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Pensione

Pensione Netta

Sulla pensione non si versano contributi previdenziali: il prelievo è tutto fiscale, e la detrazione che spetta non è quella del lavoratore dipendente ma quella dei redditi di pensione, con una curva sua.

Il tuo calcolo

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Familiari a carico

Per i figli sotto i 21 anni non spetta la detrazione dell'art. 12 ma l'assegno unico universale, che non passa dal cedolino della pensione.

Netto in tasca, mese ordinario

1429,41 €

su 1800,00 € lordi

Netto annuo

18.538,91 €

prelievo complessivo 20,77 %

Reddito complessivo23.400,00 €
Contributi previdenzialinessuno
IRPEF lorda5382,00 €
Detrazione per redditi di pensione− 995,93 €
IRPEF netta4386,07 €
Addizionale regionale287,82 €
Addizionale comunale187,20 €
Totale trattenute4861,09 €

Scaglione per scaglione

Dettaglio dell'IRPEF per scaglione
ScaglioneAliquotaImponibileImposta
0 € – 28.000 €23 %23.400,00 €5382,00 €

La tredicesima

Lorda 1800,00 €, IRPEF all'aliquota marginale 23 % pari a 414,00 €, netta 1386,00 €. Sulla mensilità aggiuntiva il sostituto non applica le detrazioni, già ripartite sui dodici mesi, né le addizionali, che sono trattenute a rate: per questo la tredicesima è proporzionalmente più tassata.

Perché il netto della pensione non si calcola come quello dello stipendio

Sulla pensione non si versano contributi previdenziali: il prelievo è solo fiscale. In compenso la detrazione che spetta non è quella da lavoro dipendente ma quella dei redditi di pensione, che ha una curva diversa — la no tax area si ferma a 8.500 € e l'importo scende già a 700 € a 28.000 € di reddito. Le due forze si compensano: a parità di lordo il pensionato netta meno del lavoratore fino a circa 35.000 € l'anno, e più sopra quella soglia, dove pesa di più il contributo che non versa.

Le voci del cedolino, una per una

  • IRPEF per scaglioni: 23 % fino a 28.000 €, 33 % fino a 50.000 €, 43 % oltre.
  • Detrazione per redditi di pensione: 1.955 € fino a 8.500 € di reddito complessivo, con un minimo effettivo di 713 €; poi decresce fino ad azzerarsi a 50.000 €. Fra 25.000 e 29.000 € si aggiungono 50 €.
  • Addizionale regionale e comunale: dovute solo se l'IRPEF, al netto delle detrazioni, risulta dovuta. Le aliquote cambiano da regione a regione e da comune a comune: qui sono campi modificabili, con l'aliquota regionale di base e il tetto comunale come valori di partenza. Molti comuni prevedono anche una soglia di esenzione.

Perché in questa pagina si leggono due soglie, 7.500 e 8.500

Sono due regole diverse, ed è normale che convivano. I 7.500 € vengono dall'art. 11, comma 2 del TUIR: se nell'anno concorrono soltanto redditi di pensione non superiori a quella cifra, goduti per l'intero anno, l'imposta non è proprio dovuta — è un'esclusione a monte, non una detrazione. Gli 8.500 € sono invece il primo scalino della detrazione per redditi di pensione (art. 13, comma 3): fino a lì la detrazione vale 1.955 €, che moltiplicati per l'aliquota del primo scaglione danno 8.500 × 23% = 1.955 €, cioè esattamente l'imposta lorda. Il risultato è lo stesso — non si paga — ma per una strada diversa, e con un presupposto più largo, perché la detrazione spetta anche a chi ha altri redditi.

Il caso dell'incapienza

Se le detrazioni superano l'IRPEF lorda, la parte eccedente si perde: non diventa un credito e non viene rimborsata. È la situazione tipica delle pensioni minime, che infatti restano di fatto esenti.

Che cosa resta fuori

Non sono considerate le trattenute non fiscali che possono comparire sul cedolino: cessioni del quinto, recuperi di indebiti, quote associative, il contributo di solidarietà sulle pensioni più alte. Nemmeno la «somma aggiuntiva» di luglio per i pensionati con almeno 64 anni e redditi bassi, che per legge non costituisce reddito ai fini fiscali.

Fonti

  • Legge 8 agosto 1995, n. 335, art. 1 (cc. 6, 8, 9, 10 e 41): Normattiva, testo vigente consultato il 16/09/2026. Tabella F nel testo pubblicato dal Ministero del Lavoro.
  • Coefficienti di trasformazione: DM 20/11/2024 — biennio 2025-2026.
  • INPS, circolare n. 28 del 16 marzo 2026, requisiti adeguati alla speranza di vita per il biennio 2027-2028: testo della circolare (PDF), 16/09/2026.
  • INPS, circolare n. 153 del 19 dicembre 2025 e Allegato n. 2 (PDF): trattamento minimo 611,85 €/mese, assegno sociale 546,24 €/mese, importi della Tabella F per il 2026. Circolare (PDF), 16/09/2026.
  • D.lgs. 19 giugno 2026, n. 117, testo unico delle imposte sui redditi (artt. 11, 12 e 13), in vigore dal 4 luglio 2026: Normattiva, 16/09/2026.
  • D.l. 6 dicembre 2011, n. 201, art. 24 (cc. 7 e 11), soglie di importo del sistema contributivo: Normattiva, 16/09/2026.
  • Legge 21 luglio 1965, n. 903, art. 22, aliquote ai superstiti: Normattiva, 16/09/2026.
  • D.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, art. 8, c. 4, deducibilità di 5.164,57 €: Normattiva, 16/09/2026.
  • INPS, scheda informativa «Il calcolo della pensione» (ultimo aggiornamento 3 luglio 2025): sistema retributivo, misto e contributivo, quota A e quota B, anzianità utile «fino a un massimo di 40 anni», aliquota di rendimento «pari al 2% annuo». Consultata il 22/09/2026.
  • Aliquote di rendimento oltre il massimale: art. 21, c. 6, della legge 11 marzo 1988, n. 67 (Gazzetta Ufficiale), tabella sostituita dall'art. 12, c. 1, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503: 1,6 % · 1,35 % · 1,10 % · 0,90 %. Il 2 % sotto il massimale: art. 17, c. 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724. Consultate il 22/09/2026.
  • Prima fascia di retribuzione pensionabile 2026, 56.224,00 €: INPS, circolare n. 6 del 30 gennaio 2026 (PDF), § sull'aliquota aggiuntiva dell'1 % e nota 10, che la identifica con il limite dell'art. 21, c. 6, della legge 67/1988. Consultata il 22/09/2026.
  • Aliquote di rendimento della quota A (anzianità anteriore al 1° gennaio 1993): art. 13, c. 1, lett. a) e b), del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503 — quella quota si calcola «secondo la normativa vigente precedentemente alla data anzidetta», quindi con la tabella originaria della legge 67/1988 (1,50 % · 1,25 % · 1,00 %), mentre la tabella dell'art. 12 vale per l'anzianità dal 1993. Testo del decreto e tabella originaria letti nella raccolta coordinata in PDF di FBK-IRVAPP il 22/09/2026; la nota del curatore che ne trae la stessa conclusione non è testo di legge, l'art. 13 sì. La scheda INPS qui sopra espone una sola regola di rendimento e non distingue le due tabelle.

Stima a scopo informativo, non un provvedimento né una consulenza previdenziale. L'importo e la data effettivi dipendono dalla posizione assicurativa reale: vanno verificati sull'estratto conto contributivo INPS, con il servizio «La mia pensione futura» o presso un patronato.

Qui inserisci il lordo mensile o annuo e ottieni il netto del mese ordinario, il netto della tredicesima, il dettaglio scaglione per scaglione e le due addizionali, che puoi correggere con le aliquote della tua regione e del tuo comune. Sono previsti anche i familiari a carico e il caso in cui le detrazioni superino l'imposta.

Avvertenza

Il risultato è una stima basata su parametri standard e non rappresenta un calcolo ufficiale. Per importi vincolanti consulta i canali ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS, banca) o un commercialista o CAF.

Come calcolare la pensione netta dal lordo INPS

Segui questi passaggi per ottenere la stima della pensione netta mensile con il calcolatore.

  1. 1

    Inserisci la pensione lorda mensile

    Digita nel campo «Pensione Lorda Mensile» l'importo che trovi sul tuo cedolino INPS al lordo di tutte le ritenute, ad esempio 2.000 €.

  2. 2

    Scegli il numero di mensilità

    Seleziona 13 se ricevi la tredicesima INPS (quasi sempre il caso), oppure 12 se stai calcolando su base annua senza tredicesima.

  3. 3

    Seleziona la tua regione

    Scegli la regione di residenza fiscale dal menù a tendina: il calcolatore applica automaticamente l'aliquota dell'addizionale regionale 2026 corrispondente.

  4. 4

    Aggiungi eventuali deduzioni (facoltativo)

    Se hai spese deducibili (contributi previdenziali integrativi, ecc.) inseriscine il totale annuo nel campo «Deduzioni» per ridurre il reddito imponibile.

  5. 5

    Leggi il risultato

    Il calcolatore mostra la pensione netta mensile, il netto annuo e l'aliquota effettiva, con il dettaglio di IRPEF lorda, detrazione pensionati, IRPEF netta e addizionali.

Domande frequenti

Quanto si paga di tasse sulla pensione?
Solo IRPEF e addizionali: nessun contributo previdenziale. Gli scaglioni sono 23 % fino a 28.000 €, 33 % fino a 50.000 € e 43 % oltre. Da lì si sottrae la detrazione per redditi di pensione, che vale 1.955 € fino a 8.500 € di reddito complessivo e scende progressivamente fino ad azzerarsi a 50.000 €, con 50 € in più fra 25.000 e 29.000 €. Su 1.800 € lordi al mese per 13 mensilità il prelievo complessivo è intorno al 21 %.
Perché la tredicesima è tassata di più?
Perché sulla mensilità aggiuntiva il sostituto d'imposta applica soltanto l'IRPEF all'aliquota marginale, senza le detrazioni — che sono già state ripartite sui dodici mesi ordinari — e senza le addizionali, che vengono trattenute a rate durante l'anno. Il lordo è lo stesso di un mese normale, ma il netto è più basso: lo strumento lo calcola separatamente e te lo mostra accanto al mese ordinario.
Le pensioni minime pagano l'IRPEF?
Di fatto no. Se le detrazioni superano l'imposta lorda la differenza si perde, non diventa un credito e non viene rimborsata: è l'incapienza, e lo strumento la segnala in chiaro. Inoltre l'imposta non è proprio dovuta quando concorrono «soltanto redditi di pensione non superiori a euro 7.500, goduti per l'intero anno». Le addizionali regionale e comunale, poi, sono dovute solo se l'IRPEF al netto delle detrazioni risulta dovuta.

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