Pensione
Questa è la domanda che porta qui la maggior parte delle persone: quanto prenderò di pensione.
Il tuo calcolo
Modifica i dati e confronta2948 €
13 mensilità · 38.321 € l'anno
2159 €
prelievo 26,8 % · IRPEF più addizionali di base
Il montante di partenza è stimato in 107.546 €: RAL × 33 % per ciascuno dei 10 anni contributivi — quelli dal 1996 a oggi, perché prima di allora il montante non si formava —, rivalutato al 1,5 % annuo fino a oggi. Ipotizza una carriera piatta. Il valore vero è sull'estratto conto contributivo del portale INPS: inseriscilo qui sopra e la stima cambia di categoria.
Se esci più tardi
Rimandare l'uscita alza due cose insieme: il montante (un anno di contributi in più, più la rivalutazione) e il coefficiente di trasformazione, che cresce con l'età.
| Esco a | Coeff. | Montante | Lorda/mese | Netta/mese | Sostituz. |
|---|---|---|---|---|---|
| 57 anni | 4,204 % | 451.439 € | 1460 € | 1193 € | 46 % |
| 58 anni | 4,308 % | 472.153 € | 1565 € | 1265 € | 48 % |
| 59 anni | 4,419 % | 493.388 € | 1677 € | 1342 € | 51 % |
| 60 anni | 4,536 % | 515.153 € | 1797 € | 1424 € | 54 % |
| 61 anni | 4,661 % | 537.460 € | 1927 € | 1517 € | 57 % |
| 62 anni | 4,795 % | 560.320 € | 2067 € | 1613 € | 60 % |
| 63 anni | 4,936 % | 583.746 € | 2216 € | 1711 € | 63 % |
| 64 anni | 5,088 % | 607.748 € | 2379 € | 1807 € | 67 % |
| 65 anni | 5,250 % | 632.338 € | 2554 € | 1916 € | 71 % |
| 66 anni | 5,423 % | 657.530 € | 2743 € | 2033 € | 75 % |
| 67 anni | 5,608 % | 683.335 € | 2948 € | 2159 € | 79 % |
| 68 anni | 5,808 % | 709.767 € | 3171 € | 2297 € | 84 % |
| 69 anni | 6,024 % | 736.837 € | 3414 € | 2447 € | 89 % |
| 70 anni | 6,258 % | 764.560 € | 3680 € | 2612 € | 95 % |
| 71 anni | 6,510 % | 792.949 € | 3971 € | 2783 € | 101 % |
Se la rivalutazione va diversamente
Prudente
rivalutazione 0,5 %/anno
2440 €/mese
montante 565.558 €
Centrale
rivalutazione 1,5 %/anno
2948 €/mese
montante 683.335 €
Favorevole
rivalutazione 2,5 %/anno
3595 €/mese
montante 833.317 €
Il montante anno per anno
| Anno | Età | RAL | Contributo | Rivalutazione | Montante |
|---|---|---|---|---|---|
| 2026 | 35 | 30.000 € | — | — | 107.546 € |
| 2027 | 36 | 30.450 € | 10.049 € | 1613 € | 119.208 € |
| 2028 | 37 | 30.907 € | 10.199 € | 1788 € | 131.195 € |
| 2029 | 38 | 31.370 € | 10.352 € | 1968 € | 143.515 € |
| 2030 | 39 | 31.841 € | 10.507 € | 2153 € | 156.176 € |
| 2031 | 40 | 32.319 € | 10.665 € | 2343 € | 169.183 € |
| 2032 | 41 | 32.803 € | 10.825 € | 2538 € | 182.546 € |
| 2033 | 42 | 33.295 € | 10.987 € | 2738 € | 196.272 € |
| 2034 | 43 | 33.795 € | 11.152 € | 2944 € | 210.368 € |
Come si calcola davvero la pensione contributiva
Nel sistema contributivo la pensione non dipende dall'ultimo stipendio ma da quanto si è versato in tutta la carriera. Ogni anno una quota della retribuzione imponibile — il 33 % per i dipendenti, il 20 % per gli autonomi iscritti all'INPS (art. 1, c. 10, legge 335/1995) — si somma a un salvadanaio virtuale, il montante contributivo. Alla fine il montante si moltiplica per un coefficiente di trasformazione che dipende dall'età a cui si esce, e si ottiene la pensione lorda annua.
Due dettagli che quasi nessun calcolatore rispetta e che qui sono implementati alla lettera. Primo: la rivalutazione annuale si applica al saldo esistente, «con esclusione della contribuzione dello stesso anno» (art. 1, c. 8). Secondo: il coefficiente non salta di anno in anno, viene «adeguato con un incremento pari al prodotto tra un dodicesimo della differenza» fra il coefficiente dell'età superiore e quello dell'età inferiore «ed il numero dei mesi» (art. 1, c. 6). Uscire a 67 anni e 6 mesi vale 5,708 %, non 5,608 %.
Quasi nessuno prende una pensione solo contributiva
Il montante e il coefficiente descrivono per intero la pensione di chi ha cominciato a versare dal 1° gennaio 1996. Chi aveva già anche un solo contributo prima di quella data prende una pensione mista: una quota retributiva per l'anzianità vecchia, più la quota contributiva per quella nuova. Il confine dipende da una soglia sola, i diciotto anni di contributi al 31 dicembre 1995: chi non li aveva resta nel retributivo fino al 1995 e passa al contributivo dal 1996 (art. 1, c. 12, legge 335/1995); chi li aveva resta nel retributivo fino al 31 dicembre 2011, perché solo da lì «la quota di pensione corrispondente a tali anzianità è calcolata secondo il sistema contributivo» (art. 24, c. 2, del decreto legge 201/2011).
La quota retributiva non nasce da un salvadanaio ma da una proporzione: retribuzione pensionabile × aliquota di rendimento × anni di anzianità. L'aliquota vale il 2 % per ogni anno — quaranta anni fanno l'80 % della retribuzione pensionabile, e quaranta è anche il tetto dell'anzianità utile — ma solo fino al limite della prima fascia di retribuzione pensionabile, che per il 2026 l'INPS ha fissato a 56.224,00 €. Sopra quella soglia il rendimento decresce per scaglioni: 1,60 % fino a +33 %, 1,35 % fino a +66 %, 1,10 % fino a +90 %, 0,90 % oltre. Sono i numeri della tabella dell'articolo 21, comma 6, della legge 67/1988, nel testo sostituito dall'articolo 12 del decreto legislativo 503/1992, e valgono per l'anzianità dal 1° gennaio 1993 in poi: sull'anzianità precedente — la quota A — resta in vigore la tabella originaria della legge 67/1988, cioè 1,50 %, 1,25 % e 1,00 % su tre sole fasce, perché l'articolo 13, comma 1, dello stesso decreto conserva «la normativa vigente precedentemente» a quella data. In tutti e due i casi è il motivo per cui una retribuzione alta rende, in pensione, molto meno di quanto ci si aspetti.
L'unico dato che questo strumento non può procurarti è proprio la retribuzione pensionabile: è la media delle tue retribuzioni degli ultimi anni, rivalutata con gli indici ISTAT, e nessuna fonte pubblica la contiene. Per questo è un campo che compili tu, con l'indicazione di dove leggerla. Se lo lasci vuoto viene usata la RAL attuale, che è un'approssimazione prudente e viene dichiarata come tale invece di essere spacciata per il dato vero.
Che cosa muove davvero il risultato
- Il tasso di capitalizzazione non è un tasso di mercato: è la variazione media quinquennale del PIL nominale calcolata dall'ISTAT (art. 1, c. 9), e non può mai essere inferiore a uno. Nessuno può prevederlo: per questo qui trovi tre scenari a ±1 punto invece di un numero solo.
- L'età di uscita agisce due volte: aggiunge contributi e alza il coefficiente. Fra 62 e 67 anni il coefficiente passa da 4,795 % a 5,608 %, cioè +17 % sull'assegno a parità di montante.
- La continuità: un anno senza versamenti non si recupera più, perché perde anche tutte le rivalutazioni successive.
Perché la cifra in euro va letta con prudenza
L'importo mostrato è in euro nominali dell'anno di pensionamento. Con il 2 % di inflazione, in trent'anni il potere d'acquisto di una stessa cifra si riduce quasi alla metà: la riga «valore in euro di oggi» serve esattamente a questo confronto. Per il dato ufficiale sui contributi già versati usa l'estratto conto contributivo e il servizio «La mia pensione futura» sul portale INPS, che parte dalla tua posizione reale.
Fonti
- Legge 8 agosto 1995, n. 335, art. 1 (cc. 6, 8, 9, 10 e 41): Normattiva, testo vigente consultato il 16/09/2026. Tabella F nel testo pubblicato dal Ministero del Lavoro.
- Coefficienti di trasformazione: DM 20/11/2024 — biennio 2025-2026.
- INPS, circolare n. 28 del 16 marzo 2026, requisiti adeguati alla speranza di vita per il biennio 2027-2028: testo della circolare (PDF), 16/09/2026.
- INPS, circolare n. 153 del 19 dicembre 2025 e Allegato n. 2 (PDF): trattamento minimo 611,85 €/mese, assegno sociale 546,24 €/mese, importi della Tabella F per il 2026. Circolare (PDF), 16/09/2026.
- D.lgs. 19 giugno 2026, n. 117, testo unico delle imposte sui redditi (artt. 11, 12 e 13), in vigore dal 4 luglio 2026: Normattiva, 16/09/2026.
- D.l. 6 dicembre 2011, n. 201, art. 24 (cc. 7 e 11), soglie di importo del sistema contributivo: Normattiva, 16/09/2026.
- Legge 21 luglio 1965, n. 903, art. 22, aliquote ai superstiti: Normattiva, 16/09/2026.
- D.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, art. 8, c. 4, deducibilità di 5.164,57 €: Normattiva, 16/09/2026.
- INPS, scheda informativa «Il calcolo della pensione» (ultimo aggiornamento 3 luglio 2025): sistema retributivo, misto e contributivo, quota A e quota B, anzianità utile «fino a un massimo di 40 anni», aliquota di rendimento «pari al 2% annuo». Consultata il 22/09/2026.
- Aliquote di rendimento oltre il massimale: art. 21, c. 6, della legge 11 marzo 1988, n. 67 (Gazzetta Ufficiale), tabella sostituita dall'art. 12, c. 1, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503: 1,6 % · 1,35 % · 1,10 % · 0,90 %. Il 2 % sotto il massimale: art. 17, c. 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724. Consultate il 22/09/2026.
- Prima fascia di retribuzione pensionabile 2026, 56.224,00 €: INPS, circolare n. 6 del 30 gennaio 2026 (PDF), § sull'aliquota aggiuntiva dell'1 % e nota 10, che la identifica con il limite dell'art. 21, c. 6, della legge 67/1988. Consultata il 22/09/2026.
- Aliquote di rendimento della quota A (anzianità anteriore al 1° gennaio 1993): art. 13, c. 1, lett. a) e b), del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503 — quella quota si calcola «secondo la normativa vigente precedentemente alla data anzidetta», quindi con la tabella originaria della legge 67/1988 (1,50 % · 1,25 % · 1,00 %), mentre la tabella dell'art. 12 vale per l'anzianità dal 1993. Testo del decreto e tabella originaria letti nella raccolta coordinata in PDF di FBK-IRVAPP il 22/09/2026; la nota del curatore che ne trae la stessa conclusione non è testo di legge, l'art. 13 sì. La scheda INPS qui sopra espone una sola regola di rendimento e non distingue le due tabelle.
Stima a scopo informativo, non un provvedimento né una consulenza previdenziale. L'importo e la data effettivi dipendono dalla posizione assicurativa reale: vanno verificati sull'estratto conto contributivo INPS, con il servizio «La mia pensione futura» o presso un patronato.
Lo strumento costruisce il montante contributivo anno per anno partendo dalla RAL e dai contributi già versati, poi lo moltiplica per il coefficiente di trasformazione dell'età a cui pensi di uscire e mostra sia il lordo sia il netto del cedolino. Accanto trovi il confronto fra tutte le età di uscita, tre scenari di rivalutazione e il valore della stessa cifra in euro di oggi.
Quanto prenderò di pensione?
La pensione contributiva si ottiene moltiplicando il montante contributivo — la somma rivalutata di tutti i contributi versati, accantonati al 33 % della retribuzione per i dipendenti e al 20 % per gli autonomi INPS — per il coefficiente di trasformazione corrispondente all'età di uscita, che nel biennio 2025-2026 va da 4,204 % a 57 anni fino a 6,510 % a 71 anni (DM 20 novembre 2024). Il risultato è l'importo lordo annuo, da dividere per 13 mensilità; su quella cifra si pagano poi IRPEF e addizionali, senza alcuna trattenuta previdenziale.
Avvertenza
Il risultato è una stima basata su parametri standard e non rappresenta un calcolo ufficiale. Per importi vincolanti consulta i canali ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS, banca) o un commercialista o CAF.
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Domande frequenti
Come si calcola la pensione con il sistema contributivo?
Perché la mia stima è più bassa di quella che mi aspettavo?
Quanto guadagno se vado in pensione un anno più tardi?
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