stipendio.
Che cosa cambia se il mio primo contributo è successivo al 1996?
Cambia parecchio, in meglio e in peggio. Chi è interamente nel sistema contributivo ha due porte di uscita in più: l'anticipata a 64 anni con 20 anni di contributi e la vecchiaia a 71 anni con soli 5 anni di contribuzione effettiva. La prima però chiede che la prima rata mensile arrivi a 3 volte l'assegno sociale (2,8 volte per le donne con un figlio, 2,6 con due o più) e resta limitata a 5 volte il trattamento minimo fino all'età di vecchiaia: un vincolo che esclude molte carriere discontinue.

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