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Confronto

Dipendente o partita IVA forfettaria: cosa conviene?

Lavoro dipendente vs Partita IVA forfettaria: tabella comparativa

Aspetto Lavoro dipendente Partita IVA forfettaria
Tassazione IRPEF progressiva 23-43% Sostitutiva 5% (start-up) o 15%
Contributi Gran parte a carico del datore Tutti a proprio carico
Tutele Ferie, malattia, TFR, NASpI, 13ª Nessuna tutela automatica
Flessibilità Bassa (orario e sede) Alta (clienti e organizzazione)
Limiti Nessuno di fatturato 85.000 € di ricavi annui

Quando conviene il dipendente

  • Dai valore a stabilità e tutele (malattia, disoccupazione, pensione).
  • Preferisci reddito certo e nessun rischio d'impresa.
  • Non vuoi gestire adempimenti fiscali e contributivi.

Quando conviene la partita IVA forfettaria

  • Hai più clienti e vuoi flessibilità organizzativa.
  • Sfrutti la tassazione agevolata 5%/15% e i bassi costi.
  • Sei disposto a gestire il rischio e a costruirti le tutele.

Il verdetto

A parità di importo lordo il forfettario porta a casa spesso più netto, ma il dipendente ha un valore aggiunto in tutele difficile da quantificare (ferie pagate, malattia, TFR, NASpI, contribuzione piena). La scelta dipende da propensione al rischio, numero di clienti e orizzonte.

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Domande frequenti

Il forfettario guadagna davvero più netto?
Spesso sì sul singolo importo, ma va considerato il valore delle tutele del dipendente (ferie, malattia, TFR, NASpI) e la minore contribuzione previdenziale del forfettario.
Si può essere dipendenti e avere partita IVA?
Sì, è possibile cumulare lavoro dipendente e partita IVA forfettaria, salvo divieti contrattuali e il rispetto delle cause di esclusione dal regime.
Quali sono i limiti del forfettario?
Ricavi entro 85.000 € annui e spese per dipendenti entro 20.000 €; oltre 100.000 € in corso d'anno si esce subito dal regime.

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