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Edilizia e Casa

Rivalutazione ISTAT del canone d'affitto

Il calcolatore determina il nuovo canone mensile dopo l'aggiornamento ISTAT, applicando la formula: aumento = canone × (variazione ISTAT × quota applicata) / 10.000.

Il tuo calcolo

Modifica i dati e confronta
Nuovo canone aggiornato

709,45 €/mese

aumento circa 9,45 € al mese

Come si rivaluta il canone d'affitto

L'aggiornamento si basa sulla variazione ISTAT dei prezzi al consumo, applicata in genere al 75% (quota tipica per le abitazioni) sul canone in corso.

Quando si applica

Va richiesto dal locatore (in molti contratti annualmente) e non e automatico; con cedolare secca durante l'opzione non si applica.

Riferimento

Si usa l'indice ISTAT del periodo previsto dal contratto.

Stima sui valori inseriti. Indice, quota e applicabilita reali dipendono dal contratto e dalla normativa.

Per i contratti abitativi liberi la quota tipicamente concordata è il 75% dell'indice, per consolidata prassi contrattuale. Con un canone di 700 €, una variazione ISTAT dell'1,8% e quota al 75%, l'aumento è 9,45 €/mese, portando il canone a 709,45 €. Lo strumento è utile a proprietari e inquilini che devono verificare correttamente il proprio contratto.

Come calcolare la rivalutazione ISTAT del canone d'affitto

Inserisci i tre parametri del tuo contratto per ottenere in un istante il nuovo canone mensile aggiornato.

  1. 1

    Inserisci il canone mensile attuale

    Digita l'importo mensile lordo attualmente in vigore nel tuo contratto, espresso in euro (es. 700 €).

  2. 2

    Inserisci la variazione ISTAT

    Riporta la variazione percentuale dell'indice FOI comunicata dall'ISTAT per il periodo previsto dal contratto (es. 1,8%).

  3. 3

    Imposta la quota applicata

    Indica la percentuale della variazione ISTAT da applicare: solitamente 75% per i contratti abitativi liberi, secondo la prassi contrattuale italiana.

  4. 4

    Leggi i risultati

    Il calcolatore mostra l'aumento mensile in euro e il nuovo canone aggiornato, pronti da comunicare all'inquilino per iscritto.

Domande frequenti

Come si calcola l'aumento ISTAT del canone d'affitto?
La formula è: aumento = canone × (variazione ISTAT% × quota applicata%) / 10.000. Con un canone di 800 €, variazione ISTAT 2% e quota 75%, l'aumento è 800 × (2 × 75) / 10.000 = 800 × 150 / 10.000 = 12 €/mese. Il nuovo canone diventa 812 €/mese.
Perché la quota applicata è di solito il 75% e non il 100%?
Per i contratti abitativi a canone libero (4+4), disciplinati dalla legge 431/1998, le parti possono liberamente concordare la percentuale di aggiornamento ISTAT: il 75% è una prassi diffusa e consolidata, non un limite di legge. I contratti a canone concordato (3+2) seguono invece le percentuali definite dagli accordi territoriali locali tra associazioni di categoria.
Con la cedolare secca si può applicare l'aggiornamento ISTAT?
No. Durante il regime di cedolare secca il locatore non può richiedere alcun aggiornamento del canone, né basato su ISTAT né di altro tipo. È una condizione obbligatoria per accedere all'imposta sostitutiva. L'aggiornamento si può richiedere solo tornando al regime ordinario IRPEF.
Ogni quanto si può richiedere la rivalutazione?
Nella maggior parte dei contratti liberi (4+4) l'aggiornamento è annuale e va richiesto esplicitamente dal locatore con comunicazione scritta all'inquilino. Non è automatico: senza richiesta formale non decorre, e il proprietario perde il diritto all'aumento per quell'annualità.
Quale indice ISTAT si usa per l'affitto?
Nella prassi si usa la variazione dell'indice FOI (Famiglie di Operai e Impiegati) — nella versione al netto dei tabacchi — pubblicato mensilmente dall'ISTAT. Il contratto specifica il mese di riferimento (di solito il mese dell'anniversario della stipula). Il valore si trova sul sito ufficiale istat.it.

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